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Ultimo aggiornamento: Giovedì 18 Gennaio - ore 13.53

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"Toti si dimentichi di fare il bis a Sarzana"

Alessio Cavarra ufficializza la candidatura e illustra il lavoro fatto in cinque anni. Poi attacca: "C'è chi ha avuto tanto dal Pd e ora costruisce liste per far perdere il centrosinistra, ma i sarzanesi non si fanno prendere in giro".

"Toti si dimentichi di fare il bis a Sarzana"

Sarzana - Val di Magra - La lista delle cose fatte, riassunta in una colorata clip di sintesi, le hit di Vasco, Javonotti e Ligabue in sottofondo, la sala 1 del cinema “Moderno” con almeno seicento presenti e pochi posti rimasti vuoti. Dopo cinque anni di legislatura, dopo una lunghissima e non esattamente scontata riflessione, Alessio Cavarra ci riprova e proprio dal palco del luogo simbolo degli ultimi grandi eventi politici, lancia la sfida a Centrodestra e Movimento Cinque Stelle per non perdere l’ultimo avamposto di centrosinistra del Levante ligure.
“Quando cinque anni fa scelsi di candidarmi a sindaco della mia città, rinunciavo ad una comoda poltrona da consigliere regionale, preferendo sedermi su uno sgabello decisamente di più traballante. Ho messo passione in questi anni, tanto impegno, tutta la mia energia: non sono il classico politico con la faccia buona, sempre sorridente. Mi sono messo al lavoro per far uscire il Comune da una situazione di difficoltà innanzitutto economiche. C’era una pressione fiscale di una certa pesantezza e dovevamo agire senza penalizzare i cittadini”. Cavarra confronta la città di oggi con quella ereditata nel 2013, toccando una serie di temi non casuali, proprio quelli che fecero perdere il Pd e il centrosinistra nel Comune capoluogo: raccolta differenziata, decoro, turismo ed eventi, sono le prime sottolineature del sindaco che spazia fra la mostra di Andy Wharol, Puc, riapertura del Teatro Impavidi, ripresa dei cantieri Botta ed ex Laurina, sottopasso di Via del Murello, la ripartenza dei lavori alla piscina, la messa in sicurezza delle scuole. Immigrazione e sicurezza non possono mancare nel menù di ogni candidato così come volontariato, associazioni sportive e periferie, “zone” rosse storiche della Val di Magra: “Non tutto è andato come volevamo - ammette Cavarra -, innanzitutto la riqualificazione del litorale di Marinella, quella che mi ha fatto più arrabbiare. Eravamo giunti ad un passo da un momento storico poi la Regione ci ha messo il bastone fra le ruote. Ad Ameglia il piano spiagge è stato approvato, qui no: mi sembrano chiare le motivazioni. Non siamo stati fermi davanti ai problemi della tenuta di Marinella, aprendo un tavolo pubblico di ascolto e di concertazione. Gli esiti sono ancora incerti ma sono ottimista”.

Passati i primi 10’ di emozione, la lingua si scioglie e arriva il momento degli strali. Cavarra prende la rincorsa per togliersi un’intera scogliera dai mocassini: “In questi anni, sui giornali, sui social, abbiamo assistito ad una vera e propria attività di mistificazione della realtà, facendo passare solo le negatività non solo della giunta ma di tutto il tessuto e cercando di colpire noi hanno fatto del male alla città. A parte i professionisti del disfattismo, il vostro giudizio deve guardare ai risultati ottenuti. Diffidate da chi vi dà semplici ricette e in altre città sta facendo dei danni”.

La parte finale è un lungo appello a confermare una tradizione proseguendo il lavoro di questi anni: “Ho preso una decisione importante e difficile, ne ho parlato con i dirigenti del Pd, dopo aver approvato il bilancio. E’ un impegno gravoso, fisico e morale fare il sindaco, farlo qui è anche un onore per me. C’è chi fra i nostri avversari ha detto che la mia decisione sarebbe un ripiego: ebbene se le mie scelte fossero derivate dall’appetito di carriera, sarei rimasto a fare il consigliere regionale. Così come questa litania sul fatto che sarei voluto andare a Roma: la verità è che non avrei mai lasciato Sarzana in mano ad un commissario prefettizio. Penso di essere una persona che unisce”.
Alla destra le ultime parole forti di un comizio che si scalda cammin facendo: “Con Toti a De Ferrari, si è attuato un governo di discriminazione politica che danneggia la nostra città. La vocazione maggioritaria portata avanti da Renzi è stata cassata da una legge elettorale che ci porta indietro di vent’anni. Paura di quello che è successo a Spezia? Là è andata diversamente, si è consumato lo sfaldamento di una coalizione del centrosinistra. Ma Toti si dimentichi di fare il bis a Sarzana, non succederà. Qui la colazione è ampia e possiamo vincere senza problemi anche perché il Pd sarzanese ha trovato un nuovo entusiasmo. Ci sostiene la lista di centro con Rosignoli che ringrazio di cuore, la lista civica Noi per Sarzana con Andrea Antola e tante persone mai state in politica, la lista civica di Sara Frassini, e quella di sinistra capitanata da Nicola Caprioni. Niente a che vedere con le sedicenti liste di sinistra, che mettono insieme tanti ex, di vari partiti, M5S compreso. A destra decidono Toti, Giampedrone e un consigliere della Val di Vara: gente che non conosce Sarzana, animata da rampantismo, con l’obiettivo di prendere la città per puro spirito di rivalsa. Abbiamo visto quanto Toti è interessato alla città: la sua estraneità a Sarzana è il punto debole del centrodestra. Sta assoldando persone con comune risentimento verso il Pd, gente che dal partito ha avuto tanto e che adesso costruisce liste di sinistra per far perdere il centrosinistra. In ogni caso i sarzanesi non sono persone che si fanno prendere in giro”.

Il finale è un po’ più personal: “Noto poi con un certo orgoglio il fatto che tante persone si dicono pronte a candidarsi contro di me. Cosa avrò mai fatto per meritarmelo, forse perché non sono mai sceso a patti coi poteri forti. Beh, noi chiederemo il giudizio agli elettori, ai quali proporremo un programma serio. Giudicatemi per quello che abbiamo fatto, non so raccontare barzellette e forse difetto anche in simpatia ma ho cercato dal primo all’ultimo giorno di fare soltanto il bene della città”.

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