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Ultimo aggiornamento: Giovedì 25 Aprile - ore 22.38

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American Hustle

di Giulio Silvano

American Hustle

- Di David O. Russell, scritto da David O. Russell e Eric Singer, con Christian Bale, Bradley Cooper, Amy Adams, Jennifer Lawrence e Jeremy Renner.

New York, 1978. Irving Rosenfeld (Christian Bale) è un geniale truffatore costretto insieme alla seducente e brillante partner Sydney Prosser (Amy Adams) a collaborare con un ambizioso agente FBI, Richie Di Maso (Bradley Cooper). Gli eventi trascinano i tre a confrontarsi con il New Jersey di politici e mafiosi, a fare i conti con un sindaco eclettico (Jeremy Renner) e una moglie imprevedibile (Jennifer Lawrence). Si incontrano gli ingredienti del solito film à la Ocean Eleven con un gangster movie un po' light e saltano fuori: triangoli, disonestà, pugni, ossessione, casinò, doppiogiochismo, valigette di contanti, minacce, gelosia, voci fuori campo nella tradizione di Scorsese.

La storia non ha niente di così eccitante – parliamo di eventi quasi del tutto accaduti, di corruzione e italoamericani, dello scandalo Abscam – e sembrerebbe una scusa per sfruttare il talento di alcuni dei più amati attori contemporanei, sia dal pubblico che dalla critica (lo dimostrano le dieci nominations per gli Oscar), già sfruttati dal regista in film precedenti (Cooper e Lawrence in 'Il Lato Positivo', Bale e Adams in 'The Fighter'). Sono tutti volgari e belli, pur non cercando di esserlo, riuscendo a diventare sexy anche conciati in quel modo: Christian Bale con la pancia, un tremendo riporto e l'accento del Bronx, Bradley Cooper con la permanente e le camicie da 'Febbre del sabato sera', Jennifer Lawrence perfetta casalinga sguaiata, i vestiti senza reggiseno di Amy Adams. Russell è un mago nello spingere i suoi personaggi al limite, il rischio è che il suo prossimo film sia una sequenza di scenate, bisticci, pianti e telefonate rabbiose, ma lo farebbe sicuramente al meglio, con un taglio come qui molto ironico e che diverte il pubblico.

Due cose sarebbero da imputare al regista David O. Russell. La prima è la lunghezza del film (quasi due ore e mezza), l'inutilità di scene che sì ci permettono di capire e amare/odiare i personaggi, ma che per la trama servono a poco. La seconda l'aspettativa del trailer di vedere Jennifer Lawrence sempre in azione, praticamente appare solo nella seconda metà del film.
Russel riesce però a salvare dal declino di 'vecchio' Robert De Niro – qui in un cammeo di pochi minuti – che non è il De Niro anziano della trilogia di 'Ti presento i miei'. Colonna sonora emozionante.

Da vedere se: vi piacciono i film di Scorsese ma li trovate troppo poco comici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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