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Mazzanti lascia Sarzana Popolare e passa all'opposizione con Mione

La consigliera ufficializza addio che era nell'aria: "Il gruppo ha perso contatto con il territorio. Lascio maggioranza guidata da leadership debole e divisiva, incapace di fare sintesi".

nuovo gruppo in consiglio
Mazzanti lascia Sarzana Popolare e passa all'opposizione con Mione

Sarzana - Val di Magra - “Oggi lascio ufficialmente il gruppo consiliare di Sarzana Popolare, non condividendo, ormai da tempo, l'approccio adottato dal gruppo all'interno della maggioranza ed avendo preso atto dell'impossibilità di cambiarne dall'interno l'attitudine e l'atteggiamento”. Fioretta Mazzanti, eletta in consiglio comunale alle amministrative 2018 ufficializza così un addio che era nell'aria ormai da qualche mese e che precede il suo approdo all'opposizione al fianco di Paolo Mione con il quale andrà a formalizzerà la nascita di un nuovo gruppo.

La consigliera motiva la sua decisione all'indomani dell'esplicita richiesta dei suoi ormai ex colleghi di gruppo e partito (QUI) partendo proprio dal risultato delle comunali di due anni fa: “Sarzana Popolare si è presentata alle scorse amministrative del 2018 come lista civica, raccogliendo ben 1286 voti, pari a circa il 12%, ed esprimendo di conseguenza 4 consiglieri e 2 assessori. Pur vantando il gruppo più numeroso all'interno della maggioranza, ha accettato passivamente la sottrazione di un assessore da parte di 'Cambiamo', e in due anni di legislatura non ha mai espresso una posizione che non fosse perfettamente allineata alla posizione ufficiale decisa unilateralmente da un ristretto gruppo di comando della maggioranza (gruppo di comando del quale nessun esponente di Sarzana Popolare faceva parte), abdicando al proprio ruolo di contrappeso civico al punto tale da far diventare "un caso politico" l'astensione della sottoscritta su una mozione relativa alla sanità in periodo di Covid, ed il voto contrario su una mozione degli scacchi, valutata corretta nel merito dagli stessi esponenti di maggioranza ma che aveva il solo vizio di essere stata presentata dall'opposizione”.

“La totale assenza di una leadership locale riconosciut – aggiunge - e la mancanza di una propria linea politica da portare avanti in modo strutturato hanno fatto il resto, determinando un risultato scontato alle ultime elezioni regionali che non hanno fatto altro che sancire il ruolo di comparsa di un gruppo che ha perso nel tempo il contatto con il territorio, vanto e segno distintivo in campagna elettorale e ad inizio legislatura. Al gruppo vanno comunque i miei migliori auguri, ed un ringraziamento particolare va ad Andrea Costa, capace di generare quell'entusiasmo che ha permesso di raggiungere all'inizio un piccolo “fastidioso” miracolo locale”.
Poi Mazzanti puntualizza: “Nel lasciare il gruppo di Sarzana Popolare, lascio oggi anche la maggioranza, formalmente guidata da una leadership debole e divisiva, incapace di fare sintesi, ostile a qualsiasi posizione non perfettamente allineata. Quello che doveva essere il sindaco di tutti, è diventato in poco tempo il sindaco di pochi e, di lì a breve, neanche più il sindaco di se stessa. Oggi la maggioranza in consiglio ed in giunta è fortemente ridisegnata rispetto al risultato delle amministrative del 2018, frutto di una campagna acquisti che passo dopo passo sembra portare a convergere verso il partito unico, comoda culla di fedeli esecutori. E se tanto mi da’ tanto, la campagna acquisti non è ancora terminata”.

Quindi l'annuncio: “Per quanto mi riguarda, continuerò a svolgere il mio ruolo di consigliere, andando a costituire un nuovo gruppo tra i banchi della minoranza, insieme all’avvocato Mione e con il nome di “In Azione Per Sarzana”. Il nostro nuovo gruppo avrà una connotazione civica, aperta alla collaborazione con gli altri gruppi consiliari, tra i quali, ma non solo, il neonato gruppo di Beatrice Casini con la quale i rapporti sono sempre stati cordiali nel reciproco rispetto delle idee di ciascuna e che mai ha pensato di fare una qualsiasi forma di “campagna acquisti” secondo una logica che non appartiene alla cultura di entrambe.
Ritengo che la scelta fatta vada in continuità rispetto ad un percorso che mi ha portato dapprima a cercare all’interno del mio gruppo di consolidare una linea che avrebbe dovuto portare il gruppo stesso a svolgere il proprio ruolo all’interno della maggioranza nel rispetto degli equilibri democratici generati dal voto e, successivamente, a provare da sola ad arginare il tentativo di Cambiamo di uniformare a sé l’intera maggioranza”.
“Rispetto alla comprensibile obiezione di coloro i quali mi avrebbero suggerito più volte di dimettermi dalla carica di consigliere – conclude - non posso fare altro che ricordare che il mandato dato dagli elettori a questa maggioranza è stato attribuito sulla base di un programma che ad oggi è risultato del tutto inattuato, dalla sicurezza a Marinella, per passare alla sanità (sebbene su tavoli regionali), tanto per citarne alcune, e che mi auguro possa invece trovare applicazione sui temi importanti nei prossimi anni con un rapporto costruttivo tra maggioranza ed opposizione nella normale dialettica politica ed in modo radicalmente diverso da quanto accaduto fino ad oggi”.

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