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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 21 Febbraio - ore 11.09

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Piano del commercio "proibizionista", ma è un errore di scrittura

Approvato il documento atteso da quasi quattro anni. Rampi contesta articolo che vieta vendita di superalcolici nelle ore serali: "Regolamento è scritto male". Cavarra: "Ridarà slancio al settore".

Piano del commercio "proibizionista", ma è un errore di scrittura

Sarzana - Val di Magra - “Avete vietato la vendita dei superalcolici dalle 21 alle 6. Questa norma è assolutamente sbagliata e scritta male, se non si sa scrivere in lingua italiana è meglio evitare”. E' arrivata poco prima della fine del consiglio comunale, che ha visto l'approvazione del nuovo piano del commercio (QUI), la consueta stoccata di Carlo Rampi il quale nell'articolo 7 ha scovato l'errore che tecnicamente impedirebbe la vendita di superalcolici nelle ore notturne. “E' fatto divieto di vendita – recita infatti il comma 7 - anche da parte dei produttori diretti e di vendita per asporto per gli esercizi abilitati alla somministrazione, di superalcolici, in qualunque contenitore, dalle ore 21.00 alle ore 6.00”. Un errore che evidentemente sarà corretto appena possibile. “Probabilmente si voleva vietare la vendita per asporto – ha ripreso il consigliere – ma avete fatto una cosa di un proibizionismo assoluto in un regolamento scritto male”.

L'approvazione del piano – nove i voti favorevoli e sei i contrari – molto attesa e più volte rimandata nel corso degli ultimi tre anni di legislatura, è arrivata al termine di una discussione che al netto di alcuni passaggi da campagna elettorale vera e propria (tre ad oggi i candidati sindaci ufficiali: Chiappini, Cavarra e Mione) e degli immancabili battibecchi fra maggioranza e opposizione, ha approfondito anche alcuni dei temi salienti del documento che ha come obiettivo principale il rilancio del commercio cittadino. Ad aprire la seduta è stato l'assessore con delega specifica Nicola Caprioni il quale ha iniziato ringraziando Sara Accorsi che lo aveva preceduto, il personale comunale che vi ha lavorato, le associazioni di categoria e le commissioni consiliari. “Quando ho assunto l'incarico ho trovato il piano pronto per essere presentato – ha detto – ho scelto di mandarlo avanti limitandomi ad alcune correzioni marginali, condividendone i contenuti e le proposte. Si sono dette e scritte molte cose, forse troppe. Molte sono state inficiate dalla necessità di piegare la realtà a una conclusione politica predeterminata. Altre si sono basate su giudizi emozionali o hanno cavalcato l’inevitabile situazione di disagio, che, in questi anni, della più grave e lunga crisi economica dell’era moderna, hanno colpito il mondo delle imprese in generale e forse ancor più il settore commerciale. Una visione – ha sottolineato Caprioni – che rischia di procurare danni all'immagine della città e scoraggiare nuovi investimenti, autolesionismo vero e proprio che procura danno alle imprese che si vorrebbe difendere. Con questo piano inizia una nuova fase - ha sottolineato - andrà perseguita con determinazione la qualità. Sia nell’offerta commerciale che nell’ambiente urbano e nelle proposte culturali”.
Per la maggioranza Torre ha ribadito “L'urgenza di un piano meno datato” e l'importanza di limiti che ad esempio vieteranno l'apertura in centro di grandi e medie superfici. Ricci ha invece auspicato una crescita del commercio cittadino grazie al nuovo piano, mentre Antola ha evidenziato come l'intento sia stato quello di andare nella direzione della qualità “evitando – ha affermato – l'omologazione verso il basso valorizzando anche le attività storiche”. “Siamo soddisfatti di aver impedito l'apertura dei temporary shop – ha ricordato Frassini – così come richiesto anche dai negozianti. Una misura utile anche per calmierare il prezzo sempre alto degli affitti.
Toni ben differenti – come già accennato – quelli che hanno caratterizzato gli interventi fra i banchi della minoranza. “Questo è un piano poco coraggioso – è stato il parere di Chiappini – è più un insieme di norme e di regolamenti. Non ci sono accenni all'assenza di parcheggi né ai negozi sfitti. Manca totalmente una regia”. Per Zanetti “il grosso errore è stato quello di aver aumentato i parcheggi blu. Corrado Bernardini ha fatto un lavoro straordinario per sulla Via Francigena ma non viene assolutamente valorizzata. Anche la parrocchia ha fatto i suoi danni visto che in chiesa non si possono nemmeno fare concerti di musica sacra”.
“Il decoro cittadino di cui parlate – ha dichiarato Giorgi – va di pari passo con la sicurezza e le ordinanze che non riuscite a far rispettare. Il piano dovrebbe limitare l'apertura di determinate attività”.

Sull'articolo che vieta di vendere in centro auto o imbarcazioni, si è quindi soffermato Mione: “Se domani la Ferrari chiedesse di aprire un negozio in piazza Matteotti voi direste di no paragonandola a un sexy shop. Con questa strategia spingiamo in periferia anche le sale slot creando zone particolari. Studiate e documentatevi meglio perché il vostro modo di agire è quello di chi si approccia alle cose senza competenza. Questo piano – ha attaccato l'ex presidente – arriva in consiglio dopo quattro anni e nove mesi, era come la tela di Pelenope, qualcuno di notte ne strappava le pagine, intanto all'Ipercoop non si paga il parcheggio e in centro si. Siete una giunta stanca di amministrare”.
Nel suo intervento Rampi ha posto anche l'attenzione sulla norma che prevede che “negli esercizi alimentari devono essere posti in vendita anche prodotti tipici del territorio e della tradizione storica culturale locale. Dette attività dovranno anche indicare i prodotti tipici commercializzati scelti tra quelli individuati dal'Amministrazione”. Un elenco che il consigliere ha chiesto a Caprioni senza però ottenere risposta.

“l settore è stato il più colpito dalla crisi e le ultime grandi aperture in provincia hanno cambiato la situazione. In questi anni abbiamo aumentato le iniziative e diminuito la pressione fiscale sulle attività – si è difeso Cavarra – è sbagliato dire che va tutto bene, ma lo è anche dare un'immagine totalmente negativa perché si fa del male alla città. I Questo piano darà nuovo slancio al tessuto economico e produttivo”.

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