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L'olimpionico Lorenzo Ricci alla festa per i 100 anni del Coni

Il plurimedagliato velocista di Castelnuovo è stato invitato con l'allenatore Pino Pagano alle celebrazioni dei giorni scorsi a Roma: "Disabili e atleti paralimpici meritano maggiori attenzioni".

L'olimpionico Lorenzo Ricci alla festa per i 100 anni del Coni

Sarzana - Val di Magra - Si sono chiuse martedì a Roma le celebrazioni per i primi cento anni del Coni, culminate con 'la Notte delle Stelle' presentata da Paolo Bonolis al Foro Italico, dove il Comitato Olimpico ha riunito tutti i campioni che con le loro imprese hanno scritto pagine indelebili dello sport italiano. Fra questi c'era anche Lorenzo Ricci, l'ex velocista non vedente di Castelnuovo Magra che vinse due ori alle paralimpiadi di Sidney nel 2000 assicurandosi un posto d'onore fra i medagliati del Coni e nella festa iniziata con il saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla presenza del presidente del Cio Thomas Bach, di Giovanni Malagò e dello più alte cariche dello Stato e dello sport nazionale.
“Mi ha fatto enormemente piacere prendere parte ad un evento unico, per me è stato un grande motivo d'orgoglio” racconta Ricci, unico atleta spezzino presente, il cui straordinario palmares include un oro nella 4x100 e un bronzo nei 200 ai Mondiali di Madrid nel '98 (record mondiale e italiano); un oro nei 100 e nella 4x100 alle Olimpiadi di Sidney nel 2000 (entrambi record paralimpici); Campione del Mondo ad Edomonton nel 2001; argento nei 100 e bronzo nei 200 ai Mondiali di Lille nel 2002 (record italiani ulteriormente abbassati).
“In questi tre giorni – aggiunge – ho avuto modo di incontrare nuovamente molti atleti di altre discipline conosciuti negli anni come Sara Simeoni (eletta 'Atleta del secolo' con Alberto Tomba), Beniamino Bonomi, Paolo Milanoli, Giulia Quintavalla e Alex Zanardi. Ho inoltre rivissuto le indimenticabili emozioni olimpiche di Sidney”.
Lasciata la corsa e tornato all'agonismo nel 2012 dopo un lungo periodo di inattività, a 41 anni Ricci due anni fa aveva vinto i Campionati Italiani Parlimpici di Torino nel salto in lungo partecipando anche agli europei di Stadskanaal in Olanda, iniziando a cimentarsi anche con il lancio del disco. “Continuo ad allenarmi in entrambe le discipline – spiega a Cds – in compagnia dell'amico Luca Salvalaggio e del mio allenatore Pino Pagano, che mi segue dal 1997 ed è stato fondamentale per la mia carriera e non solo. Lo faccio per divertirmi e per tenermi in forma, anche perché c'è da lavorare ancora molto. Ritengo – prosegue - sia comunque importante continuare a seguire degli obiettivi, anche per dare un esempio ai tanti ragazzi che si trovano ad affrontare un problema di disabilità. In tal senso la cultura italiana deve crescere ancora molto dato che permangono troppe barriere architettoniche e mentali mentre manca un giusto approccio verso le tantissime persone che come me ogni giorno devono fare i conti con un'indipendenza limitata. Sotto questo punto di vista un grosso aiuto allo sport paralimpico è venuto da Alex Zanardi il quale grazie alla sua tenacia e alla sua notorietà ha dato grande attenzione mediatica alla nostra realtà, fatta di atleti che ogni giorno lavorano dando il massimo. Lui rappresenta un po' l'anello di congiunzione fra il mondo paralimpico e quello olimpico che potrebbe però riservarci maggiori attenzioni dato che le condizioni di disabilità vengono il più delle volte da incidenti che stravolgono improvvisamente la vita e le abitudini delle persone. In in campo sociale i disabili dovrebbero essere coinvolti ed ascoltati maggiormente anche per piccoli ma fondamentali accorgimenti come la scelta di una rampa al posto di una scala. In ambito sportivo dobbiamo invece fare i conti con una condizione che non ci equipara agli altri atleti, visto che la nostra attività viene considerata un hobby. Non posso quindi fare a meno – conclude - di ringraziare tutti i miei colleghi del reparto di fisioterapia Asl dell'Ospedale di Sarzana che in questi anni oltre ad aver contribuito alla mia crescita lavorativa come fisioterapista mi hanno sempre supportato sostituendomi ogni volta che ho dovuto prendere ferie per partecipare a delle gare”.
Alle celebrazioni di Roma, alle quali hanno partecipato altri campioni come Cammarelle, Bianchedi, Sensini, Abbagnale e Pellegrini, Ricci è stato accompagnato proprio da Pino Pagano, atleta guida di Claudio Costa, bronzo e argento nei 400 ed 800 metri nelle Olimpiadi di Seul nel 1988, allenatore e tecnico C.I.P (Comitato Italiano Paralimpico).
“E' stata una festa bellissima – spiega – nella quale abbiamo potuto condividere tutti insieme gli stessi luoghi e la stessa cerimonia, ma sarebbe state eccezionale se gli atleti paralimpici fossero stati maggiormente coinvolti. Nella serata finale – sottolinea – è mancato un po' di spazio per coloro che fra mille difficoltà hanno dato un contributo enorme all'Italia in termini di visibilità e di medaglie. Solo negli ultimi minuti della cerimonia, grazie anche all'attenzione di Gianni Morandi che ha cantato “Uno su mille ce la fa”, sono stati chiamati sul palco per ricevere i meritati applausi. La presenza di Alex Zanardi è molto importante ma forse non basta, eppure i grandi personaggi nel mondo paralimpico non mancano e Anna Menconi e Ricci sono fra questi. Lui ha fatto moltissimo per il movimento nazionale, ha smosso l'ambiente quando durante una premiazione ha messo la medaglia anche alla sua guida, un gesto molto significativo che nessuno prima di lui aveva fatto. Mi ha fatto immensamente piacere partecipare ad un appuntamento storico e sono stato contento di esserci stato con Lorenzo. Spero – chiude Pagano – che si possano fare ulteriori passi avanti e che gli atleti paralimpici possano essere realmente equiparati agli altri, anche perché le fatiche, i sacrifici e le medaglie hanno un valore ancora maggiore”.

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Lorenzo Ricci e Pino Pagano con Federica Pellegrini, Filippo Magnini


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