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Ricci: "Spilamberti, i centri sociali e i partiti"

Intervento del segretario dell'Unione comunale del Pd sarzanese.

Ricci: "Spilamberti, i centri sociali e i partiti"

Sarzana - Val di Magra - Una interrogazione alla sindaca del Comune di Sarzana del consigliere Spilamberti e la lettura di alcuni conseguenti articoli sulla stampa locale, in merito alla opportunità dei partiti di riunirsi nei “centri sociali” di proprietà comunale mi obbligano, in qualità di segretario dell’Unione comunale del Partito democratico di Sarzana, a condividere alcune osservazioni.
Prima di tutto il testo: in esso si colgono rabbiosità carica di rivalsa ma, soprattutto, molta confusione. Già, poiché, oltre a chiedere l’immediato diniego all’accesso ai partiti, in particolare il Partito democratico (qui la rabbia e la rivalsa), il giovane consigliere leghista sollecita la giunta ad effettuare controlli sul regolare utilizzo dei locali da parte dei gestori. Si tratta di due temi evidentemente molto diversi, posto che la libertà di riunione dei soggetti aderenti ai partiti nulla ha a che fare con l’eventuale irregolarità nella gestione delle strutture comunali destinate ad ospitare le associazioni a scopo sociale. La confusione, insomma, è evidente.
Ma si sa, spesso rabbia e rivalsa rendono confusi. Tuttavia, c’è un interrogativo che merita di essere approfondito: i partititi sono “associazioni a scopo sociale”? e se sì, dove esercitano la loro attività?
Vediamo la famosa definizione di partito politico di Max Weber (1919 e 1958): “un’associazione … rivolta a un fine deliberato, sia esso “oggettivo” come l’attuazione di un programma avente scopi materiali o ideali … sia “personale”, cioè diretto ad ottenere benefici, …, oppure rivolto a tutti questi scopi assieme”. Aggiungono Bobbio, Matteucci e Pasquino: “Questa definizione mette in rilievo il carattere associativo del partito, …” (Dizionario di Politica, 1976). Ancora la Costituzione della Repubblica Italiana all’articolo 49 recita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, quindi: “Il costituente afferma il diritto di ciascuno di costituire partiti in quanto esso è espressione del diritto di libertà dei singoli ed i partiti, manifestazione del pluralismo, rappresentano una delle basi dell'ordinamento democratico” (Brocardi.it).
In sintesi, la Costituzione, sancisce il diritto di associarsi in partiti con lo scopo di determinare la politica nazionale, fenomeno alla base dell’ordinamento democratico.
Se si impedisce, o si chiede di impedire, in qualche modo, ai cittadini di incontrarsi per gli scopi sanciti dalla Costituzione si scardina l’ordinamento democratico.
Vediamo, l’associazione a scopo politico ha o no una funzione sociale? Che significa la parola sociale? Ecco una definizione: “Che vive in società, in comunità: l'uomo è un animale sociale. Relativo alla società umana e ai rapporti che nell'ambito di essa si stabiliscono … Nel linguaggio politico ed economico, che tende a migliorare le condizioni di vita dei cittadini meno abbienti, a realizzare una maggiore perequazione tra le varie componenti di una società …” (Sabatini Coletti, Dizionario della lingua italiana)
Ne consegue che ogni volta che ci si incontra senza o con uno scopo specifico avviene un fatto sociale. Si consiglia, allora, modestamente, al sonsigliere Spilamberti di approfondire il significato delle terminologie che utilizza, di studiare la storia dei partiti ed il loro senso associativo, di lavorare sul significato di sociale e scopo sociale dei partiti; solo dopo sembra opportuno scrivere interrogazioni o testi pubblici; in caso contrario il tutto potrebbe apparire privo di sostanza e come tale difficilmente accettabile da un qualunque esperto amministratore pubblico.
È vero, le strutture cui il consigliere fa menzione sono pubbliche, egli non dimentichi, allora, che qualcuno nel corso dei decenni passati, le amministrazioni di sinistra di Sarzana, le ha realizzate e consegnate alla popolazione, a tutta la popolazione. Non risulta, infatti, che ci sia una selezione degli aventi diritto a frequentarle (mi pare che sia la Lega oggi il campione del “fare selezione”, da vari punti di vista) ed è ben noto quanto sia ampia la gamma di associazioni che le utilizzano per i più diversi “scopi sociali”. Tra queste ci sono, naturalmente, anche i partiti, tutti i partiti (a parte chi fa apologia di fascismo, va da sé), anche la Lega, ovviamente. (Se non ricordo male, mi pare che anche il partito di Spilamberti abbia organizzato una festa in un’area pubblica a Sarzanello nel settembre scorso).
È vero il Partito democratico, tra gli altri, effettua riunioni (tra cui primarie, congressi, assemblee pubbliche) presso alcuni centri sociali, chiede il permesso ai responsabili, comunica giorno ed orario, espleta la sua funzione sociale, secondo la Costituzione. Subito dopo gli intervenuti lasciano i locali, in ordine e nello stato in cui li hanno trovati, quindi se ne vanno fino ad altro incontro, come chiunque altro può fare. Personalmente, in occasione dei recenti congressi di circolo, ho frequentato molti dei luoghi oggetto di interrogazione e non ho visto simboli di partito in bella evidenza, nemmeno bandiere o altro che possa far pensare ad occupazione stabile. Anzi, a Sarzanello nella saletta, dove giorni or sono si è tenuto un incontro, facevano e fanno bella mostra di sé immagini Sacre, stendardi, ben custoditi, esibiti in annuali processioni religiose del luogo.
E sfido chiunque a sostenere che a Sarzana il Partito democratico non abbia la propria sede stabile ed ufficiale: tutti sanno che si trova in Piazza Matteotti, oramai da oltre 70 anni!
In sintesi, nei centri sociali non ci sono sedi di partito. In essi, conformemente alla Costituzione, le associazioni di Partito si possono riunire, espletando una elevata funzione sociale. Ne consegue che il Partito democratico di Sarzana si aspetta che la sindaca e la Giunta respingano “l’immediata sospensione delle attività politiche all’interno dei Centri Sociali Comunali” richiesta dal Consigliere Spilamberti.
In aggiunta, se la Sindaca e la Sua maggioranza ritenesse di rivedere i regolamenti di gestione dei Circoli Sociali Pubblici (senza, ovviamente escluderne l’accesso agli incontri di Partito) per un aggiornamento ai tempi attuali, il Partito Democratico è del tutto disponibile a contribuire, nell’ottica della partecipazione e condivisione della “Cosa Pubblica”.
Infine, se il consigliere Spilamberti fosse disponibile lo incontrerei volentieri, in un confronto pubblico, sul tema della partecipazione alla vita democratica dei cittadini attraverso le associazioni di partito e ancora, visto che nella parte finale della Sua interrogazione cita il gioco d’azzardo, lo incontrerei volentieri, sempre in seduta pubblica, anche su questo tema al fine di individuare insieme una risposta efficace.

Rosolino Vico Ricci
Segretario Unione comunale Pd Sarzana

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