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Marò, Ponzanelli: "Stallo pericoloso"

Marò, Ponzanelli: "Stallo pericoloso"

Sarzana - Val di Magra - "Troppo tempo sta passando inutilmente senza che giunga alcuna buona notizia sulla sorte dei nostri due marò ingiustamente detenuti nello stato indiano. Nulla che possa dare a loro, alle loro famiglie ed all’Italia un timido segnale di speranza che possa far ben pensare sulla loro sorte". A parlare è Francesco Ponzanelli, consigliere comunale di "Per Santo Stefano Magra" e candidato sindaco alle prossime amministrative a capo di una lista civica.
"Manca sempre di più la concretezza nelle molte parole che il Governo italiano sta spendendo sulla vicenda dei due marò - prosegue -. Nonostante le novità emerse sulla differenza dei calibri delle pallottole sparate, nonostante ci siano voluti 4 anni per arrivare ad un arbitrato internazionale, nonostante si sia sancito che Girone non possa essere tenuto “come garanzia” sulla condotta dello Stato Italiano, perché l’India è arrivata a fare anche questo, siamo ancora in uno stato di stallo paurosamente pericoloso.
Non una parola è stata spesa infatti dagli stessi dopo che, alla luce di ben evidenti esami, si è giunti a conoscenza che le pallottole sparate contro i marinai indiani, erano incongruenti con le armi dei due fucilieri del San Marco. Silenzi su silenzi che fanno pensare molto male sulla “non azione” del Governo Italiano.
Siamo arrivati al paradosso: da dicembre ad oggi non ci sono novità serie e riscontrabili sulla sorte del secondo capo Girone. Vorrei anche il Ministro spiegasse al Paese quale livello di garanzia livello è in grado di dare questo Governo, ai militari che operano all’estero, vista la vicenda dei due nostri marò.
In questa vicenda lo stato Indiano ha violato le più elementari norme del diritto internazionale per mascherare qualcosa che va aldilà della vicenda di cui oggi si sta parlando. Ritengo che sia profondamente ingiusto che a pagarne le conseguenze siano due nostri soldati che svolgevano le funzioni loro assegnategli, sia dal Governo Italiano, che dal riconoscimento, da parte dell’India, dei trattati internazionali che regolano queste funzioni di controllo antipirateria.
Controlli che erano di aiuto al Governo Indiano, cosa di cui stranamente non parla nessuno, che non è stato in grado, a livello territoriale, di garantire nemmeno la libera circolazione delle merci nelle sue “acque nazionali”. Ci sono dunque serissimi presupposti, aldilà degli affari a livello internazionale che molte nostre aziende stanno facendo con l’India, perché i due nostri marò tornino subito liberi e possano tornare al più presto nel nostro Paese".

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