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La recensione: "Chiedi alla polvere" di John Fante

La recensione: "Chiedi alla polvere" di John Fante

- “"Chiedi alla polvere" è un romanzo costruito su tre storie. Prima: un ventenne sogna di diventare uno scrittore e in effetti lo diventa. Seconda: un ventenne cattolico cerca di vivere nonostante il fatto di essere cattolico. Terza: un ventenne italoamericano si innamora di una ragazza ispano-americana e cerca di sposarla. Il tutto a bagno nella California. Immaginate di fondere le tre storie facendo convergere i tre ventenni (lo scrittore, il cattolico, l'italoamericano innamorato) in un unico ventenne e otterrete Arturo Bandini. Fatelo muovere e otterrete "Chiedi alla polvere". Ammesso, naturalmente, che abbiate un talento bestiale". (Alessandro Baricco)
"Cosí l'ho intitolato "Chiedi alla polvere", perché in quelle strade c'è la polvere dell'Est e del Middle West, ed è una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una pace che non potrà mai raggiungere. E c'è una ragazza ingannata dall'idea che felici fossero quelli che si affannavano, e voleva essere dei loro”. (John Fante nel prologo)

John Fante è un visionario ma prima di tutto uno scrittore con la S maiuscola. In “Chiedi alla polvere” confluisce tutto il suo genio letterario. Racconta con semplicità, ricercatezza, amore e fede del se stesso letterario, Arturo Bandini, delle sue difficoltà come scrittore e come uomo, dell’altalenante fiducia in se stesso, del morboso amore che lo lega a Camilla, una cameriera messicana e del difficile rapporto con la religione. La psicologia del personaggio è di incredibile impatto, le sue certezze e le sue paure si mischiano a quelle del lettore che viene risucchiato all’interno del romanzo, spinto dallo stesso Bandini a decifrare la sua essenza di aspirante scrittore, di uomo ed amante.
L’ambientazione non è semplice sfondo come ci si potrebbe aspettare in un romanzo di così forte impatto umano: si fonde con i personaggi, le strade calde e polverose del deserto divengono specchio e guida della storia mentre tutto intorno i contorni della California e delle sue spiagge raccontano la loro storia fatta di polvere e di onde, di piccoli motel arroccati sulle colline, di ristoranti da quattro soldi e di strade dimenticate da Dio.
Fante crea le immagini narrative con la capacità di un pittore ed è incredibile come la sua penna riesca a soffermarsi su descrizioni apparentemente banali (un cesto con qualche arancia, una scatola di tabacco, un mozzicone spento) e a farle diventare delle pietre miliari all’interno del suo romanzo.
“Ask the dust”, questo il titolo originale dell’opera, è un capolavoro, impossibile affermare il contrario; a volte difficile, crudo e disumano, lo è davvero perché dannatamente reale.

Si colloca senza dubbio tra le pietre miliari del ‘900 americano. In tanti lo hanno “misurato” col “Giovane Holden” di Sallinger ma è importante notare che “Chiedi alla polvere” è datato 1939. Vive di vita propria senza il bisogno di essere comparato ad altri romanzi, seppur anch’essi capolavori, in quanto “unico” è il romanzo come “unico” è il suo autore.
Da sottolineare nell’edizione Einaudi Stile Libero la pregevole introduzione di Alessandro Baricco e la presenza di prefazione e prologo dello stesso Fante che va ad arricchire e completare il romanzo.

L’AUTORE

John Thomas Fante nasce a Denver l’8 Aprile 1909. Figlio di Nick Fante (originario di Torricella Peligna, Abruzzo) e di Maria Capoluongo (nata a Chicago, ma anche lei di origini italiane), John Thomas Fante vive un'infanzia turbolenta. Nonostante tutto riesce a diplomarsi ed inizia molto presto a fare lavori precari. La condizione di povertà e i suoi continui dissapori con il padre lo portano ad abbandonare la provinciale Boulder, dove vive con la famiglia, per tentare la fortuna a Los Angeles, dove arriva nel 1930. Qui si iscrive all'università con scarso rendimento, ma grazie a questa esperienza si avvicina seriamente alla scrittura. Nel frattempo vengono pubblicati i suoi primi racconti e i fratelli e la madre si trasferiscono anche loro in California, a Roseville. Scrive con una certa regolarità per le riviste American Mercury e Atlantic Monthly anche grazie al supporto di Henry Louis Mencken, di cui è da tempo corrispondente. Sempre all'inizio degli anni '30 inizia la sua collaborazione con Hollywood in veste di sceneggiatore, un lavoro che non ama ma che comunque gli porta discreti guadagni. Ha lavorato anche in Italia come sceneggiatore per Dino De Laurentiis. Durante la guerra John Fante vive un periodo di crisi narrativa dovuto anche all’impegno come collaboratore per i servizi d’informazione e alla nascita dei suoi quattro figli dalla moglie Joyce, sposata nel 1937. Nel 1978 l’incontro tra Fante e Charles Bukowski, che dichiara di considerarlo "il migliore scrittore che abbia mai letto" e "il narratore più maledetto d'America" (Bukowski giunse a dichiarare "Fante era il mio Dio"). Bukowski gli chiede l’autorizzazione di ristampare Chiedi alla polvere, per cui scrive un'appassionata prefazione. Pur di spingere la casa editrice Black Sparrow per cui scriveva a ristampare le opere di Fante, da lungo tempo fuori stampa, Bukowski giunge a minacciare l'editore di non consegnare loro il manoscritto del suo nuovo romanzo. John Fante muore in ospedale l'8 maggio del 1983. Ha scritto: La strada per Los Angeles (1936, ma pubblicato nel 1985), Aspetta primavera, Bandini (1937), Dago Red (1940), Sogni di Bunker Hill (1982), Una vita piena (1952), La confraternita dell’uva (1977), Il Dio di mio padre (1985), Un anno terribile (1985), A ovest di Roma (1986), La grande fame (2000).
TITOLO: “CHIEDI ALLA POLVERE”
TITOLO ORIGINALE: “ASK THE DUST”
AUTORE: JOHN FANTE
PAGINE: 234
EDITORE: EINAUDI STILE LIBERO
PREZZO: 11.50 €

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