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Soltanto un giornalista, non una escort

- "I tifosi non vogliono leggere critiche sulla propria squadra sui giornali"."Qualche volta va ricordata una regola fondamentale del giornalismo sportivo; i tifosi leggono solo gli articoli sulla propria squadra, e vogliono avere conferme, non critiche. Se qualcuno continua a criticare troppo, va a finire che i tifosi non lo leggono più e smettono anche di comprare quei giornali dove appaiono articoli per cui, dopo averli letti, bisogna fare gli scongiuri". "Lo dico da editore con molta esperienza alle spalle". "Siete più bravi dei giornalisti politici che insistono sempre per fare domande". Tutto questo lo ha detto Silvio, presidente del Consiglio, ma in quell’attimo presidente del Milan, e non, come qualcuno ha pensato per un solo attimo, Aldo Jacopetti, nel corso di una sua lezione di educazione calcistica agli spezzini. Tema quindi il Milan di Pirlo, non lo Spezia di Scantamburlo. Per ora entrambi a Zeru tituli. Una teoria per la verità, seguita anche in questa città con una certa passione, e non solo nel calcio, anche se, come dice Silvio, i cronisti di politica in fondo sono di serie B rispetto a quelli della tribù del calcio. Credo che il Press parli della regola numero 83, per dirla alla Altafini, ma io conosco anche la 45 e la 46: cioè che esistono due giornalismi, quello di chi sbaglia e quello molto diffuso, o almeno più diffuso di quanto sembri, di chi non sbaglia mai. Fare il giornalista dovrebbe equivalere a raccontare i fatti, i personaggi dello sport, con distacco da presunti teorici ma con partecipazione solidale, con entusiasmo, con il piacere di coinvolgere gente, per indurli ad amare questo sport. Il calcio è una delle poche certezze che il mio lavoro di cronista possa permettersi. I tifosi però, regola 66, vogliono conoscere la verità delle cose ed è vero che leggono gli articoli della propria squadra e basta, ma avvertono quello che scrive il vero e quello che scrive e basta. Perché la storia lo comprova. Basta poco per esser furbi, basta poco, basta pensare che son tutti deficienti. Lo dice anche Vasco. Vogliono avere conferme dei fatti, non vogliono altro. E spesso se ti guadagni credibilità da te tornano. E’ una specie di forma di rispetto, gentleman agreement; tu vendi, loro comprano sul sicuro e non restituiscono quasi mai. Ma sanno da chi comprano. E se sanno che quello che scrivi è vero, più che scongiuri lanciano strali a chi di dovere. Silvio, editore esperto, spieghi però come mai Repubblica attacca e resta uno dei giornali più venduti in Italia o, nel nostro piccolo, come mai aumentano i lettori di Cds proprio quando andiamo ad attaccare un sistema, nel quale, secondo lui, dovrebbero comparire solo fiori ed opere di bene. ”I principi restano- diceva Montanelli- le idee cambiano con gli uomini cui vengono appaltate. L’impegno della coerenza ho imparato a riservarlo soltanto a valori fondamentali come il dovere dell’onestà, sincerità, coraggio, responsabilità”. Montanelli, solo un giornalista, non una escort. Con ogni rispetto per entrambi.
Sabato 8 agosto 2009 alle 17:02:38
ARMANDO NAPOLETANO
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