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Ultimo aggiornamento: Giovedì 15 Novembre - ore 20.29

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Esplode la gioia: "La guerra è finita!"

di Alberto Scaramuccia

una storia spezzina
Esplode la gioia: "La guerra è finita!"

- Oggi si celebra il centenario della vittoria nel primo conflitto mondiale, un evento cui le istituzioni culturali cittadine, a mio avviso, avrebbero dovuto prestare maggiore attenzione. Capita invece che talora abdichino a questa finalità che fa parte del loro Dna delegando ad altrui quello che è invece loro compito.
Oggi, comunque, ricorre il centenario.
Io l’ho ricordato ieri nella sede dell’Associazione Nazionale Alpini (grazie!) per presentare “Spezia 1918”, il libro che chiude la pentalogia con cui ho narrato quello che successe in città nei drammatici anni della guerra.
Anche sulle rive della Sprugola la notizia del successo fece esplodere una gioia troppo a lungo repressa. Ancora a maggio, sei mesi prima, le sorti del conflitto erano incerte. La differenza la fecero i fallimenti dei contrattacchi austro-tedeschi sui rispettivi fronti in cui operavano. Da allora le cose volsero al meglio e che il barometro stesse volgendo al bello, lo fecero intendere anche le piccole cose, come l’allentarsi della censura sulla spagnola, epidemia di cui non si diceva nulla fino a poco prima per non informare il nemico sulla propria debolezza.
Per la comunicazione del tempo, le notizie sicure tardano ad arrivare ma, quando finalmente è certezza quello che si sussurrava fiduciosamente, è festa grande. Corso Cavour è la prima a riempirsi di folla entusiasta e gli unici colori che si vedono in giro sono quelli del Tricolore: un flash mob ante litteram alimentato da un passa parola raggiante ed entusiasta che assicura a tutti che l’incubo è finito.
È festa grande, dunque, ma come avrebbe potuto esserci uno stato d’animo differente dopo tutti quei mesi di amarezza, privazioni, lutti? Partecipano tutti: chi era per la guerra e chi no, è festa generale mentre ogni chiesa suona a distesa.
Poi è piazza Verdi a ricevere il suo bagno di folla. Lì si forma un imponente corteo che s’incammina verso piazza Beverini. Al Municipio il Regio Commissario Vergara tiene un infiammato discorso per celebrare le virtù italiche. Al termine, la folla prosegue fino all’Orfanotrofio dopo aver percorso gioiosa ed entusiasta tutto il corso Cavour. Quindi sta alle Istituzioni, la prima è la Camera di Commercio, a celebrare la vittoria e lo fanno inviando telegrammi alle Autorità, a tutte. Nessuna resta fuori da questo coinvolgente balletto di gioia irrefrenabile.
Queste sono le manifestazioni ufficiali che si hanno all’immediato ridosso delle notizia delle fine della guerra e della vittoria. Quello che poi successe in ogni casa, la stampa non lo dice, ma non è difficile immaginarlo.

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