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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Febbraio - ore 09.52

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Violenza: Centro Irene aperto anche di notte o Sarzana immagina un suo 'rifugio'

Accolta la mozione della capogruppo pentastellata Federica Giorgi.

Consenso unanime
Violenza: Centro Irene aperto anche di notte o Sarzana immagina un suo 'rifugio'

Sarzana - Val di Magra - Nero su bianco un ulteriore impegno di Sarzana contro la violenza sulle donne. A sancirlo ieri pomeriggio l'approvazione unanime da parte del consiglio comunale della mozione presentata da Federica Giorgi, capogruppo del Movimento cinque stelle. Il documento, oltre a chiedere a Palazzo civico di non abbassare la guardia sul tema e di lavorare senza requie sull'educazione e la sensibilizzazione, non facendo altresì mai mancare il sostegno alle associazioni che si occupano di contrasto alla violenza di genere – a Sarzana è in prima linea l'associazione Vittoria -, chiede anche al sindaco un impegno di ancora più chiara concretezza: cioè ovviare a un limite del Centro antiviolenza Irene della Spezia, che non accoglie donne in orario notturno né figli di età superiore ai 14 anni.

“Se una donna subisce violenza di notte non può rivolgersi al Centro Irene. Può prendere contatto con l'associazione Vittoria, che a sua volta può cercare una sistemazione, o ancora con i carabinieri, o andare al Pronto soccorso. Ma non ci sono particolari garanzie: quel che serve è una struttura aperta di notte e che accolga anche figli con più di 14 anni. Si potrebbe ragionare anche su una casa rifugio con queste caratteristiche in Val di Magra”, ha affermato Giorgi.

“Questo è un tema che sentiamo – ha aggiunto il sindaco Cristina Ponzanelli - ed è vero che c'è la questione dell'accoglienza notturna e dei figli sopra i 14 anni”. Il primo cittadino ha sottolineato come “oltre al Centro Irene di Via Migliari alla Spezia, gestito dal Comune capoluogo, ci sono anche due alloggi per donne vittime di violenza, uno dei quali a indirizzo segreto per ovvie ragioni di tutela. In uno di questi due alloggi una donna sarzanese è stata ospite per oltre un anno assieme a tre figli”.

Dopo il confronto e un rapido e fruttuoso passaggio in commissione capigruppo, ecco che è stato cesellato il testo definitivo che, oltre agli impegni di carattere educativo e culturale – rimasti intonsi rispetto alla mozione originale -, impegna altresì il sindaco ad adoperarsi in conferenza dei sindaci perché il Centro Irene accolga le donne anche di notte e i figli anche maggiori di 14 anni. Con l'ulteriore impegno, in caso di esito negativo in merito alle modifiche auspicate, a riferire in consiglio comunale entro sei mesi (da ieri, giorno dell'approvazione unanime della mozione) valutando la possibilità di individuare un luogo di accoglienza alternativo in Val di Magra.

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