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La recensione: "Il signore delle mosche" di William Golding

La recensione: "Il signore delle mosche" di William Golding

- “Lord of the Flies”, questo il titolo originale dell’opera, è un romanzo datato 1952 e pubblicato per la prima volta nel lontano 1954.

Un aereo cade su un'isola deserta mentre è in corso un conflitto planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono subito all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto e il controllo degli adulti. Sembra il prologo ideale per un romanzo d'avventura che celebri il pragmatismo e il senso della democrazia britannici. Qualcosa invece comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali, da cui si sviluppa una vicenda che metterà a nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana. "Il Singore delle mosche", 14 milioni di copie vendute solo nei paesi di lingua inglese, è la prova d'esordio e il manifesto di William Golding, premio Nobel per la letteratura nel 1983, che ama riconoscersi e riassumersi in questa frase: "L'uomo produce il male come le api producono il miele".

Leggendo la quarta di copertina si può pensare di trovarsi di fronte ad un semplice romanzo d’avventura dove l’idea centrale, un gruppo di ragazzi naufragati su un’isola deserta, può sembrare addirittura banale ma basta leggere le prime pagine per rendersi conto di avere tra le mani un capolavoro, non solo della letteratura, ma della sociologia mondiale.
Golding ci illustra con la maestria di un sociologo e le capacità “immaginative” del miglior Stevenson, la sua provocazione pessimistica secondo la quale l’uomo, inteso come essere umano in generale, è irrimediabilmente cattivo: “L’uomo produce il male come le api producono il miele”.
Questa sua frase può essere presa come riassunto del romanzo, dell’idea centrale che ci si trova ad affrontare mano a mano che si scorrono le pagine.
Un gruppo di ragazzi inglesi, dove il più grande ha soli dodici anni, di ceto sociale alto, sono gli unici sopravvissuti a un incidente aereo mentre erano in volo di evacuazione durante un imminente conflitto planetario. Naufraghi su un'isola del Pacifico, i ragazzi si mettono subito all'opera per cercare di organizzarsi, tentando di imitare le regole del mondo degli adulti, trasformano quello che poteva essere definito come un paradiso terrestre in un vero inferno, dove emergono paure irrazionali e comportamenti selvaggi. Protagonisti iniziali della vicenda sono Ralph, ragazzo biondo di circa dodici anni e Piggy, altro ragazzo sopravvissuto all'impatto, grasso e con gli occhiali. I bambini scampati all’incidente sono circa una trentina ma mai, durante il romanzo l’autore dà un numero preciso dei bambini.
Ci si ritrova di fronte ad una sociologia di gruppo all’ennesima potenza, un contrasto tra bene e male, dove gli istinti animaleschi con il passare del tempo “schiacciano” il senso di colpa, l’intelligenza e il senso stesso di peccato. Golding rende il tutto di un impatto straripante perche ì protagonisti sono gli innocenti per antonomasia, bambini, il che porta a pensare all’intera indole umana come malvagia, incapace di progredire nel vivere in comune ma raggiungendo un apice di primitive barbarie impensabile per esseri “pensanti”: un’anima lasciata a se stessa, senza modelli, senza una società già costruita, allontanata da ogni altra forma di pensiero arriva a sviluppare in brevissimo tempo un indole cattiva ed animalesca.
Si tratta di un romanzo che segna irrimediabilmente il lettore; l’autore utilizza uno stile semplice, mai complesso ma allo stesso tempo estremamente preciso e coinvolgente. Effettivamente non è facile riuscire ad immaginare e ricreare ciò che potrebbe essere il comportamento di un gruppo di bambini dispersi su un’isola alle prese con il doversi organizzare per poter sopravvivere; Golding lo fa in maniera egregia anche attraverso dialoghi di eccezionale intensità ed immedesimazione, sapendo che gli interlocutori hanno sette, otto, o al massimo dodici anni.




L’AUTORE:

William Gerald Golding nasce a Newquay il 19 settembre 1911. Frequentò le scuole a Marlborough dove suo padre Alec era insegnante di scienze, a partire dal 1930 proseguì gli studi a Oxford (Brasenose College) dove studiò dapprima scienze naturali e dopo due anni passò allo studio della letteratura e della filosofia. Nell'autunno del 1934 pubblicò la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Poems”.
Nel 1952 cominciò a scrivere un romanzo intitolato “Strangers from Within” che spedì a diversi editori ottenendo solo risposte negative. Nel 1954 il romanzo venne pubblicato con il titolo “Lord of the flies” (Il signore delle mosche). Seguì la pubblicazione di altri due romanzi e di alcuni testi teatrali. Nel 1958 morì suo padre e due anni dopo sua madre. Nel 1962 abbandonò l'insegnamento per dedicarsi completamente alla scrittura. Negli anni seguenti pubblicò diversi romanzi, anche se dal 1968 riscontrò dei problemi a scrivere, e che descrisse in un diario apposito a partire dal 1971.
Nel 1983 fu insignito del premio nobel per la letteratura.
Perderà la vita all’età di 82 anni il 19 giugno del 1993.

TITOLO: “IL SIGNORE DELLE MOSCHE”
TITOLO ORIGINALE: “LORD OF THE FLIES”
AUTORE: WILLIAM GOLDING
EDITORE: OSCAR MONDADADORI CLASSICI MODERNI
PREZZO: € 8,40

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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