La Fondazione affondata
qui pro quo
- “L’Italia va che è un piacere, c’è ripresa, tutto a posto”. “Il paese si è già messo in cammino”. Romano Prodi sembra dead man walking and talking vede quello che nessuno vede dice quello che nessuno osa. Una volta si diceva, per fare un po’ di colore “Piove governo ladro”. Oggi piove comunque non a comando ed il Governo è ladro anche col bel sole. Quello che il paese in genere sta regalando può essere benissimo accostato a quello che lo Spezia calcio a sua volta produce: debito su debito, una non perfetta gestione e come dire, la sensazione che la maggioranza non passi mai la diga della Camera e del Senato. Da una parte c’è Giuseppe Ruggieri in chiare difficoltà, anche per una non perfetta (e due) gestione precedente, dall’altra la signora Cappelluti. Poi un Corini sotto coperta e silenzioso, e Milo Campagni, che ha il coraggio sempre e comunque di metterci la faccia. Ruggieri resetta in questi periodi tutti e tre, sceglie lui, decide lui, spesso non chiede condivisione; deve salvare una situazione difficile dal punto di vista economico e vede come unica uscita la vendita di giocatori, anche importanti. Riesce difficile pensare di poter fare collimare da una parte le dichiarazioni dell’ufficio stampa che invita anche il presidente a pensare a non cedere ogni suppellettile e le notizie che giornalmente raccogliamo dei movimenti di mercato della squadra. Sono due linee parallele che non si incontreranno mai. Proprio in questi giorni è spuntata la possibilità di una Fondazione ma, alla prima alba, quando ancora il sole è sotto terra, ecco che si crea il primo dilemma: un comunicato che spiega la legittima e sentimentale rinuncia della società alla Giornata Bianca (chissà perché le doveva fare solo Mastropasqua ed il suo Spezia, pure su indicazione esterna) e dall’altra l’alternativa di una sottoscrizione adesione alla nuova associazione. Il problema però , messo così, sfiora la legalità: perchè comunque sia, una Fondazione, o società di scopo, mai potrà intersecarsi con lo Spezia calcio, è un ente a parte. Questo nulla toglie che se il 22 la Fondazione nascerà ed il 23 gennaio saranno già raccolto 300 mila euro, una commissione di indirizzo li possa girare alla società. Può farlo, ma deve essere lei a decidere. Pensare una Fondazione che quando possa regali soldi alla società è sbagliato nell’essenza, perché non sarebbe giusta e neppure legale. Non si può pensare di tappare i buchi di bilancio con il per mille dell’Irpef o con le elargizioni. La Fondazione decide se e come ed a chi dare ma soprattutto non può, e chi gli statuti delle recenti Fondazioni parlano chiaro, avere legami stretti con la società stessa. Perché con 300 mila euro la stessa potrebbe decidere di creare un campo sportivo per la giovanile e non pagare lo stipendi a stopper e centrocampisti. Così com’è sbagliato che sia la società ad esprimere una volontà in materia. L’impressione che abbiamo, conoscendone gli attori, è che questa Fondazione nascente non approvi all’unisono le gestione odierna dello Spezia. E che quindi crei e procrei più per il futuro che per il presente, valutando anche che la categoria calcistica prossima di appartenenza potrebbe essere diversa. Risulta così che sia unilaterale e non condivisa anche la scelta di lasciare 50 euro al botteghino con un modulo di adesione che non può esistere perché non c’è Fondazione e con un lascito che non ha collegamento con il nascente ente. Magari poi arrivano 30 mila euro che dal 23 gennaio vanno alla Fondazione ma chi versa non può sapere se poi andranno allo Spezia Calcio. La realtà è questa, a scanso di equivoci. In questo momento ci vogliono passi indietro, altri dosati e soprattutto qualcuno che guidi il momento interno, una sorta di commissario. Tutto il resto verrà di conseguenza.
Sabato 29 dicembre 2007 alle 17:35:11
ARMANDO NAPOLETANO
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