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"Fosse solo Specia il problema..."

di Bert Bagarre

sprugoleria
"Fosse solo Specia il problema..."

- Mi scuso se oggi dico della Sprugolandia moderna, ma mi piace che l’amata terra nativa diventi un museo a cielo aperto, ultimo step essendo stata l’inaugurazione di un monumento a Richard Wagner. Esattamente 166 anni fa il grande musicista tedesco, soggiornando in una locanda che nessuno sa di preciso quale fosse anche se molti pretendono di saperlo, fu piacevolmente sorpreso in un dormiveglia turbolento da una melodia suggestiva e armoniosa che gli suggerì il preludio di una famosa composizione. Eseguivano il motivo le onde che mugghiando vicino al suo capezzale calmarono la pena notturna con una gradevole ninna nanna che acquietò i travagli corporali.
La statua, bella e di buona fattura, opera dello scultore russo Zeinalov, è piaciuta anche se si sono subito alzati lamenti: monelli sbarazzini sfuggiti al controllo parentale si sono prontamente arrampicati sul monumento per compiere spericolati esercizi ginnici e tutti hanno notato che nel basamento della statua manca il nome del protagonista.

Per fortuna quasi nessuno s’è accorto che all’inaugurazione la banda chiamata ad hoc suonava musiche del folklore indigeno e che il cerimoniere dell’evento ha pronunciato il nome del musicista come fosse figlio di Albione (Riciard). Meno male che non ha continuato così altrimenti il cognome avrebbe suonato Uognar. La cosa che più ha suscitato scalpore è la scritta fusa in lettere piccine piccine dove si dice che Wagner fu a Specia quando è noto che il nome di quella frazione di Sprugolandia è Spezia. Ma anche le carte nautiche del 700 e dintorni più o meno la chiamano così.
Poi, a San Giuseppe, giravo per i banchi del molo, una marea inarrestabile di fieristi mi trascina fino all’estremità orientale della passeggiata, là dove, opera dello stesso artista, sta la Sirena, altro monumento che a me piace anche se per forma e dimensioni offre minori possibilità di scalate ai discoli che sfuggono al controllo dei solerti genitori.

Lì, reso edotto dall’esperienza wagneriana, inforcato un cannocchiale a supporto delle superstiti diottrie, leggo la scritta sul basamento che è in inglese sì che tutti la comprendano: “La Sirena dei Golfo dei Poeti” This artwork is a memorable gift to La Spezia city from a sculptor…
Non per cercare a tutti i costi il pelo nell’uovo, ma quel dei Golfo proprio non va, così come l’iniziale maiuscola dell’articolo davanti al nome della city. Inoltre, un inglese non direbbe mai from bensì by. Ma chi se ne avvede? Nessuno e si vede. Però, siccome il proverbio recita che non c’è due senza tre, aspetto fiducioso un nuovo arrivo perché queste opere sono davvero belle.

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