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Rampi: "Non ci saranno atti segreti per i consiglieri" | Foto

L'esponente della destra nuovo presidente del consiglio dopo 23 anni di opposizione: "Nel 1995 quando entravo quelli di Rifondazione se ne andavano poi abbiamo fatto insieme molte battaglie. Sarò super partes". Di Mione l'unico voto contrario.

Prima seduta a Sarzana
Rampi: "Non ci saranno atti segreti per i consiglieri"

Sarzana - Val di Magra - “Sarò una spina nel fianco del sindaco per quanto riguarda la regolarità formale degli atti e la correttezza delle delibere. Come tutore dei diritti dei consiglieri garantirò l'accesso a tutti gli atti e la conoscenza di ogni documento, non ci saranno pratiche segrete”. Questo il messaggio più significativo fra quelli lanciati ieri sera da Carlo Rampi nel suo primo intervento da presidente del consiglio comunale di Sarzana. Un momento storico per l'inossidabile rappresentante della destra sarzanese che dopo 23 anni di opposizione per i prossimi cinque ricoprirà la posizione più importante dell'assemblea cittadina, eletto quasi all'unanimità dai colleghi visto che l'unico voto contrario è stato quello di Mione, col quale nell'ultimo anno aveva condiviso la “trincea” nell'aula di Palazzo Roderio contribuendo allo sgretolamento del consenso del centrosinistra verso la giunta uscente.

Una decisione quella di Paolo Mione, motivata con una incompatibilità politica fra le idee, mai nascoste, del collega avvocato e la storica tradizione antifascista della città. “Capisco che questo possa destare stupore – ha detto di fronte alla platea gremita – ma la nomina di un presidente del consiglio comunale non è un fatto elettivo dei cittadini ma una scelta fatta dai consiglieri. Penso che un fascista liberale come Rampi non possa svolgere questo ruolo e sedere sotto la targa che ricorda Pietro Arnaldo Terzi, sindaco sarzanese mandato al confino e poi in un campo di sterminio. Ho apprezzato il suo operato e le sue capacità umane – ha sottolineato – e nutro profonda stima nei suoi confronti, sono convinto che avrebbe potuto fare benissimo l'assessore ma per quello che rappresenta questa sala e per questa città non lo voterò”.

Parole che hanno suscitato qualche mormorio fra il pubblico mentre all'esterno, a consiglio finito, fra i due non sono mancati sorrisi e battute. In precedenza però, nel corso del suo intervento, Carlo Rampi ha risposto così alle affermazioni di Mione: “In un momento in cui anche a livello nazionale si fa carriera molto rapidamente – ha detto – voglio ricordare come io ci abbia messo 23 anni per passare dall'estrema destra di questo ferro di cavallo a dove mi trovo adesso, tutti trascorsi a cercare di dare diritto di parola ad una parte della comunità. Un passaggio impensabile quando ho iniziato – ha ricordato – era il 1995 e ogni volta che entravo in sala quelli di Rifondazione Comunista si alzavano e se ne andavano per protesta. Poi però abbiamo fatto molte battaglie insieme perché normalmente chi sfida il potere sul piano della socialità trova in Rampi un alleato fedelissimo, così come è stato negli ultimi due anni con lei quando abbiamo combattuto altrettante battaglie. Non credo che la mia storia politica possa quindi influenzare in qualche modo le mie decisioni né il ruolo super partes che mi avete affidato, perché in questi anni ho sempre difeso le regole democratiche. Per troppo tempo il consiglio è stato un “votificio” in cui l'alzata di mano esprimeva la forza egemone a Sarzana ma non il contributo che ogni singolo consigliere deve dare all'amministrazione essendone parte al di là dei ruoli. Ai nuovi eletti – ha concluso – chiedo di leggere bene il Tuel (testo unico degli enti locali) e il regolamento di questo consiglio perché comprendano l'importanza del ruolo al quale sono stati chiamati”.

Quasi unanime dunque, con l'unica eccezione già citata, la condivisione sul nome di Rampi da parte degli altri gruppi che hanno confermato apprezzamento verso il nome proposto dalla maggioranza con Andrea Pizzuto. “Indipendentemente dal suo passato politico – ha affermato il capogruppo di Sarzana Popolare – è la persona più indicata per questo ruolo che svolgerà con capacità, competenza e imparzialità. Oggi dobbiamo pensare esclusivamente al bene della città”. Appoggio arrivato anche dalla Lega che con il suo capogruppo Emilio Iacopi ha riconosciuto “capacità, esperienza e conoscenza della macchina comunale da parte di Rampi”, mentre Luca Ponzanelli per la Lista Toti ha ricordato come il neo presidente si sia “sempre distinto per una specchiata stima da parte di tutti. Il suo nome – ha evidenziato – raccoglie ed esprime al meglio il messaggio di cambiamento indicato dai cittadini. Sarà garanzia per tutte le opposizioni”.

Parole simili infatti quelle arrivate sul fronte opposto (erroneamente posizionato nella parte destra della sala) con Federica Giorgi che ha rimarcato come Rampi abbia “le competenze tecniche necessarie per svolgere questo ruolo. Pur avendo ideologie politiche diverse ed appartenendo a un differente schieramento penso possa svolgere questo compito nel migliore dei modi e da super partes”.
Infine il Pd che tramite il capogruppo Daniele Castagna ha rimarcato la “netta divergenza politica” ma anche “la stima per Carlo Rampi che conosciamo da tanti anni e al quale sappiamo di poter dare fiducia certi che saprà garantire il ruolo dell'opposizione e la corretta attività del consiglio distinguendo l'appartenenza politica da quella istituzionale”.
Archiviata la prima seduta l'attività del consiglio proseguirà nei prossimi giorni con la riunione dei capigruppo funzionale alla prossima convocazione nella quale saranno nominati i componenti delle commissioni e si inizierà ad affrontare la variazione di bilancio.

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