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La Fontana dell'amore del Poggio

di Bert Bagarre

Sprugoleria
La Fontana dell'amore del Poggio

- Che l’acqua della Sprugola è toccasana per chi se ne disseta, solo i neonati lo ignorano sì che non mi stupirei se un giorno l’inscatolassero per venderla come elisir di lunga vita.
Ma è altrettanto nota la bontà salutare degli altri liquidi che corrono per questa landa, acque tutte dotate di virtù miracolose, quasi taumaturgiche.
All’Acqua Santa Servadega si attribuivano guarigioni prodigiose come se in loro agisse l’intervento di un’Autorità superiore. A San Bartolomeo bastava bagnarsi in una polla che lì scaturiva per uscirne rigenerati e arzilli quasi si fosse appena nati. Un po’ più lungi, al Mulinello di Vezzano si suonava la stessa solfa.
Insomma, tutte le acque di qua erano una vera e propria panacea per la salute del corpo tanto che i dottori, dicono, prescrivevano ai loro pazienti non sciroppi da ingurgitarsi o pozioni particolari, ma solo di farsi doi o trei goti de aigua di quelle particolari fontane per liberarsi all’istante dal malanno che li affliggeva.
Su questo nostro pianeta ci sono altri posti che possano vantare gli stessi toccasana che esistono a Sprugolandia, ma nessuno, almeno per quello che io so, assicura di poter guarire anche da quella malattia tutta particolare che è il mal d’amore.
Dalle ferite che possono provocare lo sguardo di un ricciolo birichino che una fantela lascia distrattamente svolazzare sulla fronte o il sorriso muscoloso ed ammiccante di due braccia fatte apposta per stringere a sé, ne vengono fuori di quelle tachicardie che nessun Dulcamara, per quanto bravo cardiologo possa egli essere, mai riuscirà a guarire.
Nessun rimedio, quindi, alle pene del cuore?
Ebbene, no: in questa corte dei miracoli che è Sprugolandia si trovò rimedio anche per questo morbo.
Sul piccola rilievo del Poggio stava una sorgiva che chiamavano “fontana dell’amore” perché era sufficiente far abbeverare lì la persona desiata, che all’istante sarebbe caduta nei lacci di chi alla sorgiva l’aveva condotta.
Me, quando a eo ciù zove, saveste quante volte ci ho fatto bere qualche fantela, magari dopo una passeggiata prolungata apposta per crescerle l’arsura; ma, ahimè, non è successo mai nulla di quanto bramavo.
Forse fu per un rio destino mio; certo è invece che per le calli di Sprugolandia circolava con insistenza la voce che la fontana è così detta per la vicinanza a finestre tanto chiuse che mai permisero l’accesso alla luce del sole o ai raggi della luna.
Comunque, voleste verificare se la fontana funziona, basta far bere quell’acqua alla propria bella. La fonte è sempre lì, prima degli ascensori come mostra la foto.
Datemi retta, provateci!

BERT BAGARRE

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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