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CAMec (La Spezia)

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Dal 28 aprile al 22 settembre 2019 il CAMeC presenta Aidyn Zeinalov. My way to Italy. Una storia alla Spezia, mostra che conferma e rinnova l’apertura internazionale della sua attività espositiva.

Il progetto suggella un importante duplice omaggio dello scultore russo alla città: dal marzo 2018 la sua Sirena del Golfo è collocata sul lungomare, nella passeggiata Morin, mentre è stato di recente scoperto il suo tributo a Richard Wagner, ubicato nei pressi di Piazza Sant’Agostino, quale simbolo del gemellaggio La Spezia-Bayreuth e ricordo del soggiorno che il grande compositore fece nell’estate del 1853, in una locanda spezzina, dove trovò ispirazione per la composizione del preludio orchestrale de L’oro del Reno.
Nelle tre sale del piano zero del Centro si articola una mostra antologica che raccoglie altrettanti ambiti di ricerca del poliedrico autore: le opere classiche di tipo celebrativo-monumentale che l’artista ha collocato negli ultimi anni tra la Toscana e La Spezia, segno del suo interesse per la musica, operistica in particolare; un tema da sempre caro all’autore, il rapporto tra l’uomo e l’acqua, che in questa mostra si snoda intorno al piccolo studio della Sirena del Golfo; il recentissimo ciclo che affronta il tema della guerra e della sua mutata concezione, attraverso la citazione delle armi da fuoco convenzionali contaminate in chiave simbolica da oggetti riconducibili al mondo del gioco.
Dunque una mostra diffusa che abita gli spazi del CAMeC e punteggia due luoghi simbolo della città; un percorso che conduce il visitatore nel cuore del centro storico e sul mare, in un punto privilegiato di osservazione del Golfo dei Poeti.
La storica dell’arte Veronica Ferretti, curatrice del catalogo della mostra, individua nella ricerca di Aidyn Zeinalov «la rappresentazione della riscoperta e del dialogo tra due culture (l’Oriente e l’Occidente) e due epoche (il lontano passato e il presente) rievocate e interpretate, fin dalla più giovane età, con sensibilità moderna». Nel rispondere all’intervista che la studiosa gli ha rivolto, l’artista stesso così presenta le motivazioni fondanti il suo lavoro e il suo rilevante percorso professionale: «La mia passione per l’arte, come destino di tutta una vita, è iniziata quando ho studiato Leonardo e Michelangelo delle cui opere ho perfino realizzato copie che tuttora conservo. Debbo ammettere che mia madre ha sempre assecondato la mia vocazione fin da quando, ancora bambino, mi dedicavo a disegnare e manipolare piccole sculture di cose e figure di ogni genere e se i miei genitori mi chiedevano cosa volessi fare, io non esitavo a rispondere sempre che avrei voluto fare lo scultore. Ho poi frequentato per molti anni dapprima il Liceo Artistico dove ho conseguito il diploma di scultore. Dopo la maturità mi sono iscritto alla Facoltà di Disegno e Architettura e contemporaneamente ho superato gli esami di storico dell’arte. All’età di ventitré anni, grazie a uno stage sotto la guida dello scultore Vladimir Tsdal, sono entrato all’Accademia russa delle Arti di Mosca. Ho conseguito così tre lauree in scultura, architettura e storia dell’arte, discipline di studio per la quali ho anche scritto e pubblicato alcuni manuali per l’insegnamento all’Accademia russa delle Arti dove organizzo ancora corsi di studio per aspiranti scultori».




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