Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Febbraio - ore 14.52

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

fiorinoscritto

Saverio La Ruina. Italianesi

Italianesi sono i figli nati da civili e soldati italiani rinchiusi nei campi di concentramento durante la guerra d'Albania. Non albanesi, quasi italiani.
Saverio La Ruina, porta in teatro la storia intesa come somma di esperienze e di emozioni, individuali e collettive, per una grande lezione di civiltà, per ricordarci che la libertà è prima di tutto un valore aggiunto. E il fatto stesso di potere condividere questa esperienza, senza timore di rappresaglie, illumina gli occhi del protagonista, perché raccontare una cosa aiuta a liberarla e, in questo caso, a liberarsene.

Ma il dramma della prigionia è anzitutto un dramma interiore, poiché per le generazioni nate nei campi, la prigionia non è più soltanto una condizione sociale, è una condizione esistenziale, intima e culturale: è identità. Neppure l'assenza di una recinzione – come fu per molti campi di detenzione albanesi – viene letta come un'occasione di fuga.. fuggire dove? Alle spalle una terra che, sebbene ti rinfacci le tue origini, tutto sommato ti accetta. Davanti agli occhi l'Adriatico, un mare che somiglia ad un muro, come eretto a dividere le persone rimaste da quelle fuggite; un mare bianco e verticale come il fondale dello spettacolo.

Il protagonista è un uomo di mezza età che racconta la sua vita, che fino a quarant'anni ha vissuto in punta di piedi, facendo il sarto, come rivela anche il suo abbigliamento, confezionato su misura e fedele ad un modello di eleganza legato ancora al dopoguerra, con la cravatta dentro il maglione dal collo a V, semplice ma dignitoso, anacronistico ma innocente, come chi lo indossa.
Un uomo gentile, claudicante, armato solo della propria dignità, capace di commuoversi ma anche di contenersi, e di dare la stessa importanza sia alle cose vissute che a quelle sognate, come i colori delle sue stoffe.

Ciò che lo rende più orgoglioso è la consapevolezza di essere italiano, anzi, "ta-lia-no", come dice lui scandendo fieramente le sillabe in un vago accento calabrese, appreso ascoltando fin da ragazzino i racconti sull'Italia dal sarto di cui prenderà il posto nel campo.
Quello che gli manca è la prima lettera, l'incipit della propria nazionalità, che risulta pertanto zoppa anch'essa, quasi a conferma di un Dna culturale a cui manca un cromosoma, il quale lo rende italiano agli albanesi e lo renderà albanese agli italiani quando, finita la dittatura, potrà finalmente andare in Italia.

Ma non troverà l'Italia che vide con gli occhi del padre fuggito quarant'anni prima, quella dove "siamo tutti artisti". Troverà l'Italia degli anni Ottanta, una nazione industrializzata, disillusa, individualista e priva di poesia, che lo farà sentire ancora più straniero dell'Albania. Un semplice profugo, ben lungi dalle sue aspettative sul ritorno in patria, che lo vedevano atteso ed accolto come un eroe.
Emerge così, assieme alla malinconia di un luogo che si scopre vivo solo dentro di noi, l'enorme divario storico tra i due paesi, misurato dagli occhi di chi ha sempre vissuto una realtà totalmente rurale. Adesso che i colori non se li deve più inventare vede grigio e verde - i colori del campo di concentramento, "i colori della merda" - dappertutto. Adesso che è finalmente "libero di stare", non è più capace di sognare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
<< Elenco Post

Scrivi un commento



Per inviare un commento devi essere loggato.








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News