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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Gennaio - ore 18.04

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Vico Ricci a Ponzanelli: “Risolvere problemi più importante della propaganda”

Il sindaco aveva chiesto le dimissioni del presidente dell'Anci Decaro. La risposta del segretario Pd di Sarzana.

Vico Ricci a Ponzanelli: “Risolvere problemi più importante della propaganda”

Sarzana - Val di Magra - Arriva anche a Sarzana l’eco della polemica tra i Sindaci di alcune importanti città (Palermo, Napoli, Bari, Firenze e Milano), i Presidenti delle Regioni Toscana e Piemonte ed il Ministero dell’Interno, dovuta alla difficoltà di applicazione dal cosiddetto “Decreto Sicurezza” (Legge 113/2018) nella parte relativa a immigrazione e accoglienza. Si legge, infatti, su Città di Sarzana del 5 gennaio 2018 che la nostra Sindaca Cristina Ponzanelli intende chiedere le dimissioni del Presidente dell’ANCI, Antonio Decaro, “ in dissenso a toni e contenuti dei suoi interventi di queste ore in materia di decreto sicurezza (…) ”.
Ma cosa avrebbe detto Decaro? Ecco quanto riportato da Repubblica.it in data 3 gennaio 2018: "Da sindaco e da presidente dell'Anci, non ho alcun interesse ad alimentare una polemica con il ministro dell'Interno. Non credo sia il caso di polarizzare uno scontro tra posizioni politiche differenti. Faccio solo notare che le nuove norme mettono noi sindaci in una oggettiva difficoltà". “… I sindaci sono quotidianamente nella trincea dei bisogni e sono tenuti a dare risposte che non possono essere inefficaci, specie se si tratta di diritti civili e protezione sociale. Per questo auspico che il Ministro dell'Interno, contribuendo ad abbassare i toni della polemica, ci convochi per discutere delle modalità operative e dei necessari correttivi alla norma". “Ribadisco - conclude - l’invito a riunire Ministero e Sindaci per risolvere i problemi che questa legge, oggettivamente, crea, così come avevano paventato prima della conversione, la commissione immigrazione dell'Anci e molti consigli comunali di orientamento politico diverso. Non si possono sospendere i diritti basilari delle persone così come non è possibile sospendere unilateralmente l'ottemperanza di una legge".

Viene da domandarsi cosa ci sia di così “eversivo” in tali dichiarazioni, tanto da chiedere le dimissioni di Decaro da Presidente dell’Anci. Egli si limita a formulare pacificamente alcune ragionevoli osservazioni, con l’esclusivo intento di trovare spazi di dialogo tra Anci e governo nazionale. Ben consapevole di rappresentare un organismo a cui aderiscono amministratori di tutte le tendenze politiche, egli sottolinea, da un lato, la necessità di intrattenere rapporti distesi e costruttivi con il governo nazionale, prendendo le distanze dall’idea di una sospensione unilaterale dell’osservanza di una legge dello Stato. Dall’altro, tuttavia, segnala la difficoltà di dare applicazione a disposizioni suscettibili, non solo di determinare la violazione di diritti fondamentali garantiti a tutte le persone dalla nostra Costituzione (art. 2) e dalla convenzione europea dei diritti dell’uomo, ma anche di provocare l’aumento di situazioni di irregolarità amministrativa in capo alle persone immigrate e di vanificare i risultati di percorsi virtuosi d’integrazione ai quali molti comuni hanno dato vita in questi anni. Insomma, Decaro si dimostra un Sindaco riflessivo che si preoccupa tanto del rispetto dei diritti umani e civili di tutte le persone presenti sul territorio di sua competenza, quanto della sicurezza della Città che amministra. Preoccupazioni che qualsiasi sindaco ragionevole, probabilmente, dovrebbe comprendere e condividere.

La preoccupazione della nostra sindaca, al contrario, è un’altra, ovvero scongiurare “lo scontro istituzionale in atto tra Sindaci, Governo e – indirettamente – Presidente della Repubblica quale soggetto promulgatore della legge di conversione del decreto sicurezza”, uno scontro che Ponzanelli ritiene “pericoloso e dannoso, perché mina i principi cardine del nostro ordinamento”, che “ogni Sindaco, ogni istituzione e persino ogni cittadino ha il dovere di difendere”. E allora ci si permette di farle notare che nessuno dei Sindaci, in questione, ha chiesto di scardinare i principi del nostro ordinamento, ma tutti hanno sottolineato gli aspetti più critici della legge 113/2018 e chiedono, come è loro diritto, di porvi rimedio. Così facendo, inoltre, tali Sindaci si conformano senza dubbio al “dovere di difendere i principi cardine del nostro ordinamento” cui la sindaca fa riferimento, chiedendo il rispetto della persona umana e dei suoi diritti fondamentali sancito dalla Costituzione e dal diritto internazionale pattizio.

Mi permetto di aggiungere che anch’io, in quanto cittadino, ritengo mio dovere segnalare le violazioni dei diritti umani e civili e battermi, con i metodi che la democrazia e l’ordinamento apprestano, affinchè esse siano scongiurate. E penso, in fondo, che Lei, in quanto prima cittadina e in quanto giurista, non possa che essere d’accordo con me.


Rosolino Vico Ricci
Segretario Unione Comunale PD Sarzana

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