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Consulta della legalità apre la "crisi" con l'amministrazione

Lettera aperta a sindaco, giunta e consiglio comunale: "Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a fase di stallo e difficoltà di confronto". Lorenzini prova a ricucire il dialogo.

Consulta della legalità apre la "crisi" con l'amministrazione

Sarzana - Val di Magra - “Non voglio sottacere sulla lettera che è arrivata nei giorni scorsi da parte della Consulta della Legalità che sarà mio compito contattare nei prossimi giorni. Non possiamo ignorare un segnale proveniente da un organo partecipativo così importante”. Queste le parole del nuovo presidente del consiglio comunale di Sarzana che al termine della convulsa seduta di lunedì notte ha annunciato di voler parlare con la consulta della lettera aperta inviata il 19 giugno scorso all'attenzione di sindaco, giunta e consiglio comunale. Un documento giunto dopo mesi nei quali lo stesso organo della legalità aveva sollecitato l'amministrazione sul tema della mappatura delle slot e di un dialogo che come esplicitato nella lettera non è evidentemente ritenuto troppo proficuo.
“Come associazioni e cooperative iscritte alla Consulta comunale per la legalità di Sarzana – si legge infatti - mettiamo in evidenza da tempo la difficoltà di un confronto positivo con l’amministrazione comunale: riteniamo che questo disagio non sia transitorio e abbia radici profonde in una congiuntura più generale di crisi della partecipazione alla vita pubblica che investe tutta la città. Le procrastinazioni, il senso di ineffettività e di sospensione che hanno contraddistinto i nostri lavori degli ultimi anni rappresentano il punto di caduta di una fase di stallo alla quale non intendiamo restare indifferenti. Fin dall’adesione, abbiamo concepito la nostra presenza all'interno della consulta nei termini più onesti e coerenti con le premesse iniziali, riconoscendo in questo organismo non una mera occasione di rappresentanza o di retorica autocelebrazione, ma uno strumento di partecipazione concreto, nuovo e distinto dai soggetti che singolarmente vi rientrano, un luogo dove il confronto tra amministrazione e privato sociale servisse a far maturare un “discorso” pubblico più ricco e attento sui temi della legalità, della trasparenza, della lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata”.
“Abbiamo visto nella consulta – proseguono le componenti che ne fanno parte - non una semplice, sterile sommatoria delle individualità sociali che vi si ritrovano, ma il terreno di una elaborazione più avanzata, sottile e plurale, sul quale volontariato, cooperazione e associazionismo potessero costruire un rapporto con l’amministrazione comunale il più possibile schietto e paritario, teso al conseguimento di risultati non simbolici, ma concretamente incidenti nelle scelte politiche e amministrative. Proprio in questa prospettiva, il dialogo “interrotto” sul quale richiamiamo da tempo l’attenzione ci appare tanto più preoccupante e costringe a interrogarci sulle ragioni che fondano l’identità della consulta. A sei anni dall’approvazione del regolamento che la disciplina e a cinque anni dall’insediamento, ci sembra necessario provocare apertamente, nella veste formale di questo documento, una “crisi” e richiedere all’amministrazione comunale - in tutte le sue componenti, dalla giunta al consiglio - una ricognizione dei presupposti, un momento di verifica sugli obiettivi conseguiti e mancati. Crediamo che, per non privare di credibilità e significato anche il buon bilancio di questi anni, sia oggi il momento di riconsiderare le condizioni del nostro lavoro comune, minato dallo sfilacciamento della compagine di adesioni - sensibilmente ridotta negli anni da un livello inadeguato di partecipazione alle riunioni da parte di molti degli aderenti originari - e dallo stato di incompiutezza in cui versano molte delle questioni affrontate: segno, temiamo, dell’urgenza di tornare a considerare la consulta stessa come un luogo di partecipazione autentica nel concreto dell’azione amministrativa e non soltanto come un passaggio di formale ricognizione di scelte già consolidate. Non vogliamo fraintendere gli scopi di questo organismo trasformandolo in un terreno di scontro e contrapposizione e lasciamo questo documento, espressione dello scontento e dell’insoddisfazione di molti, alla libera sottoscrizione di chi, in seno alla consulta, ne condividesse la veduta. Non è una presa di posizione dell’organismo, ma un’iniziativa di un numero di soggetti aderenti: molti tra questi hanno promosso la consulta stessa prima della sua fondazione e a maggior ragione ritengono indispensabile evitare che lo stallo si prolunghi, vanificando e tradendo le aspettative e gli impegni di responsabilità ed effettività sanciti con l’adesione iniziale. Chiediamo al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale – conclude la consulta - di prendere posizione rispetto a questa nostra sollecitazione, chiarendo quale funzione e quali scopi possa ancora avere la Consulta comunale per la legalità nell’ambito della generale azione amministrativa e in continuità con le scelte di concretezza ed effettività praticate e difese in questi anni”.
La lettera è stata sottoscritta dalle realtà cittadine che compongono l'organo comunale: Acli, Agesci, Cometa, L’égalité, Libera, Magazzini del mondo, Missione Sportiva, Sarzana Che Botta, Voce ai diritti, Volontari di Crescita Comunitaria.

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