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Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Settembre - ore 08.21

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Via dal retroporto per finanziare le nuove scuole

L'amministrazione comunale di Santo Stefano pronta a cedere parte della partecipazione in Svar per finanziare un nuovo plesso. Sisti: "Al via nuovi cantieri per adeguamento sismico".

Via dal retroporto per finanziare le nuove scuole

Sarzana - Val di Magra - "Le scuole sono un valore assoluto e prioritario e per questo sono al centro del bilancio di previsione". Così il sindaco di Santo Stefano Paola Sisti ieri ha intrapreso la discussione sulla pratica delle pratiche di fronte al consiglio comunale. "Nel triennio 2018-2020, grazie a cantieri attivi già dalla prossima estate, la maggior parte delle scuole del territorio comunale sarà in linea con gli indici di sicurezza sismica previsti dal decreto Delrio Minniti", ha aggiunto il primo cittadino. Che poi ha passato in rassegna quel che recita il programma delle opere in materia di interventi sulle strutture scolastiche.

Per la media Schiaffini il piano prevede, nel 2018, l'esecuzione del lotto 2 (miglioramento sismico), da 155mila euro (88.400 mutuo contratto dal Comune, il resto finanziamento regionale). I lavori del lotto 1 (adeguamento sismico), 600mila euro, sono previsti per il 2019 "ma abbiamo chiesto allo Stato - ha spiegato il sindaco - un finanziamento di 345mila euro: se arriverà l'ok, cosa che sapremo entro il 31 marzo, riusciremo a iniziare anche il lotto 1, sul quale in ogni caso sono previsti nel 2018 interventi indipendenti dalla concessione dei 345mila euro". Lavori per 160mila, sempre nel 2018, alle elementari di Belaso (miglioramento sismico); analoga somma - e parliamo sempre di quest'anno - per l'intervento di adeguamento sismico ed energetico per la materna di Belaso. Chiude il programma 2018 un intervento di adeguamento sismico da 438mila euro ("Un trasferimento regionale ottenuto lo scorso anno) per la scuola elementare della Madonnetta. "Per il 2019 - ha proseguito il sindaco -, i proventi derivanti dalla cessione di parte delle nostre quote della partecipata Svar ci permetteranno di ragionare in termini di nuova edificazione scolastica per le elementari. Perché accanto al tema della sicurezza c'è quello della continua espansione della popolazione scolastica. Di qui la necessità di nuovi e adeguati spazi. Dove? Bisognerà fare prima i rilievi dei terreni, per capire, e ci sarà da decidere se fare un polo unico o due poli. In ogni caso questi sono temi che saranno discussi, e non solo qua in consiglio comunale, perché la scuola riguarda le famiglie, i docenti, gli operatori". Nel piano delle opere si immagina una nuova edificazione da 2 milioni e mezzo di euro, di cui poco meno della metà derivante dalla vendita delle quote Svar.

Perplessità dalle parti dell'opposizione, che nelle scorse settimane ha chiesto la chiusura dei plessi ritenuti non sicuri (QUI). Il consigliere Pietro Serarcangeli (Santo stefano in movimento, autosospesosi dai Cinque stelle) ha dichiarato il suo voto contrario al bilancio "principalmente per il discorso delle scuole", convinto che "intervenire sugli edifici esistenti potrebbe portare, a fronte di grandi investimenti, a risultati mediocri. Forse sarebbe meglio concentrare le risorse su nuove edificazioni, da realizzare però a breve termine". Dal canto suo, l'ex Pd Paola Lazzoni, al suo primo consiglio tra le file della minoranza, casaccata gruppo misto, per quanto riguarda le scuole ha parlato di "toppe e interventi non risolutivi. Sarebbe opportuno chiudere i plessi non sicuri e avviare davvero nuova edilizia scolastica". Per la quale i 2 milioni e mezzo menzionati nel piano delle opere, per l'ex assessore, rischiano di non bastare. La Lazzoni, non solo per la questione scuole, ha votato contro un bilancio definito "sottotono, aleatorio e probabilista". Contrario al bilancio anche il voto di Alberto Monticelli (Per Santo Stefano Magra), restante esponente della minoranza. Non hanno infatti potuto prender parte al consiglio il capogruppo di 'Per Santo Stefano Magra' Francesco Ponzanelli e quello di 'Insieme per voltare pagina' Emilio Ratti.

Svar: via un po' di quote

Come accennato, la partita della nuova edificazione scolastica l'amministrazione intende legarla alla cessione di parte delle quote della partecipata Svar, società che si occupa della valorizzazione delle aree retroportuali. Dopo il bilancio, in consiglio è stata discussa e approvata la delibera che conferisce a Palazzo civico la facoltà di attivarsi per vendere una fetta dell'abbondante 43 per cento (l'8 per cento ce l'ha Spedia, il 49 per cento il privato Contrepair). Il presidente uscente della partecipata, Marco Zucca, ha spiegato come dalla nascita - era il 1996 - ad oggi Svar abbia "investito complessivamente 18 milioni di euro nel retroporto, nonché prodotto utili per 4 milioni. Dai 40 addetti diretti iniziali siamo passati a 240, per non parlare dell'indotto. E oggi ci sono richieste per ulteriori insediamenti nell'area".

Secondo il sindaco Sisti "Svar rappresenta qualcosa di importante per lo sviluppo retroportuale, è una partecipata forte. Ma vogliamo vendere parte delle quote per costruire le scuole". Posizione diversa quella del capogruppo di maggioranza Salvatore Stelitano, che ha annunciato la sua astensione convinto che "l'edificazione di nuove scuole non vada contrapposta alla cessione di un considerevole patrimonio pubblico. Anzi, si dovrebbe pensare ad acquisire l'8 per cento di Spedia in modo da avere il 51 ed essere protagonisti delle scelte future di Svar". Il resto della maggioranza ha votato a favore, consentendo l'approvazione della pratica. Voto contrario da parte del trio dell'opposizione. "La delibera - ha accusato Lazzoni - dà un mandato troppo ampio e generico ed è fuori luogo, nel testo, il richiamo all'edilizia scolastica". Secondo l'ex consigliere di maggioranza "non è utile decidere di mantenere una parte delle quote, andrebbero alienate per intero. E poi non c'è certezza su quanto si incamererà dalla vendita. Si parla di un milione e 200mila euro, ma è tutto da verificare". Ad ogni modo, delibera approvata e amministrazione che può pensare a liberarsi di un po' di quote Svar per far cassa in ottica nuova edificazione scolastica.

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