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Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Settembre - ore 21.25

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Santo Stefano, Lazzoni: "Bilancio fumoso, assenti grandi temi"

Santo Stefano, Lazzoni: "Bilancio fumoso, assenti grandi temi"

Sarzana - Val di Magra - Trovo che il Bilancio di Previsione 2018 sia sottotono, troppo probabilista nei numeri e per alcuni tratti anche lontano dalla concezione democratica e partecipativa che questa amministrazione si sforza di far apparire. Sono assenti i grandi temi e deboli ed aleatori i pochi narrati.

Ho sentito parlare di numeri eccezionali sulle scuole e sul dissesto ma poca concretezza.

Finalmente, oggi l’Amministrazione, dopo l’avvio di un procedimento giudiziario, ripetutamente menzionato dal Sindaco anche in occasione di un Consiglio di Istituto scolastico, ha riconosciuto che le nostre scuole hanno problemi enormi. E con questo Bilancio vende al mondo scolastico la promessa che sarà rinnovato il patrimonio scolastico poiché su esso concentrato. In realtà, il Bilancio è fumoso e fondato su probabilità e poca concretezza.

Già nell'estate 2016 era stata sufficiente una modesta scossa di terremoto per comprendere che sulle scuole non potevano essere accettati ulteriori rinvii. Da lì il tentativo del Sindaco di apportare le prime migliorie tampone agli edifici Schiffini (medie) ed Arzelà (elementari Madonnetta). Intrapresi i lavori (settembre 2016), il Sindaco narrava che le nostre scuole erano sicure sia ad incontri ufficiali con i genitori, dove il Sindaco si sperticava nel garantire la circostanza, sia sui quotidiani, sia nei Consigli Comunali ove il Sindaco invitava a non creare allarmismi, in contrasto con il suo assessore preposto (Capetta), generando così solo confusione e contraddizioni ed una discussione ambigua. In quella fase, pensai fosse responsabile darle ancora fiducia in virtù dell’interesse superiore della sicurezza dei nostri figli e degli operatori scolastici.

Nel frattempo, veniva tralasciato ogni approfondimento sulle strutture diverse dalle medie e dalle elementari di Madonnetta, sollecitato da più parti, in primis i genitori e la minoranza. Oggi il Sindaco pensa ancora di far passare il concetto che gli interventi previsti per il 2018 sulle scuole medie, in parte con soldi che ancora devono essere stanziati, saranno risolutivi ma a mio avviso saranno solo ulteriori toppe su un plesso di costruzione avanzata nel tempo per il cui consolidamento strutturale i tecnici a suo tempo hanno stimato sia necessaria la spesa complessiva di oltre 1.200.000 euro. Anche sulle elementari di Madonnetta, il bilancio è fumoso poiché non si capisce se il Sindaco intenda usare i 438.000 pervenuti dal MIUR per la messa in sicurezza dell’edificio o per un vantato nuovo polo scolastico, già deciso dalla giunta con una stima di spesa di euro 2.500.000, ma sul quale non solo non c’è mai stata discussione in cc ma neanche in assemblee partecipate dai diretti interessati. Ma siamo sicuri che 2.500.00 euro siano sufficienti o rischia di restare un’altra incompiuta come il palazzo comunale? Non c’è solo la struttura edilizia da compiere ma gli arredi, la divisione degli spazi interni, la didattica.

Solo recentemente, poi, è maturata la consapevolezza che la sicurezza sismica sia carente alle materne che alle elementari di Belaso ove l’indice sismico è pari a solo lo 0,16, con un minimo di legge di 0,6 e, secondo il Sindaco sarebbero sufficienti 160.000 euro per portarla a norma con cantieri di inizio lavori a fine anno scolastico, lasciando fruibile l'edificio sino a quel momento. Decisione strana per un Sindaco che si professa garante della legalità, in presenza di una norma che prescrive l'esatto contrario, ovvero l'obbligo di adeguamento sismico degli edifici scolastici! Le attività didattiche possono esser garantite comunque con formule alternative! E se l’intenzione è quella di unire la didattica dei due plessi va intrapreso subito il percorso di progettazione e realizzazione di un nuovo complesso per evitare ulteriore spreco di risorse pubbliche, previo coinvolgimento del mondo scolastico interessato che decida anche sulla scelta del sito.

