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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Gennaio - ore 09.30

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Cani sciolti

di Giulio Silvano

Cani sciolti

- Diretto da Baltasar Kolmàrkur, scritto da Blake Masters, con Denzel Washington, Mark Wahlberg, Paula Patton e Bill Paxton. Basato sulla graphic novel ‘2 Guns’ di Steven Grant.
Basta la locandina di questo film del regista islandese Baltasar Kolmàrkur (Il mare, The Deep) per capire che ci troveremo circondati da sparatorie, elicotteri, vetri che si frantumano, scazzottate gratuite, esplosioni sceniche e mucchi di banconote da cento nel bagagliaio di una Mustang. Abbiamo la classica coppia di cani sciolti – appunto – un Denzel Washington che inizia ad ingrigirsi vestito da panamense in pensione e un Mark Wahlberg dal grilletto e dalla battuta facile. Lavorano in incognito, uno per la polizia e l’altro per la marina, ma non lo sanno. Doveva essere un lavoro facile rapinare una banca di periferia da soldi sporchi di droga, ma i due si ritrovano ad avere a che fare con una cifra ben più considerevole di quanto non si aspettassero e da poteri alti che operano nell’ombra. Da lì inizia una caccia all’uomo e una caccia al bottino in cui si incrociano i percorsi delle varie agenzie governative e dei gangster della droga messicani, con l’aggiunta necessaria per un buon blockbuster di vecchie storie d’amore, dove non si capisce più chi è chi e chi non è chi. Non manca il cattivo con l’atteggiamento inquisitivo da nazista che lascia cadaveri sulla sua scia senza alcuno scrupolo.
I dialoghi sono banali, con battute da fumetto. E la storia è prevedibile. La colonna sonora scontata. Le ferite degli eroi si rimarginano dopo un quarto d’ora. Nessuno pranza, dorme, si lava o va in bagno. Eppure questo sparatutto ambientato nell’America polverosa al confine messicano di immigrati, vigilantes e agenti corrotti, non solo nasconde qualche messaggio politico inaspettato ma ci fa rendere conto che se si continuano a fare film del genere un motivo ci sarà. La ragione è che ci piace passare un’ora e mezza davanti agli eroi che se ne fregano dei soldi e del potere, soprattutto se sono gli americani a raccontarcelo perché alla fine, a loro, queste stronzate vengono bene.

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