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Quando a Spezia si poteva andare al mare

di Bert Bagarre

Quando a Spezia si poteva andare al mare

- Da due o tre generazioni non c’è sprugolotto degno di questo nome che, giunta la stagione dei bagni, non si lamenti che nella capitale non c’è un posto che è uno dove sia possibile andare a tuffarsi in mare, operazione che si deve compiere nelle spiagge limitrofe.
Eppure, una volta, appunto qualche generazione fa, di posti ancora liberi per bolasse ‘n te l’aigoa ne esistevano ancora, e a ne voi di-e un’enormità di anni fa.
Per esempio, l’arenile ai piedi della rocca dei cappuccini, quando il colle di Cristo Re calava ancora fino al mare, era la meta ideale per i cittadini che si trovavano le onde a due passi che per di più erano gratuite, non come gli stabilimenti de-a Fossamastra che te dovevi paga-e anca er bigieto der tranvai.
Dove il monte calava al mare, era una località affollata da solerti nuotatori, ma frequentata pure da quanti volevano fare due passi sulla passeggiata profittando del tramonto che stemperava un po’ il calore estivo. Però, a non pochi capitava spesso di dover girare la testa dall’altra parte in quanto non pochi dei bagnanti giravano per la spiaggetta senza neppure vestire la foglia di fico che è tradizione debba coprire le proprie vergogne. Per di più pare ci fosse pure chi ne traeva un impudico vanto. Per questo non sono pochi gli onesti cittadini che si rivolgono sdegnati alla guardia regia ed alla stampa ché si cessi lo sconcio e immondo spettacolo che si offre oltre agli occhi loro, anche a quelli innocenti di spose, fidanzate, progenie.
La risposta della “Gazzetta della Sprugola” è che la cagione del tutto la si ritrova non nella volontà di offendere la moralità con atti impudichi, ma solo nelle difficoltà finanziarie di quei bagnanti che i g’han a sacheta tanto veida che de ciù la ne se pé.
Ma l’ignoto redattore che risponde, non si limita solo a questo. Si vede che ha fatto una piccola inchiesta dato che aggiunge, non poco maliziosetto, che ci sono diverse fanciulle che, naturalmente senza farsene accorgere, volgono lo sguardo verso quei naturisti ante litteram per poi sospirare, pur con le gote in fiamme per la naturale pudicizia, ché quelli sono beati e che pure loro vorrebbero seguire il loro esempio: un desiderio emesso a mezza voce nel cosciente rimpianto che, purtroppo, difficilmente se non mai lo si sarebbe potuto esaudire.
Insomma, i progenitori facevano i bagni dove noi oggi, se mai là ci tuffassimo, ritorneremmo su abbronzati di petrolio, ma soprattutto ci dimostrano che la morale più che un valore assoluto, è una variabile che i tempi orientano verso forme che spesso sono fuori dalla nostra immaginazione.

BERT BAGARRE

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