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Ultimo aggiornamento: Domenica 27 Settembre - ore 09.00

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Tutti i gruppi vogliono ospedale pubblico ma sul voto non c'è intesa

Maggioranza e opposizione votano le rispettive proposte. Rampi: "Allarme su privatizzazione ingiustificato". Giorgi: "Presentate mozione su cose che già conoscete".

futuro del san bartolomeo
Tutti i gruppi vogliono ospedale pubblico ma sul voto non c'è intesa

Sarzana - Val di Magra - Se a parole la volontà comune è stata quella di garantire un futuro pubblico per l'ospedale San Bartolomeo di Sarzana, al momento dell'alzata di mano maggioranza e opposizione sono rimaste sulle proprie posizioni, negandosi reciprocamente una condivisione che avrebbe rafforzato la richiesta di garanzie ai vertici regionali. L'ordine del giorno presentato oggi dalla minoranza è stato infatti affiancato da una mozione incidentale della maggioranza, poi approvata con dieci voti favorevoli e sei contrari, mentre il primo è stato respinto con numeri inversi.

“La destinazione pubblica del San Bartolomeo dovrebbe essere un patrimonio di tutti i cittadini – ha esordito Castagna (Pd) – per questo chiediamo risposte chiare e importanti anche alla luce dell'emergenza Covid-19 che obbliga a una profonda riflessione sulle strutture del territorio rivalutando il ruolo della sanità pubblica. Il vostro – si è rivolto alla controparte – è da 'pacca sulla spalla' e non prende una posizione precisa. Il pessimo modello lombardo adottato dalla Regione è stato sonoramente bocciato sul campo durante la pandemia e anche oggi i Cup funzionano col contagocce e le liste di attesa sono esplose”.
“L'allarme sulla potenziale privatizzazione del San Bartolomeo è ingiustificato – ha replicato Rampi (FdI) per la maggioranza – non ho segnali di alcun tipo che vi sia un'iniziativa di Asl, Alisa o Regione per un futuro di tipo privatistico. Abbiamo la ferma convinzione che l'ospedale debba rimanere pubblico, pretesa che però non esclude qualunque forma di integrazione virtuosa fra sanità pubblica e privata. Il cittadino vuole una sanità che funzioni con servizi erogati in modo tempestivo e anche noi vogliamo una struttura pubblica ed efficiente”.

“Fate giravolte degne di Don Abbondio – ha replicato Mione (Sarzana per Sarzana) – non dite “noi vogliamo che resti solamente pubblico” ma fate quello a cui ci ha abituati il sindaco che viene manovrato dalla Regione senza capacità di autodeterminazione, quando si è abituati ad essere obbedienti queste cose sembrano normali. Se la futura destinazione dell'ospedale verrà assunta autonomamente da Regione e Asl voi direte “'fate voi, noi non vogliamo disturbare'”.
“Ideologicamente non sono contrario all'integrazione del pubblico con eccellenze private – ha osservato invece Pizzuto (Sarzana Popolare) – la nostra sanità è sempre stata un esempio ma negli ultimi anni ha subito un deciso taglio delle risorse. Il San Bartolomeo deve restare pubblico ma questo non deve escludere la possibilità di attivare convenzioni con il privato”.
“Il nostro ospedale deve rimanere interamente a vocazione pubblica – ha ribadito Raschi (Italia Viva) – e serve una posizione netta e forte che non lasci spiragli ad interpretazioni diverse che invece non riscontriamo nel centrodestra. Da febbraio chiediamo di ascoltare qualcuno di Asl e Alisa senza successo, si avverte il braccio di ferro politico all'interno della maggioranza”.
“Nel piano regionale non esiste alcun indirizzo che faccia presagire a un cambio di rotta sul futuro dell'ospedale – ha precisato Innocenti (Lega) – non metto in dubbio che esistano collaborazioni virtuose con il privato ma la struttura di Sarzana deve rimanere pubblica”.
“Se l'assessore Viale e i vertici Asl avessero accettato il confronto questa discussione non ci sarebbe stata – ha osservato Giorgi - e bisogna prendere atto che se non è per noi non se ne parla visto che per far esprimere il sindaco sulla sanità ci è voluta una pandemia. Noto che è ormai prassi rendere dichiarazioni prima che si discuta qui, Eretta e Innocenti hanno detto che il piano regionale non prevede privatizzazioni ma allora a cosa serve la vostra incidentale? Impegnate il vostro assessore a dire una cosa che conoscete già. Andate avanti con la solita solfa a dare la colpa a quelli di prima ma avete stancato”. “Il nostro atto rivendica la sacrosanta matrice pubblica dell'ospedale – ha puntualizzato Luca Ponzanelli (Cambiamo) - senza dire che il privato è un nemico. I nostri contenuti sono più lucidi e meno ideologici e non voglio precludere a servizi che rappresentano un'ottima opportunità”. Per Sarzana Popolare Maggiari ha evidenziato come il privato non debba essere considerato “il male assoluto”, “qui - ha detto - abbiamo un bell'esempio come il Consorzio Cometa che eroga eccellenti prestazioni sanitarie e sociali in favore di cittadini in convenzione con il servizio sanitario nazionale”. “Se vado in una struttura che garantisce un servizio efficiente – ha detto Avidano (Gruppo misto) – ben venga il pubblico convenzionato con il privato. Non bisogna dimenticare la dignità del malato”. “Siamo preoccupati per Sarzana dopo quanto avvenuto ad Albenga e Cairo Montenotte, dove due ospedali hanno perso la natura pubblica e un affidamento è stato annullato dal Tar con due privati lombardi che stanno litigando. Si rischia un primo passo verso la privatizzazione della sanità che esclude i più poveri”.
Non essendo intervenuta la sindaca per la maggioranza ha chiuso Rampi: “Non abbiamo una traccia normativa o anche solo una proposta che metta in discussione la pubblicità del San Bartolomeo”.

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