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Ultimo aggiornamento: Giovedì 25 Aprile - ore 22.38

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Una fragile armonia

di Giulio Silvano

Una fragile armonia

- Una Fragile Armonia (A late Quartet), di Yaron Zilberman, con Philip Seymour Hoffman as Robert Gelbart, Christopher Walken, Catherine Keener e Mark Ivanir.

Che cosa serve per mettere in crisi uno dei quartetti d’archi più celebrati del mondo? Nella New York sporca di neve, l’ombra di un possibile morbo di Parkinson mette in dubbio la capacità di suonare dell’ormai anziano Peter Mitchell (Cristopher Walken), e come in un gioco di scatole cinesi il suo appendere il violoncello al chiodo inizia ad allargare crepe già esistenti e a crearne di nuove. Come in una saga famigliare ogni membro del quartetto rappresenta un tipo: c’è Peter, il vedovo dolce e paterno che fa da collante del gruppo, la donna razionale e ambiziosa (Catherine Keener), lo straniero metodico e ossessionato dalla perfezione (Mark Ivanir) e l’artista empatico e passionale (Philip Seymour Hoffman). Proprio come in una partitura di Beethoven il film avanza lentamente fino a crescere e raggiungere momenti di attesa violenza. I personaggi percorrono i classici corridoi del film drammatico, tradimenti, delusioni, egocentrismi, ambizioni, fallimenti, fratture, pianti, e lo fanno con la bravura aspettata e la (a volte esagerata) capacità comunicativa di questi signori interpreti. Si vedono gli occhi da documentarista di Zilberman ma gli isolati momenti di scarsa naturalezza vengono comunque salvati dalla limpidissima fotografia, quando la luce diventa protagonista più della musica, e dalla bravura degli attori. Non è necessario conoscere la differenza tra un violino ed una viola per apprezzare la bellezza armoniosa di questo spaccato di vita che ruota intorno a spartiti e crine di cavallo e che ci parla della fine, della decadenza, dell’incapacità di separarsi. Guardare Una fragile armonia vale la pena anche solo per vedere Philip Seymour Hoffmann usare una caffettiera francese, radersi la barba o tirare un pugno.

Momento strappalacrime: L’immenso Cristopher Walken con i capelli da gufo che piange in salotto mentre ascolta cantare la moglie morta.

Da guardare con: chi sopporta i film senza grossi retroscena ed esplosioni.

Da non guardare con: il tuo amico esperto di Beethoven.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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