la foto del giorno - La Bellativù di Serena Dandini
Val di Magra - Val di Vara - “Spero che Gianfranco Fini regga almeno fino a ottobre, mi piacerebbe avere la sua imitazione nella prossima edizione di Parla con me”. Gli ultimissimi sviluppi della crisi di Governo hanno probabilmente fatto saltare i piani di Serena Dandini, cosa che fortunatamente non è riuscita al temporale che ieri si è abbattuto sulla Val di Magra. La serata inaugurale della terza edizione di Bellativù, sempre a cura di Antonio Dipollina, Res e comune di Ameglia, si è infatti svolta regolarmente nella sala consiliare anziché nella prevista location di Bocca di Magra. Regina indiscussa della satira politica di qualità, la conduttrice romana ha raccontato aneddoti e retroscena della sua carriera comodante seduta sul divano rosso praticamente identico a quello che fa da scenografia alla sua trasmissione. “Mi sento a casa –ha esordito, stupita per la presenza del familiare sofà- alla base del programma c’è sempre stata la conversazione, la voglia di chiacchierare liberamente e in assoluta tranquillità. E’ nato come programma “frantumato” da usare a piacimento dei telespettatori che fanno girare o commentano i video su Youtube o Facebook, un modo reale per capire se un prodotto funziona davvero”. Approccio pacato ed ironico ad una realtà politica che spesso ha messo in discussione la prosecuzione della trasmissione. “La situazione televisiva è molto burrascosa –ha sottolineato- e non solo in tv. Ci sono poche certezze, anche se pare che la nuova stagione sia stata confermata. Di sicuro “Parla con me” resiste solo perché ha pubblico, lo stesso che spesso viene sottovalutato nelle riunioni di direzione delle reti”. In passato non sono mancati gli attacchi dal mondo politico come ad esempio per l’intervista a Scalfari o per alcuni interventi di Ascanio Celestini: “Noi salutiamo sempre il Premier a fine trasmissione –ha aggiunto con la consueta ironia- sappiamo che ci guarda sempre; c’è il desiderio di essere amati da tutti, ma non si può. Pian piano ci abituiamo a tutti e a tutto, ma l’autocensura è peggio della censura, ciò avviene con l’intimidazione, le difficoltà a fare certe cose, con l’auto limitazione della creatività, ci abituiamo a pensare in piccolo per paura di dare fastidio”. Un percorso quello di Serena Dandini iniziato prima come autrice e poi come conduttrice con la “Tv delle ragazze” negli anni Ottanta: “I modelli di comicità erano quelli di Monty Phyton e Saturday Night live –ha rivelato- anche se all’epoca era molto difficile portare sullo schermo qualcosa di innovativo e diverso, però a differenza di oggi la struttura era più aperta e c’era la possibilità di sperimentare, anche perché la satira politica c’era già all’epoca”. Dai celebri spot al femminile con Angela Finocchiaro alle imitazioni perfette di Corrado Guzzanti in Avanzi, show ancora più irriverente e satirico, con la celeberrima parodia di Romano Prodi versione “semaforo” e “capo della spectre”. Frammenti di una televisione che negli anni è cambiata, ma che nel caso di Serena Dandini non ha mai perso alcune solide basi: l’intelligenza, l’ironia ed il talento degli interpreti. Da Neri Marcorè ad Elio e le Storie Tese, passando per la spalla degli ultimi anni Dario Vergassola. “Tutti grandissimi professionisti –ha commentato lei, rivedendo divertita alcuni spezzoni di trasmissioni- come cittadini siamo tristi, ma come autori di satira siamo sempre in estasi perché in Italia gli spunti non mancano mai, come dimostra anche il bravissimo Max Paiella con la sua irresistibile interpretazione di Augusto Minzolini”. Icona di una tv che diventa “bella” solo nella sua versione ironica ed irriverente.
Foto: Nicola Giannotti
Venerdì 30 luglio 2010 alle 21:00:02
BENEDETTO MARCHESE
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