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Ultimo aggiornamento: Domenica 22 Luglio - ore 21.11

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Pd: "No a chi tratta con destra". Mione: "Noi liberi. Mai chiesto assessori"

Una settimana al ballottaggio, minimi storici tra Pd ed ex presidente del consiglio comunale. Bufano per l'Unione comunale dem: "Volevano due nomi in giunta. Con Forcieri intesa su alleanza riformista".

SARZANA AL VOTO
Pd: "No a chi tratta con destra". Mione: "Noi liberi. Mai chiesto assessori"

Sarzana - Val di Magra - Non scocca la scintilla tra il Partito democratico e il fronte civico guidato dall'ex Pd Paolo Mione. E se l'incontro di giovedì sera non ha dato frutti, un post pubblicato stamani su Facebook da Juri Michelucci, coordinatore del Comitato politico del Pd sarzanese, ha fatto traboccare il vaso. "Vorrei esprimere con chiarezza la posizione del Pd detta nell'incontro avvenuto e ribadita nei confronti di ogni possibile dialogo con Mione e Forcieri - ha digitato il consigliere regionale -. Il Pd non discute con chi ha aperto il forno con la destra, trattativa che resta un offesa alla nostra storia democratica, alla storia democratica della nostra città. Serve chiarezza, serve una decisa scelta di campo e di adesione ai valori della sinistra. Solo con questa premessa pubblica, con questa scelta di campo ci sono le condizioni per l'apertura di un dialogo ad oggi non fattibile. Scelta di campo che non è avvenuta come testimoniano le trattative ormai pubbliche di Mione e Forcieri con la destra". Ed è proprio Paolo Mione ha ribadire che sì, le righe social di Michelucci non l'hanno lasciato indifferente. "Io rivendico la mia assoluta appartenenza alla sinistra - spiega a CdS -, concetto di cui Michelucci forse non è forse così deputato a discutere: a Sarzana il Pd ha portato in maggioranza persona di destra, cioè Sara Frassini, candidato sindaco avversario di Cavarra nel 2013. Il Pd non è in grado di dare patenti di sinistra. E io sono di sinistra, ma sono soprattutto una persona libera, che se sceglie di sentire le persone, le sente tutte. Attenzione: ascoltare non vuol dire né fare trattative, né aderire a idee altrui. Evidentemente Michelucci ha qualche problema di tipo politico, magari interno al suo partito".

Mione, affiancato nell'incontro con il Pd da Vanni Marchini e, in un secondo momento, da Francesco Battistini, ribadisce di aver chiesto l'azzeramento della giunta: "Cambiare Cavarra non si può, ma la squadra sì, serve un azzeramento dell'attuale giunta per dare un cambiamento di rotta". E assicura che il nodo è sui "problemi concreti. Ne abbiamo sottoposta una serie, ma Michelucci ha detto che su quelli non si tratta. Faremo una conferenza stampa per spiegare nel dettaglio di cosa parliamo". L'ex presidente del consiglio comunale ha incontrato anche il centrodestra, vedendo il candidato vicesindaco Costantino Eretta, esponente della Lega: "Una persona garbata e corretta - così Mione -. Abbiamo parlato, gli ho detto di vedere il programma proposto dalle nostre liste e di farci sapere quali parti sarebbero disposti ad attuare. Non abbiamo parlato di apparentamenti o altro. Parliamo di programmi, parliamo dell'interesse dei cittadini".

A nome dell'Unione comunale Pd interviene anche Paolo Bufano, emissario democratico assieme a Michelucci. "Il mancato apparentamento elettorale fra il centrosinistra e le liste civiche di Mione (ed i commenti che ne sono seguiti e che ne seguiranno) - scrive Bufano . richiede che si pronunci una parola di verità, la quale verità non può cambiare in funzione del partito (o della lista civica) di appartenenza di chi la pronuncia. Il centrosinistra aveva deciso di discutere un possibile apparentamento elettorale (al fine di dare vita ad una coalizione democratica e progressista ampia e plurale) con tutte le liste rimaste fuori dal ballottaggio. Così la delegazione designata, composta da Michelucci e dal sottoscritto, ha chiesto ed ottenuto un incontro con le liste Mione, colà rappresentate dallo stesso Mione, da Battistini e da Vanni Marchini. Noi, introducendo, abbiamo posto l'accento sulla opportunità di un raccordo fra i due raggruppamenti che trovasse il suo fondamento primo nelle comuni radici democratiche e riformiste e nel giudizio negativo sulla ipotesi di un'affermazione delle destre. Mione però ci ha detto subito che la prima discriminante era invece la integrale discontinuità dei componenti della giunta rispetto a quella passata. Si trattava di un singolare diktat ma - sentito telefonicamente Cavarra ed avutone l'assenso - abbiamo dato una risposta positiva: se si fosse raggiunto un complessivo accordo quella condizione si sarebbe realizzata"

