Fallire così è una follia
serve ora il vero azionariato
- Pochi minuti fa, e quindi scriviamo a caldo, si è aperta una piccola finestra nella difficilissima vicenda dello Spezia calcio. L’Internazionale, per la prima volta, si dichiara pronta a dare una mano ma come patner e non come proprietaria. Non lo permette l’articolo 16 delle Noif ma soprattutto non lo vuole Moratti. Il senso della trattativa che è nata e la piccola possibilità è che nel caso lo Spezia trovasse una via economica per garantire anche una parte, ma oltre il 50 per cento, dei 2,2 che vi ci vogliono per l’iscrizione, l’Inter farebbe a sua volta la sua; e così sarebbe nella successiva mandata, con la chiusura del bilancio. Moratti quindi tornerebbe a situazioni che con il club bianco aveva nel 2003-2004, quando sotto la gestione Zanoli entrò al 40 per cento. E’ la mancanza di liquidità a spegnere ogni velleità, a meno che la città non dia una forte sterzata, perché il vero azionariato popolare scatterebbe ora, con 8 soli giorni di tempo per trovare fonti economiche pesantissime. Fallire così avrebbe dell’incredibile, con la più grande potenza calcistica mondiale, dopo Liverpool, Manchester e forse meglio del Chelsea, in quota altissima nell’asset, ed una esiguità di bilancio da coprire, una fetta che nessuna società di B oggi ha come esposizione, a fronte di cifre doppie e triple. Ed è incredibile come tanti imprenditori, come Rosati per esempio, non abbiano accettato condizioni come queste.
Prelazione sugli abbonamenti, azionariato diffuso come tra marzo ed aprile, una decisiva mano dalle aziende, un muto contratto da alcuni imprenditori con garanti le autorità? Sono vie praticabili, ma strano è che poche decine di minuti dopo la diffusione della notizia, via internet, si siano fatti vivi subito alcuni personaggi interessati a parlare e valutare. Se fallimento sarà è davvero unico, con Moratti seduto al tavolo e ben disposto e la gente svenata dal contributo. Cds è pronta a fare la sua parte, così come credo tutti coloro che hanno a cuore questa storia, ma perdere un titolo sportivo di 102 anni in queste condizioni è davvero fatto originale. Un pò come vincere a Torino al 92’ con un uomo con una gamba sola in campo.
Martedì 17 giugno 2008 alle 20:02:26
ARMANDO NAPOLETANO
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