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Ultimo aggiornamento: Venerdì 17 Agosto - ore 19.04

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Sarzana, fine di un'era: Pd abdica, centrodestra sogna la vittoria

Il crollo alle politiche si riflette anche sulle prossime amministrative. Giampedrone: "Risultato storico, andiamo a vincere". M5S primo partito e nuovo competitor accreditato.

E' il dato specchio del cambiamento
Sarzana, fine di un'era: Pd abdica, centrodestra sogna la vittoria

Sarzana - Val di Magra - “Sarzana è l'ultima città che rimane per completare il quadro iniziato quattro anni fa e che vede di volta in volta farci vincere sfide che sembravano impossibili ai più”. L'assessore regionale Giacomo Giampedrone lo ha affermato oggi, con la sicurezza che lo ha sempre accompagnato nel lasso di tempo che dalle amministrative di Ameglia alle politiche di poche ore fa, ha stravolto gli equilibri di una Liguria che forse più di ogni altra regione ha raccolto l'appello al cambiamento lanciato da Toti & co. Dopo Savona, Genova e Spezia, Sarzana era rimasta l'ultimo feudo Pd apparentemente incrollabile ma l'apertura delle urne nella notte, ha aperto qualcosa più di una breccia verso piazza Matteotti e Palazzo Roderio dove in primavera si insedierà il nuovo primo cittadino. Un sindaco che per la prima volta nella storia della città potrebbe avere una provenienza diversa da sinistra e centrosinistra.

Rispetto alle precedenti politiche il Pd di Sarzana ha perso rispettivamente 1.851 voti alla Camera e 1.895 al Senato (QUI il dettaglio), cifre che riassumono probabilmente la fine di un'era e contengono un messaggio molto chiaro ad un gruppo dirigente che forse per eccesso di sicurezza negli anni ha dato sempre meno peso all'importanza del dialogo con il territorio e con tutte le sue voci. Una distanza cresciuta sia sotto l'influenza delle politiche nazionali, sia delle fratture interne che dalle regionali in poi hanno inasprito i rapporti logorando anche la fedeltà di un elettorato che ieri ha manifestato apertamente il proprio disappunto. Massimo Caleo, senatore uscente e ancor prima sindaco e figura di primo piano, è stato battuto nettamente dalle esordienti Manuela Gagliardi, centrodestra, e Lucia Sommovigo, Cinque stelle. Non è andata meglio nemmeno a Juri Michelucci, attuale consigliere regionale, ex assessore e segretario del Pd spezzino, che è stato battuto sia dalla pasionaria leghista Stefania Pucciarelli che dalla grillina Fulvia Steardo. Esiti che a pochi mesi dalle comunali aprono forse un nuovo dibattito interno sulla candidatura di Alessio Cavarra, renziano della prima ora e sindaco uscente che a metà gennaio aveva sciolto la sua riserva annunciando la corsa per il secondo mandato. In queste settimane di campagna elettorale qualcuno, sempre all'interno del partito, non ha gradito troppo la sua assenza pubblica a sostegno dei due candidati e, in un clima tutt'altro che idilliaco, anche questo elemento potrebbe avere il suo peso e riaprire l'ipotesi (debole) delle primarie.

Atmosfera ben diversa quella che si respira dalla roccaforte di Ameglia fino al quartier generale di Spezia dove in mattinata, come detto, è stato proprio l'assessore regionale Giampedrone a suonare la carica dopo l'ennesima nottata di brindisi e sorrisi. “Il risultato di Sarzana è stato storico – ha detto – e ci lancia doverosamente verso quella che è un'altra sfida: andare a vincere. I numeri presentano il Pd crollato e mandano un segnale inequivocabile verso l'amministrazione uscente con il centrodestra come prima forza”. Più volte sia Toti che lo stesso Giampedrone avevano rinviato a dopo le politiche la scelta del candidato sindaco e i prossimi giorni potrebbero dunque essere quelli decisivi. Alla luce delle percentuali sembra perdere forza il nome di Gino Ambrosini, principalmente per il suo passato dall'altra parte della barricata. In forte rialzo invece le quotazioni di Roberto Italiani, riferimento di Sarzana Popolare gradito anche al resto della coalizione.
Oggi è impossibile sottovalutare però anche il Movimento 5 Stelle, primo partito italiano e sarzanese che di recente aveva portato in piazza Matteotti uno dei big come Alessandro Di Battista. A precisa domanda anche lui aveva risposto “ne parleremo dopo il voto” ma indipendentemente dal nome – quello della consigliera comunale Federica Giorgi sarebbe il più naturale – il prossimo candidato Cinquestelle partirà quasi alla pari con gli altri nelle amministrative sarzanesi più incerte di sempre.

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