Bufano aggiunge che "subito dopo Mione ha chiesto di parlare non di programmi ma della rappresentanza in giunta che si sarebbe dovuto garantire alle sue liste: due assessori su cinque ("Io non ho chiesto assolutamente nulla", smentisce stamani Mione a CdS"). E bisognava rispondere alla svelta, perché, dopo mezz'ora, lui aveva appuntamento con una delegazione del centrodestra. Anche in questo caso, premendoci davvero la ricomposizione con un gruppo politico che sentiamo per tanti versi vicino a noi, abbiamo detto di sì. A quel punto Mione voleva enunciare i punti del programma di Cavarra che si sarebbero dovuti cambiare in funzione dell'apparentamento. Noi però - che avevamo rapidamente e completamente soddisfatto le pretese di Mione fino a quel momento - abbiamo chiesto che fosse lui, a quel punto, a dichiarare la propria scelta di campo e a rinunciare a giocare su due tavoli, trattando alternativamente con noi e con il centrodestra. Lui però ci ha risposto che - fino a quando non avesse avuto in tasca l'accordo con gli uni o con gli altri - avrebbe legittimamente continuato a trattare alla pari con entrambi i candidati. Questa affermazione è parsa a me e a Michelucci incompatibile, allo stato, con la prosecuzione della trattativa e abbiamo abbandonato il tavolo".

Continua Bufano: "Qualche ora dopo però Mione rilasciava alla stampa dichiarazioni distensive e parlava di trattativa arenata ma non compromessa. A quel punto il sottoscritto (per il centrosinistra) ed il senatore Forcieri (per le liste Mione) abbiamo deciso di provare - senza un espresso mandato delle parti, di nostra iniziativa e in via del tutto riservata ed informale - a sperimentare la possibilità di un accordo che, se ipotizzato come praticabile fra noi due, sarebbe poi stato sottoposto agli interessati e da questi ai loro sostenitori. Forcieri ed io abbiamo agevolmente trovato un'intesa sulla necessità di consolidare una alleanza riformista, di dare segnali di forte discontinuità e di composizione dei contrasti personali. Sulle integrazioni al programma il mio interlocutore ha suggerito una serie di possibili emendamenti, e di notevole peso, al programma di Cavarra che ci siamo riservati di trasmettere agli interessati ma che a nostro avviso avrebbero potuto condurre ad un'intesa. Poi Forcieri ha proposto che al raggruppamento di Mione fossero riservati tre assessori (su cinque) o due assessori e il presidente del consiglio comunale. Io non ho potuto fare a meno di osservare che si trattava di una richiesta superiore a quella formulata dallo stesso Mione il giorno prima, ma ho provveduto a trasmettere il tutto a Cavarra. Forcieri, al quale devo riconoscere realismo, correttezza, lealtà e spirito collaborativo, ha fatto altrettanto con Mione"

"Questa mattina - conclude Bufano -, quando Cavarra e Mione ancora non si erano pronunciati, ho ricevuto una telefonata da Mione il quale mi ha comunicato che - a causa di un post di Michelucci su Facebook (quello citato a inizio articolo, ndr) che, ormai a poche ore dallo scadere dei termini per l'apparentamento, reiterava l'iniziale richiesta a Mione di compiere una scelta di campo contro la Destra - ogni trattativa, anche riservata e 'spontanea' deve ritenersi irreversibilmente interrotta ad opera di Mione stesso. Questa è la fedele narrazione di quanto accaduto. Fino alle 11 di oggi, sabato mattina. Ognuno la valuti come crede".

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