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La recensione: "Figlio di Dio" di Cormac McCarthy

- Cormac McCarthy non è uno scrittore di molte parole, il suo stile è essenziale e stringato, non spreca mai la penna. La narrazione di questo romanzo non è diversa da quelle che hanno fatto di questo autore uno degli scrittori più acclamati e letti del panorama letterario mondiale. Diretto, crudo, a volte estremo nella narrazione, riesce a trasmettere sensazioni che pochissimi scrittori attraverso le parole riescono a far trasparire. I suoi personaggi, come la sua scrittura, sono solitari e schivi, chiusi nella solitudine della propria esistenza interagiscono con il mondo esterno unicamente quando il contatto risulta inevitabile. Si muovono leggeri tra le pagine, la loro vita racchiusa in un’immagine o in un segno è sempre pronta a schiudersi in una frase, in un’azione.
Lester Ballard è un uomo violento, dal passato difficile. Avendo perso ogni cosa, vive nell'abbandono e da sempre sfida e aggredisce i cittadini del suo paese, East Tennessee. Viene incarcerato, con l'accusa di violenza carnale. Quando si scopre che non è colpevole, gli viene concessa la libertà, il permesso di vagare a piacere, razziando e depredando la popolazione con le sue strane voglie. Normali e casuali incontri per commissioni in merceria, dal maniscalco e all'emporio diventano scene di travolgente forza insieme comica e grottesca. Mentre la storia precipita verso il suo indimenticabile finale, McCarthy dipinge le realtà più sordide della vita con senso umoristico oltre che di partecipazione umana.
“Figlio di Dio” è un’esplosione di macabra e “impietosa” pietà: Lester è uno dei tanti poveri bianchi che abitano le catapecchie e i cortili del Sud rurale americano: le campagne fuori del tempo e dalla storia, dove la vita è scandita da linciaggi e pubbliche impiccagioni, dove promiscuità e incesto sono la regola, dove la miseria e l’abiezione rendono incongrua, quasi surreale, la sporadica comparsa di un’aula di tribunale o di una stanza di ospedale. Nello spazio di una breve e gelida stagione, Ballard, il freak e solitario contadino, amante della caccia e del whisky, si trasforma in un cacciatore di uomini: da feticista a stupratore, poi assassino e necrofilo. Ma Lester Ballard è un uomo come gli altri, un figlio di Dio, la sua ferocia non ha bisogno di pretesti e tantomeno di giustificazioni per rivelarsi. “Figlio di Dio” è la cronaca della sua ultima stagione di caccia e di come si sia egli stesso trasformato in un animale, il ritratto di un “povero bianco” non voluto dalla società.
McCarthy è unico nel suo stile: la sua penna riesce ad essere prima estremamente romantica e docile nel raccontare il clima del sud, le sue montagne, la sua natura per poi divenire estremamente violenta, macabra e impietosa quando racconta di stupri, incesti e necrofilia. Un finale tutt’altro che scontato è il giusto epilogo ad un romanzo che poteva essere creato solo da una mente geniale come quella di Cormac McCarthy.

L’AUTORE:
Cormac McCarthy è uno scrittore statunitense nato a Providence il 20 Luglio 1933. Entra nell'università del Tennesse nel 1951 e nel 1953 si arruola nell'esercito, dove rimane per quattro anni, due dei quali passati in Alaska, dove tiene anche un programma radio. Nel 1957, ritornato nel Tennesse, riprende l'università, durante la quale scrive due racconti pubblicati in un giornale di studenti, che gli valgono il premio Ingram-Merril per due volte, nel 1959 e nel 1960. Nel 1961 sposa Lee Holleman, da cui ha un figlio, Cullen. Lascia gli studi senza laurea e si trasferisce con la famiglia a Chicago, ma quando torna nel Tennesse, a Sevier Country, il matrimonio finisce. Il primo romanzo di McCarthy, Il guardiano del frutteto (The Orchard Keeper) perviene all'editore, Random House, perché era l'unico di cui avesse mai sentito parlare, come ammette McCarthy stesso. Albert Erskine, già editor di William Faulkner, avrebbe continuato a pubblicarlo per vent'anni.
Ha scritto: Il guardiano del frutteto (The Orchard Keeper, 1965) (Einaudi, 2002), Il buio fuori (Outer Dark, 1968) (Einaudi, 1997), Figlio di Dio (Child of God, 1974) (Einaudi, 2000)
(Suttree, 1979), Meridiano di sangue (Blood Meridian, Or the Evening Redness in the West, 1985) (Einaudi, 1996), Trilogia della frontiera (Border Trilogy): Cavalli selvaggi (All the Pretty Horses, 1992) (Einaudi, 1996), Oltre il confine (The Crossing, 1994) (Einaudi, 1995), Città della pianura (Cities of the Plain, 1998) (Einaudi, 1999). Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men, 2005) (Einaudi, 2006), La strada (The Road, 2006) (Einaudi).

TITOLO: “FIGLIO DI DIO”
TITOLO ORIGINALE: “SON OF GOD”
AUTORE: CORMAC McCARTHY
EDITORE: EINAUDI TASCABILI
PREZZO: 10,00 €
Domenica 16 agosto 2009 alle 18:00:48
DANIELE MARTINELLI (D_MARTINELLI@LIVE.IT)
© RIPRODUZIONE RISERVATA




























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