Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Domenica 24 Settembre - ore 22.10

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Digi-Mare: La Spezia Futura

C’era una barchetta piccolina in Canadà - racconti dal MariTech

Tre cose che mi porto via dal MariTech 2015 di Vancouver.

Il MariTech è una delle manifestazioni più prestigiose del settore marino a livello mondiale. Si tiene sempre in Canada, ogni anno in una location diversa. Per questa edizione è stata scelta Vancouver, e per rappresentare l’università e la ricerca italiana è stato scelto Promostudi, ovvero l’ente che gestisce il Polo Universitario spezzino Marconi, e che nella fattispecie ho avuto il piacere di rappresentare insieme al giovane ricercatore Gianmarco Vergassola.
La trasferta, dal lato nostro, aveva essenzialmente due obiettivi: fare conoscere la nostra realtà ed i nostri progetti su scala globale, ed instaurare il primo contatto con alcuni enti universitari locali per attivare scambi di docenti e studenti. Qualcosa che in altri paesi, in sostanza, chiamerebbero lobbying. Entrambe le cose sono andate bene, come potete d’altronde leggere qui, e come spesso succede quando le cose vanno bene, mi sono incidentalmente ritrovato con un altro obiettivo portato a casa, gratis.
Un obiettivo meno concreto, forse, ma di respiro ancora più ampio. Durante i tre giorni dell’esibizione ho infatti capito – o meglio, forse ho avuto conferma di - una cosa fondamentale, che poi si divide in tre sottocose.
La macrocosa è che, per conoscere davvero la realtà in cui si è immersi, è bene staccarsene per un po’. È quello che qualcuno prima di me ha già definito con successo “la giusta distanza”.
Ricordo piuttosto bene la prima volta che mi è capitato. È stato meno di una decina di anni fa, quando avevo lasciato la residenza spezzina relativamente da poco, e mi sono ritrovato a portare alcuni amici torinesi a Spezia. Mi sono sentito in dovere di fare da Cicerone, perché era questo che loro si aspettavano. Eppure, mi sono reso conto che in realtà, di Spezia non conoscevo poi davvero molto: sì, certo, andavo al Palio tutti gli anni, mangiavo sempre i brigidini alla fiera, conoscevo la formazione delle aquile a memoria, ma alla fine essenzialmente dai tempi del liceo andavo al mare sempre nello stesso posto, nella spiaggia del Gigante a Monterosso, perché era lì che tutti i miei amici andavano e non avevo poi bisogno di vedere davvero qualcos'altro.
Questa nuova situazione mi aveva costretto invece a conoscere nuove cose, ad approfondirle, ad appassionarmici anche: non potevo tollerare d'altronde che i miei ospiti ne sapessero più di me, su Manarola o su Portovenere.
Non mi fossi trovato a dover spiegare il mio mondo ad altri, lo avrei compreso di meno anch'io. Nondimeno, sarei probabilmente andato al mare al Gigante per il resto della mia vita.
Ecco, quello che è successo a Vancouver, tra le altre cose, è che ho dovuto spiegare cosa fa la nostra Università. E, spesso, ho dovuto fare un passo indietro: dov'è Spezia (con l'aiuto di Google Maps, all'uopo), come va in Italia (male, ma non così male come ne scrivono), e discorsi a volte di circostanza, altre no.
Parlando, e poi ascoltando, ho capito un po' di cose: alcune le avevo sentite dire, ma non sapevo se erano leggende metropolitane, cose che si raccontano e basta o se avevano davvero una base solida. Altre invece le ho capite dopo, riflettendoci a posteriori. Sono tre, dicevo, e le sintetizzo qui:
a. Sì, è vero che le Cinque Terre sono famose in tutto il mondo: il Nord-Nord America è una fetta dell'emisfero che conosco poco, in effetti, ma anche qui il nostro gioiellino è un cavallo di troia vincente. Pare non esista canadese che non abbia messo piede in Italia - beh, il campione alla fiera non era statisticamente molto rilevante, lo ammetto - e pare ancora di più che la prima cosa che abbiano visitato, giusto appena sotto Roma e Firenze, siano Riomaggiore e le sue sorelle. Per "vincere facile", si può dunque ampiamente far leva sull’appeal delle Cinque Terre, e più in generale sull’Italian Branding: il cibo, il calcio, le macchine, la moda, gli yacht… va bene tutto, pur di attrarre persone e tornare a crescere come meritiamo oggettivamente di fare.
b. Il SeaBus è un progetto solido, scalabile ed interessante, e con importanti prospettive anche commerciali: anche in questo caso, me lo dicevano a Spezia in molti (molti, ma non abbastanza, perché sono di più gli spezzini che non sanno neanche cosa sia, questo progetto partorito dai nostri studenti e professori, coordinati dall'ammiraglio Nascetti), ma per convincermene del tutto sono dovuto andare fuori. Tant’è che a Vancouver esiste già, ed è un mezzo di trasporto in una città da un milione di persone, non insomma una cosa da turisti o da città-vetrina come Venezia. Non è un caso che cantieri sloveni lo abbiano già adocchiato, nonostante la commissione europea di Horizon 2020 non lo abbia selezionato tra i due migliori del continente (ma già rientrare nei primi 50 non era un compito semplice). La stessa cosa a questo punto credo succeda con Haruspex, che però è un po’ più complesso e ve lo spiegherò eventualmente un’altra volta (se siete interessati già da ora, date comunque un occhio a questo bell’approfondimento di Thomas De Luca qui).
c. Non siamo piccoli, né come università, né come città. Siamo della dimensione giusta, anche per crescere. Siamo a dimensione d'uomo e questo, nelle megalopoli asiatiche così come nelle città canadesi in cima a tutte le classifiche di vivibilità mondiali, è un fatto che viene molto e sempre di più apprezzato. Siamo pronti per aumentare le nostre dimensioni, ma senza snaturarci. Abbiamo ancora un po' di spazio prima di raggiungere la saturazione, e vogliamo riempirlo nel migliore dei modi. Dal Canada - così come da altrove, in altre circostanze -, speriamo di portarci un gruppo di studenti che vengano qui per contribuire a fare di questa città un polo di eccellenza della nautica, e che magari si innamorino del territorio (ancora non riesco a capacitarmi di come sia possibile il contrario), e ci rimangano. E' questa l'unica costruzione di senso in cui è ragionevole imbarcarsi, su quella barchetta piccolina trovata in Canadà che speriamo di dirottare nel Golfo dei Poeti.

Ed ora scusate, ma ho il regionale per Monterosso in partenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
<< Elenco Post

Scrivi un commento



Per inviare un commento devi essere loggato.







































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure