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Ultimo aggiornamento: Sabato 17 Febbraio - ore 21.07

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Sarzana Popolare: "Cavarra cementificatore"

Sarzana Popolare: "Cavarra cementificatore"

Sarzana - Val di Magra - “Come ogni uomo al comando, il sindaco Cavarra assume su di sè ogni funzione della sua amministrazione: così di volta in volta è il socializzatore (nel caso di iniziative sociali), l'ideatore (nel caso della città delle idee), il commissario(nel caso di provvedimenti sulla sicurezza), l’elemosiniere (nel caso di erogazione di contributi a pioggia, come successo recentemente con prebende a varie associazioni nonostante l’amministrazione non abbia un soldo per riparare le buche delle strade) e così via”.
Così la formazione di Sarzana Popolare, che prosegue: “L’aspetto interessante di questi giorni è che il sindaco assume la funzione del Cementificatore perché, ancora una volta, l’amministrazione ha approvato l’ennesima variante al PRG vigente e scaduto e nel frattempo assegnato ad archistar che, a differenza di eccellenti progettisti locali, non conoscono la città e il suo comprensorio. Si tratta di un nuovo insediamento commerciale  tra variante Cisa e via Pecorina  in cui, ufficialmente, non si sa chi si insedierà, ma che tutti sanno che sarà un nuovo supermercato della grande distribuzione.
Ma non è questo il punto. Il commercio  sta subendo, da tempo, una grande trasformazione e non si può andare contro il cosiddetto sviluppo o globalizzazione (la vicenda della Stalla Toscana insegna, per chi se lo ricorda), però si può cercare di governarlo almeno in sede locale”.

“Il punto – prosegue il gruppo guidato da Roberto Italiani - è che si tratta di una ennesima variante al PRG, e ormai non si sa più quanto sono a partire dall’epoca Caleoper arrivare ad oggi, che toglie aree a verde pubblico e sportivo, aggrava il già caotico traffico sulla variante, o quel che resta del concetto di variante, e contribuirà a ulteriori chiusure di attività commerciali di vicinato con conseguente impoverimento del tessuto socio economico locale.

Pochi mesi fa era stata approvata un’altra variante sul lato di via Cisa sud per un nuovo insediamento e ancora prima per consentire l’apertura di un ulteriore ed ennesimo centro della grande distribuzione. Percorrere la variante Aurelia sembra ormai di attraversare le periferie commerciali  degli anni ’60: lunghe teorie di capannoni su ambo i lati, file infinite di auto a tutte le ore del giorno, edilizia con estetica a dir poco orripilante. 
Ma anche Sarzana  città è una periferia anni ’60: basta osservare il cosiddetto “progetto Botta”, piano urbanistico anch’esso in variante  con palazzoni in puro stile Brezneviano (tipo piano quinquennale sovietico, di quando esisteva l’intera nazione comunista), in cui ognuno vede in  casa dell’altro e ci si può scambiare la spungata da una finestra all’altra e così i palazzoni diventano magicamente luogo di “socializzazione”. E ciò contro ogni buon proposito e promessa dell’ amministrazione.  Nella precedente campagna elettorale il primo dei punti del programma Cavarra era “zero cemento” anzi  “una Sarzana a volume zero”. Purtroppo per i sarzanesi che avevano dato la loro fiducia non è andata così. Dopo le quasi 20-30 varianti al PRG susseguitesi negli anni ne dobbiamo aspettare altre prima delle elezioni, come ultimo e non gradito regalo dell’attuale giunta? Questo comportamento la dice lunga sulla programmazione e sulla capacità strategica di organizzare e gestire un territorio! Abbiamo assistito in questi anni ad una gestione del territorio considerato dall’amministrazione esclusivamente come cosa propria e non come bene pubblico appartenente alla collettività, come valore da condividere con i cittadini. Riteniamo responsabili di questa gestione chiunque si sia seduto dalla parte della maggioranza in consiglio comunale ed abbia fatto parte delle varie giunte di questa amministrazione.
E dire che la promossa kermesse “Città delle idee” avviata per avvicinare e compartecipare  il cittadino alle scelte consapevoli nella gestione della cosa pubblica, e quindi anche del territorio, aveva dato esiti ben precisi: uno dei desideri che era emerso era proprio quello di uno stop alle incontrollate colate di cemento. Anche questo in ogni caso è un segno dei tempi: si promette di tutto, si fa finta di dialogare, e poi ci si dimentica degli impegni, ci si dimentica di far partecipare i cittadini alla vita politica, alle decisioni che interessano la comunità, anzi sembra ci sia la volontà di allontanare il cittadino dalla politica stessa e dalle amministrazioni. L’amministrazione, nell’adottare le varianti o proprio nella fretta di adottarle, spesso incappa in errori, per così dire, istituzionali quali per esempio quelli nell’autorizzare il nuovo distributore del Battifollo (in zona agricola ed in mancanza di un piano generale specifico della distribuzione) e quelli nel redigere il piano delle spiagge  sonoramente bocciato dalla Regione.

Ma le promesse dell’amministrazione, più volte dimostratasi autoreferenziale e pasticciona, non sono state mantenute neppure nella programmazione. L’assegnazione dell’incarico del nuovo PUC era stato programmato a fine 2014 (vedi programma Cavarra & C)  e si è arrivati invece a fine 2017; forse è stato rimandato in modo da aver tempo di fare tutte le varianti al PRG previste? Il sospetto è lecito. Tra l’altro uno dei punti qualificanti del programma era lo stop alla autorizzazione di nuove grandi superfici di vendita; la fine che ha fatto tale proposito è sotto gli occhi di tutti e soprattutto dei commercianti sarzanesi.

Certo se l’iter del nuovo PUC fosse stato intrapreso quattro anni fa la situazione urbanistica non sarebbe stata così compromessa e non ci sarebbero state le decine e decine di varianti, definite colloquialmente dall’ amministrazione come finalizzate al miglioramento della vivibilità e per lo sviluppo della città. A questo punto, vogliamo che sia ancora questa amministrazione e chiunque ne abbia fatto parte a indicarci come vivere nelle nostre case (il PRG è da anni superato nei fatti), a dettarci le regole commerciali (Sarzana è decaduta vertiginosamente, basta guardare le chiusure degli esercizi commerciali), a stabilire regole urbanistiche che incideranno per anni sulla nostra mobilità, sulla nostra salute (l’inquinamento da traffico in centro e sulla variante è ai massimi livelli), e sulla nostra sicurezza? La domanda pare retorica, ma è bene che i cittadini se la facciano”.

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