La recensione: "Firmino" di Sam Savage
- Sam Savage è l’autore di uno dei romanzi più chiacchierati ed attesi dell’estate. Autore sconosciuto ha sbalordito critica e lettori con l’uscita di Firmino, edito inizialmente negli Stati Uniti da una piccola casa editrice no profit con una tiratura di mille copie, è diventato un caso letterario e un titolo conteso dagli editori più prestigiosi di tutto il mondo.
Firmino è la voce di tutti quelli che considerano la lettura e la fantasia il cibo più prezioso per l’anima. Un magico racconto dickensiano nero, divertente e malinconico sul potere di redenzione della Letteratura.
La storia del topo Firmino che si ciba di libri per non morire di fame ha incantato i lettori di tutto il mondo, che lo hanno eletto a simbolo di quella figura emarginata, ma ostinata, che è il lettore di romanzi nella nostra società.
Eletto miglior libro dell'anno dall'American Library Association, miglior esordio da Barnes and Noble e miglior debutto dal Library Journal, Firmin. Adevntures of a Metropolitan Lowlife (questo il titolo originale) ci racconta la storia di un topo, ultimo di tredici fratelli, che nasce nello scantinato di una libreria di Boston e che per non morire di fame si ciba di libri.
Firmino, questo il nome del protagonista, è il più gracile dei fratelli e questo segna la sua esistenza sin dal primo giorno di vita; ben presto si accorge di essere tremendamente attratto dai libri e di soffrire di ipertrofia lessicale intuendo che i libri più buoni da mangiare sono anche quelli più belli da leggere. Inizia così la voglia di capire, inglobare ed assorbire ciò che è scritto su quelle pagine che, da semplice cibo, diventano anche motivo di vita. Fuori dalla sua tana, alla scoperta del mondo, Firmino può finalmente mettere la letteratura alla prova della realtà. Le donne di Lawrence, le paure di Anna Frank, il mondo intero di Oliver Twist si sgretolano di fronte a un’esistenza difficile e crudele, dove le immagini incantevoli legate alla lettura lasciano il posto agli incubi di una vita di stenti.
Relegato ad essere animale, non può pronunciare le parole ma solo leggerle e capirle e questo lo rende “uomo” solo spiritualmente mentre vorrebbe potersi sentirsi meno solo. Abbandonato dalla famiglia, mitizza il genere umano partendo da Norman, proprietario della libreria, che lo deluderà facendogli capire che un topo letterato è un topo solo fino ad arrivare a Jerry, scrittore scapestrato, che diventerà l’amico sempre desiderato.
Arrivato a capire di non potersi cibare in eterno di libri, divenuti così importanti per lui, decide di uscire dalla libreria e scopre che le storie possono essere anche raccontate attraverso le immagini. Disseminato di caramelle e pop-corn da sgranocchiare il cinema diventa per lui non solo una nuova fonte di cibo ma una passione al pari della letteratura che lo farà innamorare delle danze di Fred Astaire e della bellezza di Ginger Roger.
Un libro intenso e malinconico, amato da molti e criticato da altri (anche per accuse di plagio), è sicuramente un romanzo ben scritto e di facile lettura (180 pagine) che non risulta mai pesante anche in tratti in cui le citazioni la fanno da padrona.
Firmino è il lettore per antonomasia: rappresenta, con le sue fantasie e il suo carattere, buona parte delle persone che fanno, e hanno fatto della lettura un motivo di vita. Nasce, si nutre e si smarrisce nei libri che lo portano, dopo ogni lettura, alla coscienza di sé, dei suoi limiti e delle proprie imperfezioni.
Sam Savage, nato nel 1940 nel South Carolina, è un esordiente assoluto. Ex professore di filosofia, poi meccanico di biciclette, carpentiere e pescatore, ha scritto con Firmino il libro della sua vita.
TITOLO: “FIRMINO”
TITOLO ORIGINALE: “FIRMIN. ADVENTURES OF A METROPOLITAN LOWLIFE”
AUTORE: SAM SAVAGE
EDITORE: EINAUDI STILE LIBERO
PREZZO: 14,00 EURO
Sabato 13 dicembre 2008 alle 14:24:14
DANIELE MARTINELLI
© RIPRODUZIONE RISERVATA