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Tutti i soldi per fare il ponte di Ceparana

Il Cipe, con una nuova delibera, mette i tre milioni e mezzo necessari per realizzare il viadotto sul fiume Magra che collega Santo Stefano e Ceparana.

Tutti i soldi per fare il ponte di Ceparana

Sarzana - Val di Magra - "E' una grande soddisfazione poter finalmente vedere stanziate le risorse per un’opera attesa da 40 anni”. Lo dichiara in una nota il socialista Riccardo Nencini, vice ministro a Infrastrutture e trasporti. La soddisfazione del numero due di Graziano Delrio è legata a al completamento dello stanziamento dei fondi per il ponte Ceparana-Santo Stefano, concretizzatosi in occasione dell'ultima seduta del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), in cui per l'opera "sono state previste ulteriori risorse per 3,5 milioni". Arrivando in questo modo ai 13.5 milioni totali necessari. I dieci milioni già presenti erano arrivati nel maggio 2016, sempre grazie a una delibera del Comitato.

"La messa in campo delle risorse necessarie alla realizzazione del progetto - si legge in una nota diramata dagli uffici di Nencini - è stata possibile grazie al diretto interessamento del vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini, e del sen. Massimo Caleo e si inserisce nell'ambito del piano operativo FSC Infrastrutture 2014-2020".

“Il raccordo con il ponte di Ceparana - così il vice ministro - servirà circa 40mila abitanti tra i Comuni di Santo Stefano Magra, Bolano, Vezzano, Calice al Cornoviglio, Follo, Aulla, Podenzana. La piana di Ceparana rappresenta un bacino ricco di imprese, di zone industriali e di attività produttive e non c’e’ dubbio che il ponte permetterà un collegamento sicuro e veloce con il casello autostradale di Santo Stefano, favorendo l’economia del territorio”.

L'opera è stata recentemente al centro di un serrato dibattito tra maggioranza e opposizione in Regione. Il Partito democratico ha a più riprese accusato la giunta Toti di aver 'mollato' sul ponte, dirottando gli 8 milioni già stanziati dalla giunta Burlando su altre opere e non premurandosi di cercare i soldi rimanenti (in particolare dopo defilarsi di Salt). La maggioranza, con l'assessore competente Giacomo Giampedrone, ha replicato sostenendo che all'insediamento del centrodestra non c'era una reale copertura finanziaria per il viadotto sul Magra. "A smentire Paita e Michelucci - così l'ex sindaco di Ameglia - è lo stesso ministro Delrio che, a seguito della nota di Regione del 12 maggio 2016 in cui il ponte è inserito tra le priorità infrastrutturali, con delibera Cipe ha proposto a questa Giunta di stanziare 10 milioni di euro a valere sulla quota regionale dei fondi Par-Fsc 2014-2020 per la realizzazione del 1° dei due lotti previsti per questa infrastruttura". Come suggerito dall'assessore, i 13.5 milioni oggi interamente stanziati vanno a coprire il primo lotto, cioè il ponte vero e proprio. "Solo con il completamento di entrambi i lotti costruttivi - riprendendo una nota di Giampedrone dello scorso autunno - si potrà veramente garantire una implementazione infrastrutturale: se realizzata solo nel primo lotto, l’opera rischia di diventare una cattedrale nel deserto, priva degli adeguamenti stradali indispensabili. Il secondo lotto, infatti, su cui esiste al momento solo uno studio progettuale di fattibilità e non ci sono ancora indicazioni di finanziamento da parte del governo, completerebbe l’intervento con la realizzazione di un nuovo sovrappasso dell’autostrada A15 fino all’innesto con l’esistente viabilità di Santo Stefano Magra, che andrebbe anch’essa inevitabilmente adeguata al maggior flusso veicolare".

Da sottolineare la versione dissonante del Pd: "Per riparare allo ‘scippo’ di un’opera strategica come questa – così Paita e Michelucci a ottobre – siamo andati a parlare con il ministro Delrio, spiegandogli che si trattava di un ponte fondamentale e chiedendogli di finanziare la sua realizzazione quando i fondi Fsc sarebbero tornati nazionali. Delrio ha risposto positivamente e ha mantenuto la promessa".

Resta poi il nodo dell'inserimento dell'opera nel territorio. E' infatti opinione diffusa che il progetto debba procedere di pari passo con la creazione - tema le cui origini si perdono nell'alba dei tempi - di una viabilità alternativa alla Via Cisa in Val di Magra, da Caprigliola a Sarzana. Come del resto dichiarato pochi mesi fa da Juri Michelucci, commissario straordinario del Pd di Santo Stefano. "Il Pd santostefanese - parola dell'ex consigliere regionale - considera la realizzazione del ponte Ceparana-Santo Stefano un'opera strategica importantissima per il territorio, attesa dagli anni settanta che può veramente offrire un sollievo agli abitanti della bassa Val di Vara e di un pezzo di Val di Magra. Su questo non vi é dubbio alcuno. Certamente se si considera, in maniera più complessiva, lo stato della viabilità di quell'area e di tutta la Val di Magra, rileviamo la necessità di avviare al più presto una discussione concreta sulla progettazione della Variante Cisa nel tratto Santo Stefano- Sarzana. Le due opere sono, infatti, da considerarsi due tasselli complementari al fine di un alleggerimento dei flussi di traffico che interessano, ad oggi, quel tratto di territorio. L'una non deve escludere l'altra e, anzi, proprio ora che si é finalmente arrivati alla cantierabilità della bretella, grazie al finanziamento nazionale, é necessario affrontare il tema della Variante Cisa senza ritardi e inutili lungaggini".

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