Il bilancio affronta anche l’annoso problema della bonifica ex Vaccari: siamo al dunque e, posto che, come scontato, il curatore fallimentare della proprietà Lassembergher non ha ottemperato all’ordine di bonifica, i cittadini si devono accollare anche questa spesa, per obbligo di legge: 250.000 nel 2019 e 250.000 nel 2020 oltre a 40.000 per il 2018. Questo è il completamento di un’operazione che aveva un esito scontato e previsto. L’area andrà presumibilmente all’asta e siamo sicuri che il Comune riesca a riottenere in sede di insinuazione quanto va a spendere per la bonifica? Mi risulta che il Comune vanti altri crediti nei confronti della curatela! Il mio voto contrario al bilancio discende anche da queste valutazioni che si ricollegano a quanto già ebbi ad esprimere sull’operazione Vaccari; mi rendo conto che oggi il Comune non abbia alternative ma il silenzio dell’assessore Giannarelli, che all’epoca sulla vicenda mi pareva in dissonanza, è assordante e non condivisibile. E sia chiaro che le mie perplessità non dipendono dalla previsione di spesa che la bonifica comporta, che è un obbligo di legge, ma dalla gestione dell’intera vicenda dalla sua origine. Il Bilancio Previsionale non fornisce alcuna visione politica sulla politica cimiteriale se non il mantenimento del metodo adottato sino ad oggi: ampliamenti annuali sino, magari, ad una nuova emergenza.

Nel frattempo, i nostri cimiteri sono abbandonati, in stato di degrado e sporcizia alla faccia della pietas dei morti che tanto dovrebbe scaldare il cuore del nostro Sindaco. Oggi non compare nulla in termini di vera e nuova politica cimiteriale che traguardi nuove soluzioni edificatorie e l’avvio di una seria politica culturale che incentivi anche figure alternative alla tumulazione.

La VIABILITA’ è lasciata alle progettazioni private ed a quelle pregresse. Per il momento, anche per quest’anno salta la previsione della messa in sicurezza di Via XXVII Gennaio, oggi contemplata nel 2019 a dispetto della pronta cantierabilità decantata da mesi e promessa invano.

Evidentemente, i bilanci previsionali vengono usati anche a scopo propagandistico, dal momento che la realizzazione dell’intervento era prevista nello scorso bilancio previsionale per l’anno 2018.

Tralascio altre considerazioni sulla viabilità per un semplice motivo: non pervengono altre idee dell’Amministrazione in merito. Sul rischio idrogeologico, le risorse previste per il Torrente Belaso ed il Torrente del Rì sono già slittate al 2020 dal 2018.

Nessuna previsione degna di nota sulle asfaltature: dal 2016 lamentiamo in Consiglio Comunale il dissesto di molte strade del territorio (su cui manca illuminazione), tra cui Via Togliatti, ed oggi apprendiamo che il Bilancio assegna al 2018 la somma d euro 50.000 rinvenuta con mutuo (!) Il Bilancio Previsionale votato lo scorso anno assegnava alle asfaltature delle strade comunali la somma di euro 160.000 per l’anno 2017 ma gli effetti dello stanziamento non sono pervenuti. Peraltro, ho appreso dall’Assessore Capetta è che le buche su Su Via Togliatti, abbandonata da molti anni, vanno considerate come tentativo di disincentivare la velocità dei mezzi. Non ci sono parole. Per di più, mi chiedo, a questo punto, dove vanno a finire le voci vincolate alla manutenzione ed alla sicurezza delle strade rispetto alle previsioni di entrate dai proventi delle sanzioni stradali

Dal Bilancio si apprende, poi, che la ventilata volontà politica di rivitalizzare il centro storico di Santo Stefano varrebbe euro 40.000 di mutuo perchè detta area abbisognerebbe solamente della pavimentazione! E che il Palazzo Comunale forse terminerà nel 2020 dal momento che sono stati spalmati 150.000 nel corso dei prossimi tre anni!

Ultimo accenno al sociale: occorre lavorare sulle piccole attenzioni circa il mondo del disagio spesso derivante da mancanza di lavoro; nelle mie note introduttive a questa consiliatura feci presente che Santo Stefano a mio avviso avrebbe bisogno di avviare subito un censimento serio sul tasso di disoccupazione, in termini numerici e nominativi, perché a Santo Stefano vivono padri e madri di famiglia senza lavoro che non vogliono semplice assistenza; occorre, da subito, creare un Tavolo permanente del lavoro con tutti i protagonisti del mondo del lavoro del territorio, rappresentanti sindacali compresi, al fine di valorizzare, all’interno di quel processo, le risorse umane vitali presenti sul territorio.

Per tutti questi motivi e per altri che ora non serve enunciare ma che emergeranno nel corso del mandato consiliare, sempre in linea con le osservazioni formulate in questi anni, non concordo sul bilancio.

Paola Lazzoni
Consigliere Comunale opposizione Santo Stefano di Magra
Gruppo misto

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