Tagli degli alberi lungo i fiumi, questione di priorità
Barli, assessore provinciale ai Parchi: "Non c'è taglio a raso fine a se stesso".
Val di Magra - Val di Vara - L'alluvione di fine ottobre ha messo in evidenza tutta la fragilità del territorio spezzino e ha sollevato numerosi dubbi sulla sua gestione da parte degli enti locali: così non va, sia che si tratti di scelte politiche, sia che le motivazioni siano da ricercare nelle pieghe di bilanci sempre più asciutti.
Le tonnellate di tronchi d'albero che hanno invaso i corsi d'acqua e bloccato i ponti hanno spinto a ripensare le logiche che riguardano la pulizia dei versanti, così come quella degli alvei. Secondo le associazioni ambientaliste, però, si è andati troppo oltre, armando la mano di taglialegna senza scrupoli che radono al suolo anche laddove gli alberi sorgano in aree Parco. Così ieri Italia nostra, Legambiente, Lipu e Wwf hanno scritto una lettera alla Provincia della Spezia, per chiedere la sospensione d'urgenza del provvedimento di 'taglio libero', spiegando che alcune aree sono all'interno dei Siti di interesse comunitario.
L'assessore provinciale ai Parchi, Federico Barli, però, non la pensa così.
"Rispetto alla pianificazione delle aree parco - spiega Barli - bisogna tenere conto di diversi indicatori come quello idraulico, quello ambientale e quello dei Sic e della vegetazione. Le priorità da seguire sono dettate di volta in volta dalle condizioni nelle quali ci si trova e adesso servono piani bilanciati che tengano conto prima di tutto degli effetti dell'alluvione e della sicurezza. Negli anni '70 il Magra era completamente libero dagli alberi, poi la vegetazione ha ripreso il suo spazio. Oggi la priorità è un'altra, e comunque non c'è taglio a raso fine a se stesso".
La questione sarà uno dei primi temi che dovrà affrontare il nuovo consiglio del Parco di Montemarcello-Magra. "Mi auguro che lunedì (giorno nel quale saranno eletti il nuovo consiglio e il nuovo presidente dell'ente - Ndr) - prosegue Barli - inizi la nuova stagione del Parco, con un nuovo protagonismo della Val di Vara e della parte superiore del corso del Magra. Per troppi anni si è parlato solamente della foce".
Al tavolo della conferenza nel corso della quale è stato affrontato l'argomento c'era anche Renato Oldoini, presidente di Confagricoltura, che fa eco a Barli: "I tagli che sono in corso non sono dannosi: le piante cedue tagliate si rigenerano. Mentre il canniccio non è stato asportato. Si prenda esempio dalle pratiche del passato, quando gli agricoltori mantenevano puliti i corsi dei fiumi".
Corretto agire secondo le priorità che impone il momento, così come prendere esempio dal mondo contadino, custode di conoscenze che rischiano di andare perdute. Sarebbe opportuno, però, che la politica prendesse ad esempio la cultura del rispetto del territorio in ogni frangente e, soprattutto, a tutti i livelli, da quello comunale a quello statale.
Martedì 7 febbraio 2012 alle 17:49:02
THOMAS DE LUCA
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