Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Lunedì 16 Ottobre - ore 22.30

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Golfo dei poeti, da tempo immemore

di Alberto Scaramuccia

Golfo dei poeti, da tempo immemore

- Un aficionado mi ha garbatamente rimproverato perché non ho mai detto il motivo per cui il Nostro Golfo è detto dei Poeti, appellativo che lo fa famoso world wide.
Bene, l’Autore della definizione è Sem Benelli, il drammaturgo pratese che visse a San Terenzo dal 1909 al ‘17. Rimasto a Portovenere per circa un anno e poi sedotto dalla costa opposta, s’era trasferito nella residenza prestigiosa di villa Pearce che non si chiamava ancora Marigola, ma era così nota per la sua bellezza che anche Vittorio Emanuele III c’aveva fatto sopra un pensierino.
Benelli abitava nella torretta e in quel rifugio prese vita la sua opera più conosciuta, la Cena delle beffe, opera di cui penso tutti fra chi ha i cavei gianchi, conoscono la battuta resa celebre da Amedeo Nazzari che la recitò a teatro e cinema: “chi non beve con me, peste lo colga!”.
A San Terenzo il nostro Sem si legò di amicizia con Paolo Mantegazza che fu grande fisiologo ed antropologo, ma pure patriota e scrittore. Era di Monza, ma anche lui era innamorato del litorale santerenzino su cui scrisse parole entusiaste celebrando con la “sua spiaggia di velluto” anche “l’aria che è tiepida nell’inverno e non s’infuoca mai anche nei giorni del luglio”: panorama che completava dicendo che “sotto il cielo sempre ridente” si trovano “foreste sempre verdi di pini, di olivi e di palme, degna cornice di un quadro divino”.
Fu quello un bel duo di foresti conquistati entrambi dal fascino della costa che va verso Lerici.
Quando nel 1910 il più anziano Mantegazza viene a mancare, l’amico Sem gli recita l’orazione funebre. Fu un mercoledì triste quel 10 agosto, ma fu allora che nacque l’espressione per cui è famosa il nostro litorale. Ricordando l’amico scomparso, il drammaturgo lo dice “beato che riposa in pace nel Golfo dei Poeti” e subito dopo, per evitare di essere frainteso, si rivolge alla “divina anima di Shelley” che sarebbe tornata “alla sua spiaggia diletta”.
Il Golfo è così etichettato sotto il segno degli Inglesi. Tuttavia, io penso (avanzo un’ipotesi che nessun documento prova) che a determinare l’appellativo dei Poeti con cui Benelli battezza il Golfo, sia stata anche la leggenda per cui la descrizione della grotta in cui ripara Enea all’inizio dell’Eneide, fosse stata suggerita a Virgilio dall’ingresso del Nympharum domus com’era chiamata, l’abitazione delle Ninfe, un’ampia spelunca sopra la Chiappa.
Chissà se mai Virgilio la vide, se mai venne qua, ma già solo il fatto che questa voce fosse convinzione diffusa, è altra prova di quanto la terra del Golfo per la sua bellezza fosse nota al mondo conosciuto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure