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Ultimo aggiornamento: Lunedì 27 Maggio - ore 16.19

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Saliceti, dall'opposizione: "Scempio in arrivo, amministrazione non nasconda la testa"

Saliceti, dall'opposizione: "Scempio in arrivo, amministrazione non nasconda la testa"

Sarzana - Val di Magra - "Apprendiamo con sconcerto l’ennesima usurpazione del territorio e dell’ambiente ed il loro stravolgimento a discapito delle origini dei luoghi, delle loro storie, del loro futuro, degli abitanti, dei loro sacrifici, e non per ultima, della loro salute. La mannaia delle ultime scelte di Iren e compagni (Recos) sta arrivando, nel silenzio assordante da parte di tutte le istituzioni.
L’ampliamento dello stabilimento di Saliceti è già pronto alla faccia della trasparenza e dei diritti dei singoli cittadini. Oltreché violentare, per l’ennesima volta, il territorio con la ormai consueta colata di cemento costituita da migliaia di metri cubi, avremo tonnellate di rifiuti di qualunque tipo e provenienti da tutta la regione e ci chiediamo “a chi giova tutto questo”? Non certo agli abitanti della Macchia, né tanto meno di Vezzano Ligure o di Santo Stefano". Lo dichiarano in una nota i consiglieri di opposizione Francesco Ponzanelli, Alberto Monticelli e Pietro Serarcangeli (Santo Stefano popolare) e Paola Lazzoni (gruppo misto).

"Non si comprende - proseguono - perché a pagare le conseguenze di scelte di così ampia scala sia sempre il territorio locale; è impensabile che in tutta la regione Liguria non siano individuabili altri siti e non sia formulata una progettazione nuova che rappresenti finalmente un’inversione di marcia rispetto alle scelte del passato.
E’ l’ennesimo dejà-vu ed una conferma della totale mancanza di sensibilità e di una vera politica ambientale, a tutti i livelli.
Chiediamo che l’Amministrazione di Santo Stefano faccia la sua parte e non metta la testa sotto la sabbia; ed è per questo che chiederemo un Consiglio Straordinario al più presto con la doverosa partecipazione dei rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti, istituzionali e tecnici.
Non si comprende perché a pagare le conseguenze di scelte di così ampia scala sia sempre il territorio locale; è impensabile che in tutta la regione Liguria non siano individuabili altri siti e non sia formulata una progettazione nuova che rappresenti finalmente un’inversione di marcia rispetto alle scelte del passato.
E’ l’ennesimo dejà-vu ed una conferma della totale mancanza di sensibilità e di una vera politica ambientale, a tutti i livelli.
Chiediamo che l’Amministrazione di Santo Stefano faccia la sua parte e non metta la testa sotto la sabbia; ed è per questo che chiederemo un Consiglio Straordinario al più presto con la doverosa partecipazione dei rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti, istituzionali e tecnici".

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