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"Tronca Donne", fantele e romanticherie all'ombra dei giardini

di Bert Bagarre

"Tronca Donne", fantele e romanticherie all'ombra dei giardini

- Circa sessant’anni fa, week end più week end meno, tutti profumavano la casa con effluvi di DDT. Ne facevano uso tutti, nessuno ancora avvertito del pericolo che quella sostanza procurava. Neppure c’era chi conoscesse il significato di quell’acronimo che io tuttora ignoro.
Al contrario, fra noi ragazzi di quell’epoca lì bastava dire che uno era un TD perché ognuno all’istante intendesse che il tizio designato con quella sigla era un Tronca Donne, un play boy incallito a dispetto della giovine età cui era sufficiente uno sguardo, meglio se tenebroso, per vedersi stendere ai piedi un tappeto non colorato di rosso, ma popolato da girls anelanti alle sue occhiate.
Per appartenere alla categoria dei TD non era richiesto un phisique du rôle particolare, tipo alto biondo occhi azzurri. Certo, meglio esserlo, ma l’unico requisito essenziale era l’essere svelto con le fantele: avere la battuta pronta, sapere che nel ballo del mattone l’unico vero passo è il dondolio sul posto, tenere la cicca fra le labbra semischiuse che solo in momenti speciali si aprivano in sorriso ammiccante.
Tanto bastava in quei tempi là quando i pesi si facevano solo accompagnando la mamma a fare la spesa e dalla doccia calava acqua non sempre calda e mai raggi UVA.
Non c’era esame per diventare TD, qualifica che si otteneva solo stragiando fra le fantele i cui nomi, meglio le sigle, restavano a futura memoria incise con il temperino sulle cortecce degli alberi dei giardinetti.
E già perché i giardinetti erano più che il regno, il proscenio dove il TD recitava la sua parte di seduttore.
Era all’ombra ruffiana di quegli alberi, sorvegliati dall’alto dalla cupola del Palco della Musica, che il rubacuori portava la fantela di turno facendola accomodare in una delle tante panchine che arredano il boschetto.
Prassi voleva che ci si sedesse non volgendo l’occhio nella stesso senso, ma in direzioni opposte così da avere i nasi già pronti a scontrarsi. Se la femmina acconsentiva alla sistemazione senza obiettare che fra i popoli civili non si siede in siffatta maniera, era già quasi fatta.
Cosa sarebbe successo dopo dipendeva non tanto dall’abilità del TD quanto dai propositi della fantela che fingendosi preda era, come sempre, cacciatrice provetta, pronta ad irretire nella rete chi invece s’immaginava implacabile predatore.
Ritornato alla base, cioè dagli amici che l’aspettavano ansiosi di avere notizie fresche, il TD raccontava quasi tutto salvo pause e sospensioni più che significative. Ma tacendo le sparava così grosse da far dire agli amici che quello più che un tronca era proprio un gran trinca!

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