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Alla ricerca del proprio "spaviccio"

di Bert Bagarre

Sprugoleria
Alla ricerca del proprio "spaviccio"

- Da adolescente avevo uno strano tic che, a dire il vero, s’è attenuato con l’età senza però mai scomparire del tutto. Ma allora, quando ero un teen, mi veniva con inusitata frequenza. Che cosa era, vi chiederete. Beh, quando incocciavo per strada una bella sprugolotta che mi veniva incontro, non appena ci eravamo sorpassati il tic mi faceva girare la testa all’indietro per continuare a guardarla. Confesso anche che qualche volta, ma non sempre, mi capitava di incontrare gli occhi della fantela, evidentemente affetta anch’essa da identica contrazione nervosa.
Chieste informazioni, gli amici più edotti mi spiegarono che, come diceva una canzone francese allora in voga, tout le garçons e le filles della nostra età cercavano il proprio spaviccio, parola che solo molto più tardi avrei compreso voler indicare l’anima gemella. Se però, pur in ritardo, ne ho appreso il significato, mi è sempre stato ostico capire l’origine della strana parola, etimologia che forse ho appreso solo ora che, se giro la testa, è solo per le cervicali che mi dolgono.
Cercavo notizia sul San Giuseppe di cento anni fa e proprio su Il Tirreno del 19 marzo 1920, nella pagina della cronaca locale si dipana un lungo articolo di un redattore che si confronta con la parola spaviccio e sulla sua origine. Alla fine l’ignoto cronista, dichiarandosi incompetente, dopo aver interpellato anche la figlia della portinaia che di spavicci vantava vera e propria collezione, si decide a chiedere lumi al “Commendator Ubaldo Mazzini” che addirittura eleva al rango di “nostro Carducci”.
Quasi fosse l’oracolo di Delfi o la Sibilla Cumana, il da tempo non più Gamin non ci mette nulla per emettere un netto responso: trattasi di parola non autoctona, bensì nuova, scaturita da un antico modo di dire toscano ormai in disuso: “andare a sparabicchio”, dice. L’espressione, spiega il Vate, nella lingua di Dante sta per andare in giro occhieggiando alle finestre, evidentemente in cerca in cerca di corresponsione di amorosi sensi.
Il Battaglia, megadizionario italiano, registra il lemma “sparabicco” sommariamente spiegato come “andare a zonzo” senza peraltro alcuna implicazione sentimentale. L’etimo poi è sommariamente spiegato quale “voce di origine espressiva”.
Come che sia, è proprio da quel termine che viene fuori la versione sprugolotta che, chiosa lo sconosciuto redattore del Tirreno, non si trova in italiano né in altro idioma del Continente.
Aggiungendo che non saprei quanti sprugolotti conoscano questa parola, auguro come nell’antico articolo, che per San Giuseppe ogni spaviccia abbia la sua bella resta de nissee.

BERT BAGARRE

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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