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Ultimo aggiornamento: Giovedì 18 Aprile - ore 21.40

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Sarzana ha il suo regolamento per il testamento biologico

Accolta la proposta della giunta. Ponzanelli: "Di fronte a un tema così importante parte dell'opposizione ha lasciato vuota la sedia". Due astenuti in maggioranza, Raschi: "Provvedimento di civiltà, peccato per la mancanza di unanimità".

approvato in consiglio
Sarzana ha il suo regolamento per il testamento biologico

Sarzana - Val di Magra - Dando seguito a quanto deciso dalla giunta ad inizio febbraio, ieri sera il consiglio comunale di Sarzana ha approvato il regolamento di gestione del registro comunale per le “dichiarazioni anticipate di trattamento” o più comunemente testamento biologico. Composto da otto articoli il documento da oggi consente ai sarzanesi di poter compiere scelte relative alla propria vita in ipotesi di eventuale, futura, incapacità di manifestare la propria volontà sui trattamenti medici. Come spiegato dall'assessore Torri in apertura il “dat” dovrà essere redatto come atto pubblico modificabile anche successivamente e potrà essere visionato solo dal dichiarante o da persone espressamente indicate dallo stesso come il medico di famiglia, i sanitari che lo avranno in cura o un fiduciario appositamente nominato.

Il regolamento è stato approvato con le sole due astensioni di Rampi (Fratelli d'Italia) e Spilamberti (Lega) i voti favorevoli di Pd, Sarzana Popolare, Lega e Lista Toti ma con numerose defezioni soprattutto fra le fila dell'opposizione rimasta con i soli Raschi e Lorenzini del Partito Democratico.
Numeri risicati stigmatizzati dal sindaco Ponzaelli che aveva fortemente voluto il regolamento: “Sono rimasti qui per ore per discussioni sterili, vuote e inutili e di fronte a temi veri, alti e di interesse per tutti hanno lasciato vuote le loro sedie. Ne prendo atto con rammarico – ha aggiunto – e ringrazio la mia giunta per aver voluto dare un impulso portando all'attenzione del consiglio un regolamento di cui tutta la città aveva bisogno. Un provvedimento che offre libertà di scelta e che poteva essere adottato anche prima di noi visto che chi ci ha preceduti vantava gli stessi colori della maggioranza parlamentare che lo aveva approvato. Averlo istituito oggi – ha detto – è una scelta di civiltà e di libertà che consente a tutti di autodeterminarsi in ogni fase della vita. Nei prossimi giorni mi recherò presso gli uffici demografici e depositerò con orgoglio le mie disposizioni”.

“Una questione di questo tipo avrebbe meritato una sala più gremita sia di consiglieri che di pubblico – ha proseguito Lorenzini – si tratta di un argomento col quale tutti prima o poi siamo chiamati a fare i conti. Casi Welby e Coscioni hanno fatto venire alla ribalta la necessità di uno strumento come questo e l'approvazione da parte del Parlamento è stata un passo avanti per la civiltà e la dignità delle persone e per l'autodeterminazione di ciascuno di noi. Visto che la materia è poco conosciuta potremmo fare una campagna informativa e rendere tutti più consapevoli”. Parole quelle di Lorenzini che hanno trovato piena approvazione da parte di Luca Ponzanelli (Lista Toti): “Questo tema meritava maggior attenzione e ringrazio i due esponenti dell'opposizione per la loro presenza. Parliamo di un argomento che tocca le coscienze di tutti anche se ognuno vi si approccia secondo le proprie idee. È importante dare alla cittadinanza uno strumento importante che ne garantisce libertà e civiltà. Sono molto contento”.

Soddisfazione espressa anche da Sarzana Popolare con Precetti che ha parlato di “un regolamento di grande interesse e attualità”. “Spiace – ha aggiunto – per l'assenza di alcuni consiglieri perché argomenti di questo genere devono unire”. Il capogruppo Pizzuto ha ricordato invece “il percorso tortuoso e doloroso del padre di Eluana Englaro. È giusto dare massima visibilità a questo regolamento per dare a tutti la possibilità di disporre del proprio fine vita”. Pareri diversi invece fra le fila della Lega che si è astenuta con Spilamberti “per coscienza personale” mentre ha espresso parere favorevole con Avidano e Podestà. Astensione, come detto, anche per Fratelli d'Italia con Rampi: “C'è la totale attenzione nei confronti di chi soffre e sta male – ha affermato – ma la pratica si presta a convinzioni personali che non vogliono mancare di sensibilità a nessuno”. Infine Raschi (Pd): “Questo è un provvedimento di civiltà che avremmo potuto votare all'unanimità”.

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