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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Febbraio - ore 15.50

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Mione attacca il Pd, Giorgi rincara: "Cavarra? Soldi pubblici per aiutare un amico"

Parole forti nel corso della discussione dei debiti fuori bilancio dell'area legale del Comune di Sarzana. Alla fine mancata agnizione per circa 11mila euro.

Asse Lega-Cinque stelle
Mione attacca il Pd, Giorgi rincara: "Cavarra? Soldi pubblici per aiutare un amico"

Sarzana - Val di Magra - Ammontano a 11mila i debiti fuori bilancio non riconosciuti nell'area spese legali del Comune di Sarzana. Questo l'esito della discussione e della votazione tenutasi ieri sera in consiglio comunale, passaggio che è andato a concludere la pratica dei debiti fuori bilancio già affrontata a novembre (quando, per le spese legali, si partiva da un ammontare di circa 85mila euro). 11mila euro, come detto, relativi a cinque pareri risalenti al 2015 forniti dall'avvocato Luigi Cocchi (su questioni come aree mercatali, demanio e direttore ente Parco) – parcelle da 1.268 euro l'uno -, più, per i soldi restanti, una causa giudiziale sempre seguita dall'avvocato Cocchi. Il mancato riconoscimento comporta che il professionista per essere pagato dovrà rivolgersi non al Comune, ma all'amministratore o al dirigente che ne ha richiesto la prestazione. La maggioranza ha votato compattamente per non riconoscere il debito relativo ai cinque pareri (non riscontrati i principi di utilitas e arricchimento per l'ente), come anche la capogruppo del Movimento cinque stelle Federica Giorgi e il gruppo del Partito democratico, attaccato dal consigliere Paolo Mione (capogruppo di Sarzana per Sarzana), che invece ha votato favorevolmente (lui che nel 2015 era ancora esponente della maggioranza) al riconoscimento del debito per quanto concerne un parere, astenendosi su altri due, per poi – fresco reduce da un malanno – lasciare il solito freddo glaciale della seduta. “Mi sarei aspettato un atteggiamento più virile e dignitoso da parte del Pd, un po' di coerenza – ha dichiarato l'ex presidente del consiglio comunale -. Vi siete candidati e siete stati eletti sostenendo un candidato sindaco che è la persona che ha chiesto i pareri, prendetevi una responsabilità, sembrate Don Abbondio, e smettetela di nascondervi dietro al tema della prescrizione dei debiti (tema in effetti 'possibile', essendo passati più di tre anni dai pareri, ndr). Cosa fate? Vi fate eleggere sostenendo Cavarra e oggi ne prendente le distanze? E se Cavarra ha chiesto questi pareri all'avvocato Cocchi, non nascondiamoci, è perché c'era in atto una guerra all'avvocato del Comune”. Pronta la risposta del capogruppo Pd Daniele Castagna: “La questione della prescrizione no è peregrina – ha risposto a Mione -. Se votiamo per il riconoscimento di un debito, questo va alla Corte dei Conti e i magistrati dicono che l'ente poteva non pagare in quanto prescritto, la responsabilità ricade su di noi. E aggiungo che ogni volta che ho voluto difendere la precedente amministrazione, come è noto, lo ho fatto senza problemi, e con orgoglio ho rivendicato e rivendico la mia appartenenza al Pd”. Castagna ha inoltre rammentato alla maggioranza come “dopo mesi e mesi di paginate e uscite sui media, ecco che per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio nell'area legale alla fine ci troviamo di fronte ad appena sei pratiche”.

L'analisi dei cinque pareri di Cocchi, diversi tra loro, eterogenei anche per entità materiale – da un paio di pagine fino a una quindicina – ha poi stimolato una riflessione aperta dal presidente del consiglio comunale e capogruppo di Fratelli d'Italia Carlo Rampi. “Per il futuro – ha affermato - ci apprestiamo a darci regole per le quali diventerà imprescindibile, soprattutto per i pareri legali, chiedere un preventivo in caso di ricorso ad avvocati esterni al Comune. In questi anni abbiamo avuto a che fare con pareri da diverse migliaia di euro per quanto non di particolari complessità e valore, magari di poche righe. E del resto anche guardando i cinque pareri chiesto all'avvocato Cocchi pare proprio che la cifra pattuita fosse sempre la stessa (i citati 1.268 euro, ndr), nonostante le differenze sostanziali tra un parere e l'altro a livello di complessità, di istruttoria, di pagine”.

La capogruppo pentastellata Giorgi, che a margine del consiglio ha rammentato come una sua mozione recentemente approvata all'unanimità impegni l'amministrazione a imbastire un regolamento inerente il conferimento di incarichi a legali esterni, con tanto di albo (distinto per tipologie di contenzioso), non ha usato mezzi termini nell'ambito della discussione del parere richiesto all'avvocato Cocchi nel 2015 inerente la nomina del direttore del Parco di Montemarcello, Magra e Vara. “Qua non solo non ci sono utilità e arricchimento per l'ente – ha attaccato l'esponente pentastellata -, ma c'è anche uno sperpero di soldi pubblici. Il sindaco Cavarra infatti ha chiesto all'avvocato Cocchi se Luca Piccioli, già amministratore unico di Acam Acque, potesse diventare direttore del Parco. Di fatto Cavarra ha speso soldi dei cittadini per capire se poteva piazzare un amico, queste cose vanno dette”. Giorgi ha quindi ribadito: “Uno sperpero di soldi pubblici per uso personale, per avvantaggiare un amico. Spero che situazioni del genere non si ripetano più. E – ha concluso - auspico che, come richiesto anche dalla mia mozione approvata all'unanimità dal consiglio nelle scorse settimane, nella scelta dei legali esterni all'ente si osservi la regola della rotazione dei professionisti, come del resto chiede il Codice degli appalti”.

Come anticipato, ai circa 6.500 euro dei cinque pareri si aggiunge il mancato riconoscimento di circa 5mila euro relativi a una causa giudiziale (inerente i lavori sul torrente Parmignola), sempre curata dall'avvocato Cocchi. Decisivo l'asse 'governativo' (non alla prima edizione sarzanese) Lega-Cinque stelle: il resto della maggioranza di centrodestra infatti si è astenuto, come anche il Pd. “Poteva occuparsene l'avvocato del Comune, Cozzani – ha detto Giorgi -. Inoltre manca il preventivo ed è stato un errore rivolgersi al tribunale ordinario e non al Tribunale delle acque di Torino. Infine la causa è stata abbandonata e non più presa in mano, insomma uno spreco”. Sulla stessa linea d'onda il capogruppo della Lega Emilio Iacopi, che ha focalizzato l'attenzione in maniera particolare sulla “competenza, che era del Tribunale delle Acque”.

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