Esplosione metanodotto, polemiche sul dissequestro dell'area
Preoccupano i ritardi. Le cartiere di Fivizzano bloccate, a rischio cassa integrazione ottanta lavoratori.
Val di Magra - Val di Vara - Ad una settimana dalla drammatica esplosione del metanodotto di Mulino di Barbarasco, l'area interessata è ancora in attesa di dissequestro con la visita quoitidiana dei tre periti incaricati a ricostruire le dinamiche del disastro, che ancora non sono arrivati alla formulazione di un report che andrà presentato al giudice. Venerdì nel Comune di Tresana vi sarà il primo importante passo dell'azione legale che dovrà far luce sulle responsabilità alla base dell'incidente.
Il sindaco Oriano Valenti, che si è costituito parte civile, ha convocato le famiglie sinistrate e che hanno avuto danni alle case per impostare insieme l'azione di tutela dopo aver consultato i legali scelti (si tratta dello studio Menchini di Massa), fermo restando che ogni famiglia può muoversi anche individualmente.
Intanto non emergono novità sulle condizioni dei tre operai e della signora Maria Santini, rimasti gravemente feriti in seguito all'esplosione. Si trovano ancora ricoverati tra Roma, Genova e Pisa in alcuni dei migliori reparti grandi ustionati della penisola.
A Mulino sono partiti i lavori per la riattivazione del rifornimento del gas ed è tutto pronto per impiantare il bypass che rimetterà in funzione il metanodotto. Serve tuttavia il via libera dalla Procura di Massa, ma al momento le previsioni sui tempi non sono confortanti. Un dramma nel dramma, perché se i camion riescono a rifornire le utenze domestiche, più difficile è far andare le industrie che hanno consumi molto più elevati. Nelle previsioni di Valenti ci potrebbe volere ancora qualche giorno prima che il giudice tolga il provvedimento di sequestro. "Ieri il consulente tecnico del giudice è andato via nel tardo pomeriggio anche oggi – racconta Valenti – e oggi è un'altra giornata di confronto “in contraddittorio”, come si dice in gergo, con i periti della Snam e della ditta".
Chiaro che la situazione di empasse crea dei problemi anche alle aziende: come ad esempio le cartiere di Gassano e Monzone, tanto che il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi si è messo immediatamente in contatto con Italgas per trovare una soluzione veloce per alimentare i due impianti ed evitare così il blocco, con conseguenza di mettere in cassa integrazione i circa ottanta dipendenti delle due cartiere.
Con l'esplosione del metanodotto sono state messe in crisi le cartiere e l'autotrasporto che per soli due giorni ha potuto mantenere i servizi grazie alle scorte, ma sul piatto della bilancia si aggiunge il mantenimento dei contratti.
"Le cartiere - ha dichiarato il sindaco Grassi - hanno avuto danni ingenti, trovare una soluzione per i rifornimenti è prioritario. Attualmente per gli altri cinque comuni sono attivi i rifornimenti tramite dei carri bombolai che trasportano metano compresso, ma il consumo delle cartiere supera di gran lunga quello delle località. Ho partecipato a diversi incontri per velocizzare il dissequestro ma il perito di Pisa dovrà prendersi tutto il tempo necessario, l'indagine è molto complessa. La costruzione, da parte di Snam, di un bypass per i rifornimenti potrebbe rappresentare una valida alternativa; in queste ore in Prefettura a Massa si sta svolgendo un incontro per verificare tempi e modalità per la realizzazione della variante ai rifornimenti."
Da domani dovrebbe essere attivo il contro corrente postale aperto dal Comune di Tresana per raccogliere le donazioni per le persone colpite, in primis la famiglia Ringozzi che oggi non hanno più una casa. "Distribuiremo nel modo migliore le risorse che verrano anche da lì – promette il sindaco – perché la ferita di Tresana si cicatrizzi il prima possibile".
Mercoledì 25 gennaio 2012 alle 16:59:16