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Jacopetti, meglio lasciare?

- Pensavamo che nella vita si potesse scegliere la moglie, l’amante, il medico, l’architetto, perfino il geometra ed il commercialista, il buon vestito, la giacca, la pettinatura che meglio piace. Scopriamo, e la vita non finisce mai di meravigliare, che c’è chi sceglie anche da chi farsi intervistare. Non c’era riuscito neanche Silvio Berlusconi, quindi agli inventori conviene confezionare il brevetto e registrarlo. E’ un vezzo dei potenti che mal digeriscono di essere contraddetti, perché in fondo, essere contraddetti è una noia. E da chi? Da un precario, uno che arriva dal nulla, un free lance, un collaboratore, un redattore? Ma dai.
E poi i giornalisti, vuoi mettere? Raccontava Paolo Sollier nel suo libro Calci e sputi e colpi di testa che molti di questi sono “ai primi posti in Italia nella lista dei rubastipendi, prendere un fracco di soldi al mese per fare un articolino di trenta righe e neanche tutti i giorni, in più fa l’amico per incularti meglio, convinto com’è di essere un grande”. Riportato da un giornalista fa un certo effetto. Non sto qui a tediarvi. Si vuole solo essere credibili, e per essere tali si racconta ciò che si vede.
E chi pensa che la reazione di Cds ai fatti dello Spezia sia dovuta solo al cospetto di essere stati censurati si sbaglia. E fa esercizio di stupidità. Abbiamo riempito articoli sulla storia di quest’annata, dato la possibilità a tifosi, opinionisti, giornalisti e non di dire la loro, siamo l’unico giornale che ha scritto che la società ha sede a Città di Panama, come se fosse normale. Invitiamo Jacopetti ma lui non viene, chiediamo ragioni, non ne da’. Il giornale esce ugualmente e solo ieri ha registrati 21 mila ed oltre utenti unici in un solo giorno. Chissenefrega. Ad Aldo Jacopetti ricordo solo una frase che Gabriele Volpi disse una sera di agosto, quando fui l’unico giornalista che si presentò alle 22 e 30 circa, davanti a Volpi in Piazza Europa. Volpi che usciva dall’incontro decisivo in Comune per l’acquisizione dello Spezia con Massimo Federici:”Perché Jacopetti? -disse Volpi- per lui è un challenge, una sfida, deve superarla, vediamo come va”. Ad oggi l’ha abbondantemente persa? e siamo sicuri che andando avanti sarà meglio o peggio? Per inciso, gran brava persona, educatissima, ma sull’aspetto tecnico, si, li possiamo discutere.
Il problema non era non è e non sarà mai Volpi. Volpi non vuole lasciare lo Spezia , non ci pensa neanche. Quando parla di 5 anni di esperienza parla per davvero; abbiamo la ragionevole certezza che se Jacopetti mollasse, se se ne andasse, Volpi sarebbe certamente dispiaciuto, ma andrebbe avanti. Pronti a scommetterci. C’è un passaggio non da poco che è stato espresso tra le righe. Un mese fa il Secolo xix scrisse di una possibile composizione di un Cda con dentro, tra gli altri Corradino ed Angelini,
Circa 15 giorni fa in una intervista televisiva Jacopetti dichiara “Non serve un Cda”. Poi però Volpi proprio in queste ore dice che si farà un Cda, che altro non serve proprio per limitare il potere all’amministratore. Chiaro.
Il problema restano Jacopetti ed il suo challenge. Uno Spezia finanziato da Volpi, con altri uomini alla guida, con altri dirigenti, con una scuola calcio e più empatia, non è meglio per tutti? E allora è bene non solo non tirarla, ma neanche porla fuori dal cassetto, la famosa corda citata da Jacopetti in una sua auto intervista. Meglio tagliarla? nel senso letterale del termine?
Martedì 28 aprile 2009 alle 15:42:25
ARMANDO NAPOLETANO
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