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In mostra "Gli artisti nel Parco", si parte da Hélène de Beauvoir

Inizia il percorso di riscoperta di pittori e scrittori che hanno lasciato grandi testimonianze fra Val di Magra e Lerici. Tedeschi: "Un patrimonio unico e da valorizzare".

In mostra `Gli artisti nel Parco`, si parte da Hélène de Beauvoir
Val di Magra - “Dal punto di vista dei riferimenti artistici e culturali abbiamo un patrimonio unico che vogliamo rivalutare e promuovere assieme alle bellezze naturali di questo territorio”. Parte da questo ragionamento del presidente Pietro Tedeschi, già espresso anche nel giorno del suo insediamento alla guida dell'ente, il progetto “Gli artisti nel Parco” pensato per raccordare e valorizzare le molte ed evidenti testimonianze intellettuali che hanno caratterizzato Bocca di Magra con il celebre “concilio” di Giulio Einaudi al quale partecipavano fra gli altri anche Calvino, Quasimodo, Pavese; oppure Lerici con Bompiani, Mario Soldati e Bertolani, il Golfo dei Poeti inglesi e infine Trebiano, borgo che diventò enclave francofona con le presenze di Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir e la sorella Hélène. Proprio quest'ultima sarà protagonista dal 3 dicembre – inaugurazione alle ore 17.00 alla presenza del presidente della Regione Toti – di una mostra presso la Capannina di Ciccio dove sarà possibile ammirare quindici opere inedite messe a disposizione dallo scultore Walter Tacchini.
“Lavoriamo per il mantenimento e lo sviluppo industriale di questo territorio – ha spiegato stamani Tedeschi nella conferenza stampa di presentazione – ma anche per diffondere il sommerso storico e culturale che fa di questa zona un punto di riferimento internazionale. Sono convinto che questa mostra possa essere un ottimo punto di partenza per ricordare artisti e scrittori che nel raggio di pochi chilometri hanno lasciato qualcosa di importantissimo”.
Da questi presupposti è nata l'idea di riscoprire le opere di Hélène de Beauvoir dipinte nell'abitazione di Trebiano da cui poteva godere di un panorama d'eccezione su buona parte di quello che è oggi il Parco di Montemarcello Magra e Vara. “Tutto è partito da una telefonata con Walter Tacchini – ha concluso il presidente – che mi aveva raccontato di questi quadri inediti e della volontà di mostrarli e quando io e Mario “Ciccio” Guelfi ci siamo recati nell'atelier per ammirarli siamo rimasti affascinati da teli e colori che rappresentavano perfettamente il nostro territorio. Grazie al prezioso contributo di Attilio Bencaster di “Demetra” è stato possibile realizzarla, visto che ci è stato ridotto il contributo regionale e ovviamente le poche finanze indirizzate ad altre società, ma la mostra sarà comunque itinerante e toccherà altri comuni del Parco come Lerici, Sesta Godano, Calice al Cornoviglio ed ovviamente Arcola che nel 1984 ha concesso la cittadinanza onoraria all'artista”.
Come sottolineato da Tedeschi la mostra “Tra fiume e mare” ha avuto fra gli attori principali Walter Tacchini, “artista che ha fatto moltissimo per il sociale”, ma anche grande protagonista dell'Arte Sociale europea, insegnante dell'Accademia di Belle Arti di Carrara e soprattutto grande amico di molte figure dell'esistenzialismo nella Parigi degli anni Settanta e di Héléne de Beauvoir.
“Lei era una persona pura e sempre felice – ha ricordato con un'invidiabile energia visti i suoi quasi ottant'anni – veniva qui in estate e per Natale e io provvedevo a recuperarle le tavole su cui dipingere dalle demolizioni navali sul Ponte Magra. Mi parlava dei colori dei paesaggi che trovava qui e non in Francia, come Manet immagazzinava ciò che vedeva e poi lo dipingeva. Ho lavorato con lei – ha proseguito – e mi fa piacere poter mostrare per la prima volta tutte queste opere”.
Curatore della mostra e del catalogo realizzato da Res Srl ed impreziosito da molte foto è invece lo scrittore Marco Ferrari Che non ha esitato a definirla “essenziale” per il recupero della figura di Hélène de Beauvoir e del passato artistico del territorio. “Quando ho scritto “Mare Verticale – ha detto – ho avuto quasi una folgorazione parlandone con Tacchini. Abbiamo riscoperto come il nucleo degli intellettuali avesse in quella casa un fondamentale punto di riferimento. La mostra è inoltre contestualizzata in un luogo come la Capannina di Ciccio a cui lei e molti altri intellettuali erano legatissimi”. La mostra si potrà visitare fino al 15 gennaio.
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