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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Ottobre - ore 19.49

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Bufano (Pd): "Sinistra non segua pifferai, confrontiamoci in modo libero e aperto"

L'auspicio del portavoce della minoranza del Partito democratico di Sarzana: "Non significa convolare a nozze senza conoscere il marito, ma mettere assieme una dote di idee".

Bufano (Pd): `Sinistra non segua pifferai, confrontiamoci in modo libero e aperto`

Sarzana - Pd da una parte e sinistra a cinque punte - Mdp, Pci, Possibile, Rifondazione e Sinistra italiana - dall'altra? Rien ne va plus? Chissà. Certo è che il recente comunicato diramato da chi sta a sinistra dei democratici pare proprio chiudere ogni possibilità di fare amicizia. Ma le vie della politica sono quasi infinite. E dal comitato politico messo su dal Pd a inizio settimana per cucinare una ricetta vincente - o almeno non perdente - sono arrivati segnali di apertura (QUI) verso chi invece ha nettamente sbattuto la porta. Che un Pd in solitaria sia un rischio, nonché un errore politico prima ancora che strategico, la minoranza interna ai dem lo dice da un po'. E con il timoniere dei non renziani di Piazza Matteotti, Paolo Bufano - uno degli otto del comitato politico - facciamo quattro chiacchiere per commentare questa fase delicata, nel corso della quale si giocano ancora tutte quelle residue possibilità di dar vita a qualche annusamento tra il Pd e la gauche, o almeno una porzione di quest'ultima, visto che avvicinare in qualche modo ai dem la costola sarzanese di Mdp pare fantascienza.

Bufano, tanta confusione sotto il cielo?
''Capisco che si possa essere ingenerata confusione. Si legge 'Pd Sarzana rompe con la sinistra' e al contempo ci sono commentatori che dicono 'il Pd, schiaffeggiato dalle sinistre, porge l'altra guancia'. E del resto la vicenda nazionale legata alla legge elettorale certamente non aiuta''.

E allora, come stanno davvero le cose?
''Il comunicato approvato dal comitato del Pd sarzanese è chiaro. Nonostante la loro apparente chiusura nei nostri confronti, abbiamo voluto trasmettere alle forze responsabili alla nostra sinistra tre chiari messaggi. Il primo è: attenzione, il maggiore pericolo è la Destra, una Destra di cui oggi insieme percepiamo tutta l'inadeguatezza e l'avventurismo, ma che a Lerici e a Spezia - dividendoci - abbiamo fatto vincere a mani basse. Mentre a Ortonovo, presentandoci tutti uniti, l'abbiamo spazzata via. Il secondo messaggio che abbiamo voluto indirizzare a Rifondazione comunista, a Sinistra Italiana, a chi si è emancipato da Beppe Grillo, alle altre forze dell'arcipelago alla nostra sinistra, a personalità indipendenti di spicco di quella galassia ma soprattutto alle migliaia di elettori della sinistra deluse e disamorate della politica, è quello di stare attenti a chi incoronano come propri alfieri".

Cosa intende dire?
''Intendo dire che la storia politica e i connotati identitari dei fuoriusciti dal Pd (il riferimento principe è a Paolo Mione, ex presidente del consiglio comunale, ndr) che parrebbero destinati a ricoprire ruoli di spicco nel rassemblement che si ipotizza a sinistra del Pd ed antagonistico verso quest'ultimo, non hanno niente a che vedere con i valori della tradizione della sinistra, che la loro molla sono soltanto il revanchismo a qualunque costo e l'anelito a rimanere nella stanza dei bottoni, non si sa mai. I proletari in marcia verso il sol dell'avvenire del quadro di Pellizza da Volpedo appaiono sullo sfondo, ma molto sbiaditamente... non a caso i fuoriusciti - prima di innalzare strumentalmente le insegne dalemiane - avevano ipotizzato una lista civica protestataria, apartitica, apolitica e trasversale. E c'è chi giura che abbiano un patto di consultazione riservato con Giampedrone & Co...".

E il terzo messaggio alle sinistre?
''Anche questo è molto lineare. Il nostro segretario ha scritto che siamo pronti ''a discutere da subito e con franchezza delle scelte pregresse', il che significa chiaramente disponibilità all'autocritica ove occorra, ma senza accettare pregiudizi. E poi ha aggiunto che sarebbe nostra intenzione 'condividere l'elaborazione e la responsabilità delle scelte future', invitando anche le forze e le personalità della sinistra 'ad una grande conferenza programmatica aperta, in cui dialogare sulle rispettive visioni della città, aperta all'apporto di professionalità e di esperienze estranee alla politica militante e in cui prestare soprattutto ascolto ai cittadini'. Allora io mi domando: vale la pena, per quelle forze, rinunciare a questa prospettiva libera e aperta di confronto con la maggiore forza del centrosinistra, ed accodarsi invece dietro il pifferaio di Hamelin solo perché Cavarra non ha ancora sciolto la riserva e il Pd non ha ancora formalizzato una proposta per il sindaco? Del resto è ovvio che il Pd non possa accettare veti che si basano sul fatto che Cavarra non è uno spilungone e non ha i boccoli biondi come Corradino di Svevia...intanto cominciamo a discutere delle cose fatte, di quelle non fatte, ma soprattutto di quelle che si dovrebbero e si potrebbero fare da domani. E interpelliamo insieme la città. E non facciamoci condizionare dal Rosatellum. Questo non significa convolare a nozze senza conoscere il marito, come nei film di Bollywood, ma mettere insieme una dote di idee di cui usufruire tutti, auspicabilmente insieme, quando -necessariamente presto - maturerà la stagione degli amori...''.

E a quel punto cosa accadrà?
''Beh, se saranno state rose saranno fiorite. Altrimenti liberi tutti di prendere la propria strada, compresa quella per la Bassa Sassonia. Hamelin è da quelle parti''.

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