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Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Settembre - ore 21.25

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Pd, Lazzoni sbatte la porta. Stelitano: "Ora bisognerebbe restare, non andare"

E la maggioranza consiliare di Santo Stefano, di fatto, perde un pezzo.

Pd, Lazzoni sbatte la porta. Stelitano: "Ora bisognerebbe restare, non andare"

Sarzana - Val di Magra - Tanto tuonò che infine piovve: Paola Lazzoni lascia il Partito democratico e, di fatto, la maggioranza consiliare di Santo Stefano. Fianco a fianco con l'attuale sindaco Paola Sisti ai tempi della campagna elettorale 2016, l'ex assessore, all'indomani dell'inizio della consiliatura e della formazione della giunta, ha incalzato Palazzo civico in molteplici occasioni, non senza scintille, manifestando altresì delusione per il mancato coinvolgimento nei ruoli del governo comunale. "Ho creduto fortemente in un cambiamento di rotta in senso riformista - così la Lazzoni nella sua lettera di dimissioni dal partito - che, in un rapporto organico con le principali forze democratiche e progressiste, promuovesse un’azione comune con l’unico intento di far crescere l’Italia; e vorrei ricordare, anche ai detrattori dell’ultima ora, che la condivisione di questo progetto era stata confortata dai milioni di elettori italiani che hanno consentito il raggiungimento del famoso 40% alle europee. Sono stati anni di impegno, in cui si sono intrecciate attività politica a rapporti personali, con taluno si è consolidata anche amicizia; ho condiviso e difeso emozioni, progetti, confronti, sempre nell’ottica di migliorare l’azione politica del nostro partito e, di riflesso, del mio comune e, come credo sia comprensibile ai più, oggi non è facile dire basta".

Su Santo Stefano: "Anche nell’impegno per il ripensamento della giunta comunale ho cercato, con la mia azione politica, di portare un modesto contributo che migliorasse la vita dei miei concittadini e favorisse un processo di rinnovamento, interpretato ed etichettato, nella bagarre delle elezioni del 2016 cui mi sono trovata ad assistere, come banali e personali aspirazioni politiche, sia pur legittime. Oggi, credo sia giunto il momento di definire ed esternare la mia posizione, che è completamente fuori dalla logica di ciò che sta avvenendo in queste ore e di ciò che si sta proponendo per il futuro del Partito Democratico. E, di conseguenza, oggi, rassegno le mie dimissioni dagli organismi del Partito Democratico di cui faccio parte. Con questo non voglio dire che verrà a mancare, in quanto Consigliere Comunale, la mia azione politica per la salvaguardia delle istanze del mio territorio e dei miei concittadini. Sarò lieta di poter condividere la mia sensibilità, la mia passione e la mia azione politica, che resteranno immutate, con quelle forze che condivideranno la battaglia per la salvaguardia del territorio ed i cui intenti si incroceranno con le istanze che rappresento. Ne deriva, naturalmente, che le medesime difficilmente potranno coincidere con quelle che attualmente governano il territorio e che hanno mostrato il fallimento di ciò in cui io ed i tanti elettori abbiamo creduto: il rinnovamento".

Pronta la risposta di Salvatore Stelitano, capogruppo Pd in consiglio comunale, che, venuto a sapere che "il consigliere Paola Lazzoni ha deciso di lasciare il Partito Democratico consegnando la tessera a mani del segretario e di conseguenza di uscire dalla maggioranza consiliare con cui si è presentata agli elettori il 5 giungo 2016", esprime "rammarico per la vicenda umana ma soprattutto politica, perché quando un membro del partito e della maggioranza decide di andare altrove, porta con se una storia un percorso che negli anni ha elaborato, e che lo/la ha vista protagonista di una stagione politica".

"Purtroppo - continua Stelitano - le incomprensioni che negli ultimi tempi erano sorte potevano essere lette come il prologo della odierna vicenda. Resta il rammarico di non aver potuto evitare la sua decisione, in un momento in cui il Pd avrebbe bisogno di tutte le sue risorse per recuperare il rapporto con i cittadini elettori, visto l'esito delle recenti elezioni. Questo sarebbe il momento in cui non si dovrebbe uscire dal partito bensì restare per cercare di rafforzarlo nei suo valori storici e culturali di centro-sinistra, e così fare tutti “un passo vanti” così come hanno fatto alcuni esponenti locali ma anche nazionali in questi giorni. Prendo atto della sua decisione che pure non condivido ma rispetto, con quella consapevolezza che in politica a volte le strade si separano ma che in futuro si potranno anche riunire nell'interesse generale del partito e del paese-nazione".

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