Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Gennaio - ore 18.04

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Cavarra bis, Guccinelli chissà, Ambrosini sempre lì, tra due fuochi

Non manca molto allo scioglimento delle riserve da parte dell'attuale sindaco. E nessuno pare dannarsi per contendergli la candidatura.

Cavarra bis, Guccinelli chissà, Ambrosini sempre lì, tra due fuochi

Sarzana - Val di Magra - E se dal vortice delle tentazioni, delle lusinghe, dei condizionali, dei veti, delle simpatie, uscisse vincitore Alessio Cavarra? Proprio così. Scope nuove scopan bene, d'accordo, ma le possibilità che l'attuale sindaco di Sarzana corra di nuovo paiono rafforzarsi. Anche perché, per una ragione o per l'altra, dei nomi alternativi ventilati nessuno sembra al momento in grado (e soprattutto aver ferma intenzione) di porsi come cavallo ufficiale del Partito democratico (e del centrosinistra? Questo è tutto da vedere). Entro fine mese, si attende dall'attuale primo cittadino lo scioglimento delle riserve in merito alla volontà o meno di candidarsi una seconda volta. Se Cavarra decidesse di correre ancora a cinque anni dalla robusta affermazione del 2013, non incontrerebbe certo favore unanime. In primis tiene banco il timore che una candidatura bis renderebbe assai difficile la costituzione di un'alleanza di centrosinistra, concetto sgretolatosi proprio nel corso dell'amministrazione Cavarra. Con il rischio quindi di una corsa in solitaria del Pd (legato al massimo a delle liste civiche di moderato appeal) che potrebbe finire, al primo turno, sotto il 50 per cento, e al secondo - in ossequio allo sport del momento 'tutto tranne il Pd', specializzatosi a Sarzana nella disciplina del 'tutto tranne Cavarra' - con una epocale debacle a favore dello sfidante di turno. In caso di ricandidatura, la minoranza Pd sarzanese spingerebbe per avviare il confronto con i partiti della sinistra, per sentire il polso, e magari render conto a sindaco del suo eventuale (e prevedibile) basso gradimento a una gauche con la quale da tempo c'è profonda distanza. E ancora, l'ipotesi di un'altra corsa cavarriana non scalda nemmeno nomi e volti che con le minoranza interne non hanno niente a che fare, e che magari sedevano a fianco del sindaco, martedì scorso, quando a Sarzana è passato Renzi. Qualcuno, prima o poi, parlerà di primarie? Pare dura. Per le primarie, di candidati ne servono almeno due, convinti, decisi. Al momento, ufficialmente, non ce n'è nemmeno uno.

Tra i nomi circolati negli ultimi tempi come alternativa a una nuova corsa dell'ex assessore di Caleo, c'era quello di Renzo Guccinelli. Ex sindaco, uscito dal Pd nel 2015, poi rientrato con occhio critico. C'era anche lui martedì sera al Moderno a sentire Renzi. Agli occhi di tanti, l'ex assessore regionale sarebbe una garanzia. Eppure il 64enne predecessore di Caleo non parrebbe infiammato dalla possibilità di rimettersi in pista e occuparsi delle grane sarzanesi (da sprovveduti, tuttavia, depennarne già il ghiotto e popolare nome). Meglio, forse, continuare a dedicarsi al lavoro, senza ambire nuovamente a fasce tricolori. E gira voce che, se Guccinelli dovesse indicare un nome al suo posto - un po' come quando l'elettricista di fiducia non può venire e garantisce per un collega sveglio e onesto -, non avrebbe poi tanti dubbi: l'avvocato Gino Ambrosini, 56 anni, suo ex vice sindaco. Solo che Ambrosini, da un pezzo, è corteggiato dal centrodestra, dagli ambasciatori di quella 'rivoluzione arancione' che da tre anni a questa parte - con solide basi spezzine - sta piantando bandierine in tutta la regione. E che con una vittoria sarzanese toccherebbe il cielo, di fatto completando il puzzle levantino.

Che farà Ambrosini? Per molti osservatori, che ne conoscono la storia di cattolico democratico, ben inserita nell'alveo del centrosinistra, resta difficile immaginarlo sostenuto dai partiti della destra. Però - soluzione non dissimile da quella lericina del 2015 - si potrebbe trovare il bandolo della matassa mettendo l'avvocato a capo di una forza civica alternativa al Pd (e ai suoi eventuali soci), magari contenente (senza simboli) volti legati alla sfera totian-forzitaliana. Con i duri e puri di Lega e Fratelli d'Italia in corsa da soli al primo turno, con una lista e un candidato loro (sempre che le due anime della destra sovranista non facciano a pugni come, almeno un po', sta accadendo in questo momento a Spezia: troppo affini i valori e i 'pubblici' per non trovarsi a sgomitare), pronti a confluire su Ambrosini al secondo turno. Magari con un formale apparentamento, magari no. Così facendo, in caso di vittoria, a Palazzo civico non sventolerebbero ufficialmente quei vessilli che la notte del 25 giugno hanno affollato il Comune della Spezia. Però, nemmeno quelli del Pd, e sarebbe comunque un risultato storico. E ancora: ci sono le condizioni perché Ambrosini si ritrovi candidato, invece che del centrodestra, del centrosinistra? L'avvocato di storia Dc - nessuna voglia di cimentarsi con le beghe del Partito democratico e dell'ardua ricucitura delle alleanze a sinistra - probabilmente porgerebbe l'orecchio se arrivassero serie richieste alla sua persona da parte di un centrosinistra unito. In quel caso, potrebbe starci. E sarebbe un candidato forte, capace anche di pescare tra i moderati. Tra quelli che non gradirebbero Ambrosini, c'è il senatore Massimo Caleo. Non c'è grande sintonia tra i due. Tutti ricordano quando dieci anni fa l'avvocato mollò l'ex sindaco, di cui era vice e assessore all'urbanistica. Di questi tempi tra i pensieri di Caleo l'ipotesi di Ambrosini candidato va a ricavarsi uno spazietto tra altre valutazioni, vuoi quelle per la presidenza del Parco nazionale delle Cinque terre, vuoi quelle in ottica romana. Via Discovolo è una destinazione che a Caleo, in prima linea in materia di Parchi in questi anni, non dispiacerebbe affatto. Certo, riguadagnare un giro al Senato sarebbe altra cosa. Ma di mezzo ci sarebbero le incognite dei meccanismi elettorali e, naturalmente, l'esito - tutto da vedere - delle prossime elezioni nazionali. Un passaggio che pare destinato ad avere un peso decisivo sulle cose dem sarzanesi, anche se, nel documento approvato lo scorso 31 luglio dall'Unione comunale Pd (QUI), si sottolinea la necessità di tenere locale e nazionale su sfere differenti. Scripta manent...

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia




























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News