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Quando Luciano Faraguti inventò le feste democristiane

di Egidio Banti

luglio 1975
Quando Luciano Faraguti inventò le feste democristiane

Sarzana - Val di Magra - Sabato 26 luglio 1975, esattamente 45 anni fa, sono nate a Fiumaretta, sulle sponde del fiume Magra, le feste dell'amicizia della Democrazia cristiana. Però quella prima festa popolare, che in un sabato caldo ed afoso attirò nel parco di Ca' Baicio almeno mille persone, non si chiamava ancora così e ad organizzarla non era stato il partito. L'idea - che è giusto definire un'intuizione storica - era stata di un giovane neo eletto consigliere regionale della Liguria, Luciano Faraguti. Le elezioni del 6 giugno avevano visto un tracollo dell'allora partito di maggioranza relativa a beneficio del PCI e in generale delle sinistre, che andarono al potere nelle principali città, da Roma a Napoli a Genova, e in varie regioni, tra cui la Liguria.

La stessa elezione di Faraguti era stata in bilico, non per le preferenze prese ma per il rischio che nel collegio spezzino la DC non riuscisse ad eleggere due consiglieri. La DC, spalleggiata da molte realtà associative del mondo cattolico, doveva recuperare terreno in senso popolare. Faraguti, che non aveva ancora 38 anni, ebbe così l'idea di sfidare il PCI in uno dei settori del suo monopolio politico-organizzativo: le feste dell'Unità. Mai la paludata organizzazione DC aveva immaginato qualcosa del genere, men che meno a Spezia. Con Luciano c'era però la corrente di Forze nuove, ovvero la sinistra sociale di Carlo Donat-Cattin. Forze nuove voleva dire i giovani cattolici delle nuove generazioni, che nelle piazze del '68 sfidavano sia l'estrema sinistra sia i neo-fascisti (Faraguti a Spezia era stato anche aggredito da questi ultimi), e voleva dire operai e impiegati della CISL, che stavano dalla parte di quel ministro del Lavoro "eretico" (Donat-Cattin, appunto), che aveva sconfitto Agnelli e la Confindustria nella vertenza del contratto dei metalmeccanici.

A Fiumaretta c'era un parco privato sul fiume, Ca' Baicio appunto (oggi Ripa Verde), di proprietà di Pier Vittorio Gatti. Gatti, liberale di sinistra, non era certo democristiano né "popolare", ma accettò con entusiasmo un'idea che anche a lui dovette apparire geniale, venuta dal suo vecchio amico e rivale degli organismi universitari degli anni Cinquanta. Non ci fu molto da mangiare, quel giorno, anche perché l'incredibile afflusso di persone, di tutte le correnti democristiane e non solo democristiane, mise subito in crisi gli organizzatori, anch'essi quasi tutti giovani e giovanissimi: sgabei, affettati, un po' di dolci, forse cartocci di frittura e poco altro. Ma il dado era tratto. Negli anni seguenti il partito, a livello nazionale, ormai affidato nelle mani di Benigno Zaccagnini, "idolo" dei giovani di allora, avrebbe fatto proprie dappertutto le "feste dell'Amicizia". Il segreto era stato proprio quello di chiamare le persone, il "popolo democristiano", a stare insieme, a non accettare ordini dall'alto, giusti o sbagliati che fossero, ma a dire: ci siamo anche noi.

Sapemmo poi che gli stessi comunisti si erano meravigliati, di quella iniziativa, forse non preoccupati, ma un po' stupiti sì. Paradossalmente, quel giorno, Faraguti non poté essere presente. Era consigliere nazionale e proprio in quelle ore il consiglio nazionale, a Roma, era stato chiamato a sfiduciare il segretario Fanfani e, con la sapiente regia di Aldo Moro, a eleggere al suo posto proprio Zaccagnini. Così Luciano non poté vedere (allora non c'erano smartphone né tv locali) quella festa nata da una delle tante intuizioni della sua vita politica. A leggere il suo intervento fui chiamato io, che avevo 25 anni e mi affacciavo allora alla politica più "grande" di quella locale. Un onore e quasi il passaggio di un testimone. Negli anni e decenni seguenti tante cose sono accadute. Una cosa si può dire: se anche la DC fosse stata sempre quella di Ca' Baicio, tante vicende storiche avrebbero potuto essere diverse ..

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