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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Gennaio - ore 18.07

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Mister Morgan

di Giulio Silvano

Mister Morgan

- Scritto e diretto da Sandra Nettlebeck, con Michael Caine, Clémence Poésy, Justin Kirk e Jane Alexander. Tratto dal romanzo ‘La Douceur Assassine’ di Françoise Dorner.

Matthew Morgan (Michael Caine) è un anziano e benestante professore americano in pensione che abita a Parigi. Il suo mondo crolla quando muore la moglie, tutto sembra vuoto e inutile - accumula i giornali senza leggerli, si fa crescere la barba - fino a che l’incontro con la giovane Pauline (Clémence Poésy) non gli farà vedere la perdita sotto un’altra luce. Siamo nello schema piuttosto classico della distruzione post-lutto e della rinascita simboleggiata con l’apertura di finestre e la barba rasata, del sole che sostituisce la pioggia, dei rapporti familiari che si intersecano, di vecchie promesse e rimorsi passati, di padri e figli e case in Bretagna, niente di nuovo.
Ci sono due motivi per cui ho scelto di guardare questo film, il primo è Michael Caine, il secondo è Parigi. Non posso mai stare troppo lontano da entrambi. Sono rimasto soddisfatto per il primo – Caine è impareggiabile, regge elegantemente con i suoi pianti composti i 116 minuti di film – non troppo del secondo. La città ha toni rarefatti, ci si veste solo di bianco, nero o grigio, il tutto è artificialmente pulito e spesso innaturale (è mai possibile che da ogni finestra parigina si debba vedere la Tour Eiffel?). Speravo ci fossimo liberati di certi cliché, soprattutto se a fare il film non sono gli americani. Da notare però l’assenza quasi totale di tecnologia, di smartphone, tablet e giocattolini vari, che in un film contemporaneo sorprende e rilassa.
La pellicola non è troppo veloce, ci sono un po’ di inutili battute sentimentali e prevedibili alla Nicholas Sparks e momenti vuoti, ma il senso di speranzosa tristezza generale soddisfa grazie alla bravura del cast e alla bella fotografia. Alcuni scambi ci fanno sorridere, altri ci sembrano scontati. Con un taglio degli ultimi tre minuti la chiusura sarebbe stata quasi magistrale.

Momento per cinefili patologici: Sir Micheal Caine torna a sfogliare un libro di E. E. Cummings dopo ventisette anni dal ruolo che gli fece vincere l’oscar (Hannah e le sue sorelle di Woody Allen).

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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